Un mio collega ha avuto la pazienza di raccogliere queste “perle” linguistiche di un nostro comune conoscente. Per i Veneti sarà più facile comprendere le finezze dialettali ma anche gli altri non dovrebbero avere difficoltà…buona lettura.



Helliken (birra Heinekken)

Gattamarano (Catamarano)

Trasbismo di venere (Strabismo di venere)

Piero Pelluc (Piero Pelù…il cantante)

Ho preso uno “sgranfo” sulla “puppola” (Mi è preso un crampo al polpaccio…”pupoa” in dialetto)

Tutto un turismo di “pendolismo” (Pendolarismo)

Soriasi (Psoriasi)

Urriculum (Curriculum)

Last de Can (Raz Degan…attore)

Uomo umano (essere umano)

Famegnaleria (falegnameria)

Tondo e ciaro (tondo e chiaro….sarebbe meglio “chiaro e tondo”)

Antichi egitti (antichi egizi)

Periferaio (pifferaio)

Inviio (Invaghito)

Monte dei Impegni (Monte di Pietà)

Finto Bancario (Fido Bancario)

Nixxan (Nissan …l’auto)

Manipollo (Monopolio)

Infomane (Ninfomane)

Pecomania (Cleptomania)

Sicologo (Psicologo)

Ami fatti a uncinetto (?)

Cacio Cavallo (…parla del film l’uomo chiamato cavallo)

Boxer (Juke-box)

Pernacotto (Parmacotto…il prosciutto)

Rocco Semifredi (Siffredi..l’attore)

Mariotoneta (maratoneta)

Frasi “celebri”.

(parlando di sesso)

“Ho tirà na gettada che me parea de esser un pompier (…ho tirato una gettata che mi sembrava di essere un pompiere)

Me fia no a se bona de farse da magnar, a va sempre torse a roba all’autogrill (Mia figlia non sa farsi da mangiare, va sempre a prendere il cibo all’autogrill)

Spere sperando “more”(muoio) cagando.

Go moeà na scoreza, no xe creanza, ma fa ben aea panza (Ho “mollato” una scoreggia, non è creanza ma fa bene alla pancia)

La rima l’è bona ma el poeta l’è mona (La rima è buona ma il poeta è “sciocco”)

Se ta a panza dura, te a dura (se hai la pancia dura, ce l’hai dura)

A volte me deperisse (a volte mi deperisco…intende “deprime”)

 


C’è stato un gran parlare in questi giorni di una email arrivata a chi scarica mp3 illegalmente, inviata dalla Polizia. Sappiamo benissimo che si tratta di un falso ( ne hanno parlato tutti i giornali) e che, soprattutto dobbiamo guardarci dall’aprire l’allegato. Non faremmo altro che “regalarci” un bel virus (una variante del malware Win32/TrojanDownloader.Nurech.NAT).
Ci rimane solo la curiosità di sapere cosa dice di bello questa email…risolviamo subito!
Ecco il testo:

Avviso

Sono capitano della polizia Prisco Mazzi. I risultati dell’ultima verifica hanno rivelato che dal Suo computer sono stati visitati i siti che trasgrediscono i diritti d’autore e sono stati scaricati i file pirati nel formato mp3. Quindi Lei e un complice del reato e può avere la responsabilità amministrativa.

Il suo numero nel nostro registro e 00098361420.

Non si può essere errore, abbiamo confrontato l’ora dell’entrata al sito nel registro del server e l’ora del Suo collegamento al Suo provider. Come e l’unico fatto, può sottrarsi alla punizione se si impegna a non visitare più i siti illegali e non trasgredire i diritti d’autore.

Per questo per favore conservate l’archivio (avviso_98361420.zip parola d’accesso: 1605) allegato alla lettera al Suo computer, desarchiviatelo in una cartella e leggete l’accordo che si trova dentro.

La vostra parola d’accesso personale per l’archivio: 1605

E obbligatorio.

Grazie per la collaborazione.

Simpatica vero? ;-)
(Immagine da: lubuklinggau.go )
 


Sul diritto d’autore da sempre è in corso una guerra. Ora la casa discografica Peppermint tenta un attacco legale di grosse proporzioni. Questo articolo di Giovanni Negri ci presenta…il conto(?)

Il provider deve fornire i dati dei propri clienti se ci sono fonda­ti sospetti di una violazione del di­ritto d’autore. La Sezione specia­lizzata in proprietà intellettuale del tribunale di Roma ha dispo­sto una delle primissime applica­zioni della norma introdotta nel marzo 2006 a modifica della leg­ge sul diritto d’autore (articolo 156 bis, legge 633/1941). E «Pep­permint», casa discografica tede­sca, ha utilizzato le informazioni per un’azione di contrasto al «P2P», modalità di condivisione sulla rete di file musicali, film e vi­deo. Con che tecnica? Al domici­lio di migliaia di persone (per ora sono circa 3.500, ma il numero sa­rebbe in aumento) è arrivata, o sta per arrivare ,una raccomanda­ta con la quale «Peppermint» av­verte di essere a conoscenza che dalla linea internet di cui è titola­re il “sospetto” sono stati scarica­ti file musicali i cui diritti di sfrut­tamento appartengono in esclusi­va alla stessa società. Di conse­guenza, con quella che viene defi­nita un’«Adesione alla proposta transattiva», per sanare la viola­zione, sichiedono 330 euro e si in­tima la cancellazione dalla cartel­la pubblica del Pc di tutti i file degli artisti sotto contratto con «Peppermint».Ma l’iniziativa ha scatenato un putiferio.
Un passo indietro. Il procedi­mento cautelare instaurato da­vanti al tribunale di Roma è stato reso possibile solo dopo che «Peppermint», ingaggiando una società svizzera che ha utilizzato un software in dotazione alla poli­zia polacca. In questo modo è riu­scita a ottenere quella sorta di “carta d’identità” dei Pc costitui­ta dal codice Ip.Il possesso dei co­dici Ip, relativi a utenti che secon­do la casa discografica avevano scaricato i brani musicali di arti­sti «Peppermint», non era però decisivo: bisognava risalire dal computer alla persona fisica e i nominativi erano a disposizione dei soli provider.
Di qui l’azione giudiziaria pa­trocinata dallo studio legale «Mahlknecht &
Rottesteiner» di Bolzano. Che si è conclusa con un’ordinanza, in sede di re­clamo, favorevole a «Pepper­mint».I giudici romani hanno ri­tenuto che la richiesta avanzata dalla società ai provider italiani fosse giustificata: dal 2006 esi­ste, infatti,nell’ambito della tute­la del diritto d’autore, una norma che vincola una parte all’esibizio­ne di dati e documenti quando un’altra parte ha fornito «seri ele­menti» dai quali si può dedurre la fondatezza della propria prete­sa. «Può ottenere altresì, — pre­cisa inoltre la legge — che il giu­dice ordini alla controparte di fornire gli elementi per l’identificazione dei soggetti implicati nella produzione e distribuzio­ne dei prodotti e di servizi che co­stituiscono violazione dei diritti di cui ala presente legge».
I provider avevano provato a respingere le richieste «Pepper­mint» sostenendo di non poter essere considerati autori dell’il­lecito e quindi controparti. Ma la pronuncia ha sottolineato che la forma di tutela offerta oggi dalle norme sul diritto d’autore è più stringente di quella del Codice ci­vile e in sintonia con la direttiva comunitaria sulla protezione della proprietà intellettuale. Quanto alla privacy, l’ordinanza fa notare come le esigenze di tu­tela giurisdizionale valgono co­me deroga all’utilizzo dei dati senza il consenso del titolare. Nella vicenda processuale è, però sceso in campo ieri il Garante per la protezione dei dati perso­nali che ha deciso di costituirsi in giudizio per verificare che non sia stata violata la disciplina a difesa della privacy.

(immagine da: ouriceira.blogsome)

 

Avete presente quel 5 per mille che dovremmo/potremmo dare alle Onlus in sede della dichiarazione dei redditi? Sembra siano sorte delle “difficoltà”. Tutte le entità aventi diritto stanno aspettando ancora i soldi del 2005. Entità, voglio ricordare, che al di là di pochi colossi, per la maggior parte sono piccole associazioni dai fondi miseri e che da questa risorsa dipendono per la loro sopravvivenza.
Ricordo brevemente i numeri di questa realtà:
32.335 soggetti iscritti negli elenchi ufficiali dell’agenzia delle pubbliche entrate (2007).
31.773 gli enti non profit iscritti per via telematica e che a breve dovranno confermare la permanenza dei requisiti dichiarati.
24.259 le Onlus regolarmente iscritte (la categoria più corposa).
7.514 le associazioni…legate ad attività sportive, culturali, ecc…
496 gli atenei universitari e 86 gli istituti di ricerca sanitaria.
Come si può vedere un vero esercito che sta aspettando dei soldi (promessi) per proseguire le proprie attività. Ora, quel che trovo curioso è che per il 2007 la “novità” sarà rappresentata dall’istituzione di un tetto di 250 milioni per la ripartizione dei fondi.
Questo significa che se noi Italiani confermeremo un’adesione al 5 per mille, pari al 71% delle dichiarazioni (fonti Caf) e corrispondenti alla bella cifra di 468 milioni, verrà a mancare in futuro una somma di oltre 200 milioni!…Destinati ad altre risorse statali (immagino).
A questo punto mi aspetto che nelle prossime campagne pubblicitarie ci chiederanno di versare il 3 per mille! Chiamarlo 5 per mille non avrebbe più senso….
Attendiamo sviluppi.

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