La settimana scorsa mentre viaggiavo in auto ascoltavo il programma radiofonico trasmesso da Giancarlo Santalmassi su Radio24. Era in onda la sintesi di un’intervista fatta a Luca Coscioni credo un paio d’anni prima. Non mi è facile descrivere la forte emozione che ho provato nel sentire la”voce” di Luca così forte e soprattutto così lucida nelle argomentazioni espresse.
Per quei, penso pochi, che ignorino di chi sto parlando vorrei ricordare la recente morte di un ragazzo che dieci anni fa, colpito da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica (morbo di Lou Gehring) decise di non arrendersi alla malattia e di portare avanti la sua lotta personale.
Il lavoro di Luca nel corso degli anni ha creato un sempre maggior interesse grazie anche al lavoro dell’associazione che porta il suo nome www.lucacoscioni.it e l’appoggio dei Radicali.
La sua è una malattia che potrebbe essere curata grazie all’uso delle cellule staminali e su questo ramo della medicina Luca ha dedicato i suoi sforzi come sostenitore creando intorno a se un gran seguito nel mondo della ricerca. Purtroppo lo stesso seguito non c’è stato da parte del mondo politico, al di là ovviamente dei pochi amici e delle parole di circostanza che han fatto seguito alla sua morte.
Le sue parole, tradotte da un sintetizzatore vocale, mi sono risuonate nella mente per diversi giorni, mi auguro che lo stesso effetto possano fare anche a chi ha potere di velocizzare la ricerca medica cosi che un eventuale nuovo Luca possa vivere senza essere prigioniero del proprio corpo.
Informazione! Informazione! Informazione!….Quanto forte risuona nella nostra testa questa parola. Televisione, radio, giornali, web…veniamo bombardati quotidianamente da informazioni di ogni genere. Il più delle volte queste ci scivolano letteralmente tra le dita senza che nulla ci rimanga nella mente. Ma è veramente così? Cos’è che ci porta a rimanere inchiodati di fronte a una montagna d’idiozie e magari allo stesso tempo distogliere l’attenzione da questioni ben più importanti?
Mi rendo conto che spesso siamo dominati da stanchezza, paure, pigrizia e chissà quali altri tarli mentali. Ma…e la cura? Probabilmente non c’è, però mi piace pensare che forse, fermandoci un attimo in più a riflettere su quello che ci succede intorno, sia possibile uscire dal gregge e imparare a pensare un po’ di più con la nostra testa.
Niente di miracoloso sia chiaro! Solo il prendersi un pizzico del proprio tempo e puntare il dito su qualcuno dei tanti temi che ci circondano. Siano questi capisaldi della vita o piccoli momenti di banalità poco importa, l’importante è fermarsi a pensare……………
[audio:http://www.goear.com/listen/5a727d0/intro-to-the-lost-chord-blumannaro]

Photobucket
Progetto 100 Righe
Commenti recenti