ADDIO LUCA

 

Guarda, sta passando tra le nuvoleluca coscioni
Con uno spirito funambolo che corre sfrenato
Farfalle e zebre e raggi di luna e storie di fate
Questo da sempre il mondo dei suoi pensieri
Cavalcando con il vento.
Quando sono triste lei viene da me
A regalarmi mille sorrisi
Va tutto bene, dice, va tutto bene
Prendi da me tutto quello che vuoi
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa
Vola Piccola Ala.
(Little Wing: Jimi Hendrix)

La settimana scorsa mentre viaggiavo in auto ascoltavo il programma radiofonico trasmesso da Giancarlo Santalmassi su Radio24. Era in onda la sintesi di un’intervista fatta a Luca Coscioni credo un paio d’anni prima. Non mi è facile descrivere la forte emozione che ho provato nel sentire la”voce” di Luca così forte e soprattutto così lucida nelle argomentazioni espresse.
Per quei, penso pochi, che ignorino di chi sto parlando vorrei ricordare la recente morte di un ragazzo che dieci anni fa, colpito da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica (morbo di Lou Gehring) decise di non arrendersi alla malattia e di portare avanti la sua lotta personale.
Il lavoro di Luca nel corso degli anni ha creato un sempre maggior interesse grazie anche al lavoro dell’associazione che porta il suo nome www.lucacoscioni.it e l’appoggio dei Radicali.
La sua è una malattia che potrebbe essere curata grazie all’uso delle cellule staminali e su questo ramo della medicina Luca ha dedicato i suoi sforzi come sostenitore creando intorno a se un gran seguito nel mondo della ricerca. Purtroppo lo stesso seguito non c’è stato da parte del mondo politico, al di là ovviamente dei pochi amici e delle parole di circostanza che han fatto seguito alla sua morte.
Le sue parole, tradotte da un sintetizzatore vocale, mi sono risuonate nella mente per diversi giorni, mi auguro che lo stesso effetto possano fare anche a chi ha potere di velocizzare la ricerca medica cosi che un eventuale nuovo Luca possa vivere senza essere prigioniero del proprio corpo.

Nota:la foto di Luca è tratta dal sito antiproibizionisti.it. Fra le tante in circolazione ho scelto questa perché trovo significativo il contrasto tra la sedia che evidenzia lo stato di malattia e il suo sorriso.
 
Questo articolo è tratto dalla prima versione del blog chiuso nei primi mesi del 2006

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