Golconde

Golconde era una ricca città indiana, una specie di miracolo. Io ritengo che sia un miracolo poter camminare attraverso il cielo sulla terra. D’altra parte la bombetta non rappresenta una sorpresa. E’ un copricapo per nulla originale. L’uomo con bombetta è un uomo ordinario. E io la porto, non desidero mettermi in mostra.(Renè Magritte)Golconde è un quadro meraviglioso. Osservate come uno sfondo quasi banale, con degli anonimi e grigi palazzi sia esaltato da una pioggia (ovviamente improbabile) d’omini tutti uguali. Quello che comunque vorrei portare all’attenzione è il commento dell’autore – “L’uomo con bombetta è un uomo ordinario. E io la porto, non desidero mettermi in mostra.” –
Sembrano strane parole in bocca ad un artista che, nell’immaginario collettivo dovrebbe rappresentare una delle massime forme di narcisismo. Che senso avrebbe produrre arte se poi non c’è l’aspirazione a mostrare ed apparire? Probabilmente la risposta sta nel fatto che parliamo di una persona di vero talento che non ha bisogno di sentirsi appagato dal plauso spiccio della gente. Una grande differenza da certa “voglia di apparire” che sempre più spesso coglie persone dalle ambizioni più o meno artistiche. Pensate a tutti i vari reality che infestano la televisione…mi perdonate il termine poco cordiale?….più passa il tempo e più sembra crescere la voglia di stupire. Onestamente pensavo che questo fenomeno televisivo si esaurisse molto più velocemente e invece lo vedo reggere ancora con un certo piglio. Quello che temo è che prima o poi, per la voglia di apparire, o semplicemente perché la cosa può sfuggire di mano, in qualche casa, fattoria o quant’altro possa accadere qualcosa di veramente brutto ed irreparabile sotto gli occhi di tutti. Mi auguro ovviamente di no! Certo non posso evitare di pensare a quell’edizione stile grande fratello inglese interrotta a seguito di una superscazzottata provocata dai fumi dell’alcool, oppure da quel programma, credo olandese, di pessimo gusto dove il pubblico da casa era invitato a votare per scegliere quale dei due gravi ammalati in gara avesse diritto ad una forte somma di denaro per curarsi.Chiudo con un appunto: circa un anno fa lessi di uno studio realizzato per una grossa casa produttrice di spettacoli televisivi. Sì “profetizzava” di un imminente calo dell’interesse del pubblico verso i reality e l’opportunità di rilanciare dei format stile anni ottanta con protagoniste le famiglie. Al momento non vedo nulla del genere in giro. Mi chiedo se queste agenzie hanno toppato la previsione o se il vento dell’audience soffia più forte del loro lavoro.
(Immagine: da archivio)
Questo articolo è tratto dalla prima versione del blog chiuso nei primi mesi del 2006

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