Con l’arrivo di luglio in tutta Italia stanno partendo i saldi estivi. Come sempre in queste occasioni partono anche le polemiche tra le associazioni di consumatori ed i commercianti mentre i giornalisti televisivi infilano i loro microfoni sotto il naso della gente fermata per strada invitandola a darci qualche suggerimento. Ne escono fuori i soliti discorsi: da una parte ci sono quelli che presentano il il cliente come una figura quasi sacra da tutelare e coccolare, dall’altra un esercito di professionisti del saldo che per settimane passa a setaccio i negozi memorizzando i prezzi dei capi esposti per poi confrontarli con i prezzi a saldo. Nel mezzo tutti gli altri: confusi, distratti, spesso con le balle girate perché saldi o non saldi la difficoltà di far quadrare i conti a fine mese rimane comunque.
Mi chiedo se “l’istituzione” dei saldi così com’è concepita oggi abbia ancora senso visto che, pur riconoscendo ai negozi (in particolare quelli di fascia “alta”) la possibilità di rinnovare i propri magazzini allettando i clienti con prezzi più invitanti, esiste anche una vera e propria industria del saldo.
Un esempio? Ieri sera passeggiando lungo la via principale della mia città (località balneare) sono passato davanti al negozio dove lavora una mia cugina. Era quasi l’ora di chiusura ma lei stava ancora armeggiando attorno a dei grossi scatoloni colmi di magliette, pantaloncini, gonne,ecc… . Mi ha spiegato che quella merce era arrivata da poco e la stava preparando per “oggi” (in veneto i saldi cominciano il 4 luglio). Tutti questi graziosi e colorati capi d’abbigliamento sono costati al negoziante circa 2 euro all’uno, ora sono venduti a 10 euro all’uno con cartellino che ne dichiara un prezzo “originale” ben più alto. A questo punto, la parola saldi ha ancora senso? Chiamiamola offerta, chiamiamola promozione, chiamiamola anche “mario” se ci va, ma distinguiamola realmente dalla vendita dei fondi di magazzino.
(Immagine da: haisentito.it)
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Da qualche tempo gira in rete un video-parodia del Wii della Nintendo. Parliamo del Shii, la Wii per donne.
Solo un pizzico di humor…niente di più.
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Tra le curiosità che hanno segnato le ultime elezioni (più referendum) una coinvolge il seggio dove sono iscritto. L’articolo del giornale che ho letto parla di un elettore arrivato verso le ore 14 che, dopo aver consegnato i documenti per la registrazione e preso le schede, si è letteralmente asserragliato dentro la cabina uscendone solo alle ore 15, ovvero alle chiusura delle elezioni. Per tutta l’ora in cui è rimasto chiuso nella cabina l’elettore si è “esibito” con un vasto repertorio d’imprecazioni e proteste dimostrando sicuramente d’avere buoni polmoni e fantasia, il tutto di fronte gli sguardi allibiti della presidente di seggio ed un assessore comunale. Tutto questo, come detto, si è protratto per ben un’ora mentre nelle altre cabine gli altri elettori continuavano normalmente (ma sicuramente incuriositi) le operazioni di voto.
Questo episodio mi ha fatto sorgere qualche domanda. Ma quanto si può rimanere chiusi dentro la cabina? E se invece di un contestatore solitario in un seggio ne entrassero uno per ogni cabina occupandole per diverse ore? Se nessuno è intervenuto per “stanare” l’elettore ho il sospetto che la sua azione sia in qualche modo regolare, tanto che pare non sia questa la prima esibizione dell’uomo.
Se me lo ricorderò alle prossime elezioni cercherò di recarmi al voto all’ultimo momento…visto che condividiamo il seggio.
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Se questa via è intitolata al Leonardo da Vinci che conosco io qualcosa non mi torna. Che faccio: avviso il sindaco?
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Sto tornando al parcheggio dove ho lasciato la macchina quando sento che mi arriva un sms. Estraggo il telefono dalla tasca e mi sposto all’ombra di un albero per riuscire a leggere il contenuto del messaggio; il display scuro del mio cellulare è praticamente illeggibile in presenza di forte luce solare. Sto per iniziare a leggere quando sento una voce alle mie spalle.
-”Buongiorno.” – Mi volto e vedo un ausiliario della sosta riconoscibile dal tipico giacchino e dal blocchetto in mano.
-”Buongiorno. ” – Rispondo io abbassando per un instante gli occhiali da sole (non trovo educato salutare/presentarsi alle persone nascondendo lo sguardo) e riprendo la lettura dell’sms.
- ” La gente non vuol proprio imparare” – Dice lui agitando il blocchetto che tiene in mano. -”Già”- Rispondo distrattamente preso come sono dall’sms. A quel punto l’ausiliario mi mette davanti al naso la copia di un avviso di accertamento d’infrazione (una multa….chiamiamola per nome…).
Gli dico:-”E di questo cosa dovrei farne?” - Risponde:- “oggi ci sentiamo spiritosi, vero?” – Solleva il tergicristallo dell’auto che gli sta accanto e dopo averci infilato sotto la multa la fa ricadere rumorosamente.
Si gira verso di me e con un’espressione di trionfo stampata sul viso mi augura un buongiorno quasi lirico. -”Buona giornata anche a lei”- rispondo, ed estraggo dalla tasca le chiavi delle mia macchina. Aziono il telecomando ed un bip-bip mi segnala l’apertura delle portiere dell’auto. Non l’auto multata dal nostro bravo ausiliario ma quella accanto fornita di regolare tagliandino d’avvenuto pagamento del parcheggio posto sul cruscotto. Salgo sull’auto e lentamente m’allontano osservando attraverso lo specchietto retrovisore la figura di quell’uomo immobile con lo sguardo fisso sul blocchetto che tiene in mano.
Nota: l’immagine di presentazione ritrae il luogo del misfatto. Ovviamente la foto è successiva all’episodio che sto raccontando.
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Da qualche anno, in questo periodo, veniamo invitati, io ed un paio d’amici, ad una cena di beneficenza che si tiene in periferia (o meglio una frazione) di Oderzo (TV). Noi avremmo ben poco che ci lega a queste persone; in realtà tutto nasce da una vecchia amicizia scolastica tra alcuni degli organizzatori della festa-cena ed un nostro amico. Personaggio, quest’ultimo, che ormai non frequenta da tempo ne noi ne loro. Eppure queste persone ogni anno gentilmente c’invitano allo loro festa con l’adorabile tipica cordialità della provincia. Ma come! Ci si potrebbe chiedere…che centra la cordialità con la “geografia”? In teoria nulla; anch’io vivo in provincia eppure l’aria che si respira da me è molto diversa. Io abito in una cittadina turistico-balneare che sogna di diventare la Miami dell’adriatico (veramente lo sognano gli amministratori ma non andrei troppo a sottilizzare) dove la presenza dei “foresti imprenditori” comincia a superare quello dei residenti dove, con l’arrivo della bella stagione, tutti spariscono presi dalla frenesia del lavoro (?) e le chiacchiere da piazza si dividono tra turbe edilizie, parcheggi a pagamento e scazzottate di giovinastri (così li ho sentiti definire) il sabato sera. Nella provincia vera (quella di cui sopra) le persone si trovano ancora in piazza a parlar di cose normali…di loro.
Non divaghiamo. Come dicevo ogni anno queste persone c’invitano e ci rendono partecipi della loro festa, e noi come li ringraziamo? Con il saccheggio! Il clou della festa è rappresentato dalla lotteria finale dove un regalino ci scappa quasi a tutti…è questo il segreto del successo della lotteria. Ogni anno ci sono una montagna di premi, non di grande valore, ma il bello è comunque “vincerli”. Ci sono sempre le torte realizzate ed offerte da un gruppo di signore, ci sono le piante offerte dalla fioreria locale, le messe in piega offerte dalla parrucchiera:per la cronaca quest’anno una è stata vinta da un signore pelato che NON ha rinunciato al premio (era sua facoltà) suscitando la curiosità di tutti. Ci sono gli infiniti articoli per la casa e i gadget riciclati, tipo delle sveglie, belle ma con impressi logo e numero di telefono della X impresa edile. Ci sono i temutissimi (da noi) biglietti del treno per una gita a Venezia e tanti altri premi simpatici ma spesso dal valore discutibile. Ovviamente non manca il regalone, e qui entra il gioco l’invasione barbarica. L’anno scorso, dopo che avevamo riempito la tavola di premi minori (dolci, foulard, piante,ecc…) noi invasori abbiamo stoccato il colpo di grazia aggiudicandoci i due pezzi forti. Io un divano al quale ho subito rinunciato perché non avrei saputo proprio dove metterlo (per la cronaca lo hanno rimesso in palio per una sagra estiva), il mio amico una cena per due in un prestigioso ristorante della zona. La serata ovviamente si concluse con tutta una serie di commenti sulle dimensioni e le potenzialità dei nostri fondo schiena e la consapevolezza che non ci avrebbero più invitati. Ed invece….anche quest’anno è arrivato l’invito! Al nostro arrivo ci hanno sorriso, come solo chi vive nella sana provincia sa fare, hanno chiacchierato e scherzato con noi, qualcuno ha pure citato le nostre razzie degli anni precedenti, ed infine hanno giocato con noi alla lotteria. Quest’anno il nostro bottino è stato inferiore al solito:il mio amico ha vinto un servizio di bicchieri ed uno zaino da picnic mentre il sottoscritto si è portato a casa un mini set da cucina dove spicca un pelapatate da paura! Alla fine della serata ci siamo salutati con la promessa di ritrovarci anche l’anno prossimo. Ah… mentre tornavamo a casa un pensiero ci tormentava. Ma quest’anno…la lotteria…che fosse “truccata”? Mmmm…ma no! La bella gente di provincia non fa queste cose…
…forse.
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Per qualche giorno sono stato lontano dal mondo dell’informazione preso da altre cose e dalla necessità di “resettarmi” mentalmente. Oggi apro i giornali (il mondo intanto è andato avanti) e tre cose attirano la mia attenzione. Non che altre vicende siamo meno importanti o interessanti, ma queste tre sono un capitolo aperto da tempo.
UNO. Fiat/Opel. Sembra che la scalata a Opel alla fine sia stata vinta dalla cordata Russo-Canadese di Magna. Vinta?….Personalmente non ho mai pensato che Fiat fosse realmente interessata ad Opel. Le due società si rivolgono allo stesso target di clienti, che senso avrebbe assorbire un clone? Quando partì “l’operazione Opel” pensai subito che si trattasse di una prova di forza, un modo per mostrare i muscoli ai mercati e saggiarne la risposta più che un vero desiderio d’acquisizione (sottolineo comunque che io di fantasia ne ho da vendere). Molto più credibili le operazioni Chrysler/Saab.
DUE. Omicidio Tiller. A Wichita (kansas – u.s.a.) un medico abortista è stato ucciso. Non ho mai fatto un segreto di come la penso sul tema dell’aborto visto anche il “leggero coinvolgimento personale” sul tema. Ancora non riesco a capire come delle persone che si definiscono “credenti in Dio e difensori della vita” vadano in giro a sparare alla gente che la pensa in modo diverso da loro (non è terrorismo pure questo?) quando sappiamo bene che la questione aborto si risolve (per quello che si può) solo attraverso l’informazione ed il dialogo. Certo che se non hai argomenti validi è più facile far parlare le pistole.
TRE. Piazza Tiananmen. Sono passati vent’anni da quando l’esercito Cinese fermò con il sangue le proteste studentesche che duravano da oltre un mese. Quando rivedo l’immagine simbolo di quei giorni mi chiedo sempre che fine abbia fatto quel ragazzo fermo davanti ai carri armati….
In questo link una breve ricostruzione di quelle ore.
Fonti: Wikipedia e Ansa
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Estratto dal programma radiofonico Condor corredato da alcune immagine trovate in rete.

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Ho rimosso alcuni link dal mio blogroll. Ovviamente non c’è alcun motivo di screzio nei confronti degli “esclusi”, i blog sono stati rimossi perchè i loro autori o hanno chiuso alla visione pubblica le loro attività o perchè non aggiornano da mesi le loro pagine. Questo non significa che i loro link siano stati cestinati, semplicemente sono finiti nel segnalibri del mio browser insieme a tutti gli altri siti/blog che visito con una certa frequenza, pronti a rientrare nel mio blog non appena le loro attività dovessero riprendere con una discreta regolarità. Quando inserisco un nuovo link nel mio blogroll è perchè ritengo possa interessare nei suoi contenuti almeno una parte di chi visita abitualmente le mie pagine e non trovo corretto presentare a quest’ultimi delle “pagine morte”. La mia idea è che il blogroll non debba essere una collezione di decine e decine d’indirizzi “fighi” da mostrare agli amici (?). Come ho detto buona parte degli indirizzi dei blog che seguo fanno bella mostra di se nel mio segnalibri e di questi molti , pur interessanti, ben difficilmente entreranno nel blogroll, specialmente se danno molto spazio all’aspetto commerciale (per la pubblicità rivolgersi ad altra sede). Magari qualcuno penserà che faccio troppo il prezioso, manco avessi un superblog da 100.000 visite al mese! Boh…forse è vero… ma il mio istinto da collezionista non trova stimoli dall’accumulo da link…meglio libri, dischi e chitarre (anche se fanno lacrimare il portafogli). Questo mese, per la cronaca , le visite sono poco più di 4.400 che ringrazio ovviamente una ad una
Immagine da: stlouisrealestatevoice.com
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