set 282007
 

Come tanti sono rimasto colpito dalle dure immagini che arrivano dal Myanmar. Ho cercato del materiale sull’argomento e tra i tanti articoli disponibili mi ha colpito quello di Pablo Trincia (collaboratore della Stampa). Quello che segue è un estratto dal suo articolo.

Non sono mai stato in Birmania, anche se spero di andarci presto. Me ne sono occupato diverse volte con articoli di attualità sulla situazione politica, eccetera. E oggi scrivo (un po’ incazzato, lo ammetto), per dire che quello che sta accadendo in queste ore è assolutamente ridicolo.
Ieri sera accendo il tg e, tra i vari servizi di apertura sulla Birmania (o Myanmar, che importa?) sento dire che qualcuno ha lanciato la proposta di mettersi qualcosa di rosso (il tizio che conduceva il tg aveva una cravatta di quel colore e se l’è persino indicata) in solidarietà con il popolo birmano.
Solidarietà con il popolo birmano?? What??? a momenti cascavo dalla sedia. Non riuscivo a crederci. Mi veniva da ridere.

Premetto:
Viva la solidarietà con i popoli oppressi, sempre e comunque.
Viva i media che si interessano dei Paesi dove vivono gli oppressi.
Viva la comunità internazionale che si scaglia contro quelli che opprimono.

Ma c’è un atteggiamento di fondo che mi pare un po’ ipocrita. Ecco le ragioni:
Fino all’altro giorno, in Italia, quasi nessuno sapeva indicare la Birmania sulle carte geografiche. Pochi conoscevano la storia di Aung San Suu Kyi. I giornali ne parlavano sempre come di una terra lontana ed esotica, governata da un regime militare dispotico. Non fregava granché a nessuno. La gente veniva uccisa, incarcerata, messa in catene nelle campagne. Le popolazioni tribali prese costantemente a calci (alle donne incinta aprivano la pancia con il machete). Tutto questo dal 1962, non dall’altro ieri. Le notizie erano piuttosto rare.
Poi, cosa succede? I monaci inscenano una lunga protesta, giustamente ripresa da tutti i media internazionali. Minacciano il regime, gli puntano contro i riflettori di tutto il mondo, danno il “la” a quella che potrebbe essere una rivoluzione dal basso, fanno tremare gli odiosi generali di Yangon. Quelli replicano sparando e picchiando (hanno sempre e solo fatto quello). Apriti cielo! Hanno colpito dei monaci! Il simbolo della pace e della non-violenza! Lo sdegno raggiunge l’apice. La gente è incazzata, qualcuno propone di scendere in piazza e fare sit-in. Infatti oggi siamo solidali con il popolo birmano e andiamo in giro con la qualcosa di rosso.
Ora facciamoci una domanda: se non fossero stati monaci, ma normali cittadini, stufi di un’oligarchia militare, la notizia sarebbe mai arrivata? Risposta: probabilmente no. (Tant’è che le proteste sono cominciate quest’estate, ma a nessuno è fregato nulla). Qualcuno avrebbe mai proposto di vestirsi di rosso (colore degli abiti dei monaci) in solidarietà con il popolo birmano? Sicuramente no.
E la settimana scorsa, quando si pensava che la Birmania fosse una città del Sudamerica? E dieci, venti, quarantacinque anni fa? Dove eravamo? Cosa sapevamo?
Questo per dire che le notizie vanno di moda. Una settimana, magari due, forse anche un mesetto. Ma poi sono come un vecchio maglione. Quel colore (il rosso?) non va più. Basta.
Oggi abbiamo scoperto che esiste un posto chiamato Birmania. Fico. Abbiamo deciso di dare il nostro supporto e regalare un po’ del nostro sdegno a un popolo di cui ieri non sapevamo nulla. Abbiamo odiato e irriso un regime militare che non conoscevamo.
Tra un po’ ce ne saremo già dimenticati.

E ancora. Ho molti colleghi e amici freelance che, come me, scelgono di girare il mondo per trovare e raccontare storie, spesso legate all’ingiustizia, alla povertà, ai diritti umani, eccetera. In Africa, Asia, Sud America, Medio Oriente. Storie di quella che viene chiamata (e io rifletterei sull’aggettivo) “Informazione Alternativa”. Oppure “Mondo Dimenticato”.
Solo chi fa questo mestiere sa davvero cosa voglia dire andare in posti su cui i riflettori dei media non si sono mai accesi. Posti che nessuno metterà mai in prima pagina e che non verranno mai ripresi dalle telecamere dei tg. Gente di serie C, che resterà sempre in serie C, per cui nessuno si indigna e nessuno protesta.
Oggi la Birmania è stata momentaneamente promossa nella serie A delle news. Ma avete mai visto qualcuno scendere in piazza o scegliere un colore in solidarietà con qualche popolo africano?
Che colore indossiamo per gli orfani del Darfur?

E per i contadini delle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo?
Mai sentito parlare della pulizia etnica in Guinea Equatoriale o in Costa d’Avorio?
Risposta: probabilmente no. Però oggi mettiamo qualcosa di rosso, perché hanno sparato ai monaci in Birmania…..
Facciamo un favore a questa gente: non prendiamola per il culo…

Non mi sento di aggiungere altre parole. Penso che il buon Pablo abbia dato un’immagine più che chiara della situazione.
Nota: mi segnalano il sito dei giornalisti Birmani esuli. Mizzima.com. Potete leggere articoli (in Inglese) e vedere foto ed immagini di quello che sta accadendo in quella terra lontana.

set 242007
 

Il caso ha voluto che uno dei personaggi più discussi dell’ultimo periodo si trovasse ieri sera a “pochi” metri da casa mia. Quindi, perché non cogliere l’occasione ed andare a vedere il suo spettacolo? Non mi dilungherò sul caso “V Day”, ne parlai mesi fa quando il fenomeno stava nascendo e non ho intenzione di ritornarci…questo è un breve riassunto della serata: argomenti, impressioni, curiosità.
Lo spettacolo è iniziato poco dopo le 21.30. Sul grande schermo passano le immagini del tg2 e tg1. Un direttore (prima) ed un giornalista del corriere (dopo) commentano le ultime gesta di Grillo. I toni sono “drammatici”…si fanno accuse pesanti, timori da nuovo ventennio e anni di piombo…si accusa il comico di fomentare pericolosi rancori e rischi d’attacco alla costituzione. Al termine del filmato esce Grillo (applausi), comincia a muoversi in mezzo al pubblico spiegando le sue ragioni e lanciando dubbi sulle capacità (e volontà) di una certa stampa. Primo fuori programma: mentre cammina ad un certo punto si trova un ragazzo in piedi di fronte a lui…attimo di silenzio…si sente il ragazzo (la voce pur bassa viene presa dai microfoni) dire “devo andare in bagno!- Vai, vai ti aspettiamo! – E’ la risposta di Grillo, e ricomincia il suo monologo. Parla dei parlamentari indagati, della loro incompetenza. Parla dei tempi assurdi della giustizia: tre mesi fa è stato convocato in tribunale per una causa che lo vede “colpevole” di diffamazione….un incontro di pochi minuti solo per sentirsi dire dal giudice che si aggiornava il tutto al 2014! Mese (xx) ore 12.15! Non risparmia il cattivo uso dei soldi pubblici. Finanziamenti all’enel che ha comprato vecchie centrali nucleari nell’Europa dell’est. Finanziamenti a Moratti & C. per l’importazione di biomasse dall’estremo oriente, dove i costi di trasporto si mangiano tutto il guadagno. Si parla (positivamente) delle case “intelligenti” di Bolzano e del perché queste esperienze non vengano diffuse nel resto del paese. Si parla di comunicazione: in particolare dei blog. A partire dal suo e tutte le esperienze parallele. Del goffo tentativo di alcuni politici d’inserirsi in questo mondo. Goffo perché aprono il blog, pubblicano i post ma chiudono lo spazio ai commenti perchè temono il contraddittorio (un blog chiuso in se stesso non ha motivo d’esistere). Si accenna anche a qualche realtà locale: Le donne Bresciane rimborsate in denaro perché non ci sono risorse per aumentare la sicurezza!…questo punto mi ha lasciato perplesso e voglio vedervi più chiaro (domanda su YA). Si parla dei particolari tentativi da parte di alcuni comuni del veneto di debellare la prostituzione, ovvero multare per divieto di sosta i clienti. Alcune lucciole hanno risposto a questa mossa offrendo prestazioni gratis a chi esibiva la multa. Battuta di Grillo: da Genova sono già partiti dei pullman carichi di persone con multe vecchie anche di cinque anni! Botte anche per il ponte di Calatrava a Venezia…un’opera costosissima e inutile. Il ponte permette a chi arriva in treno d’andare a vedere chi arriva in auto e viceversa, non è come Rialto che ti porta a San Marco. Spazio anche alle tecnologie con il WiMAX e l’auspicio che possa venir gestito direttamente dai comuni e non dalla solita telecom (ovviamente non sono mancate le frecciate a Tronchetti Provera). Infine ha presentato i “ragazzi” che portano avanti il progetto Meetup. In sala c’era la delegazione di Venezia che ha parlato del proprio lavoro ed in particolare dei temi legati all’inquinamento (Porto Marghera Docet). Altra scenetta fuori programma: Grillo mostra un giochino virtuale dove ci si può iscrivere con un proprio avatar a “simboleggiare” la propria partecipazione al progetto. Chiede ad un ragazzo del pubblico ha un indirizzo mail (risposta affermativa…) e lo invita ad iscriversi….: Sul grande schermo appare la pagina web con il form d’iscrizione e iniziano a dettare i dati all’operatore al pc: Costruisci l’avatar…ok. nome…ok.cognome…ok . città ….ok . indirizzo mail…non ce l’ho!Sconforto da parte di Grillo che punta su un altro spettatore.
Tra momenti di risate e riflessione lo spettacolo scorre velocemente e si conclude verso mezzanotte. Cosa mi rimane di questo spettacolo? Beh… Grillo è sicuramente un animale da palcoscenico. I suoi argomenti sono “quasi“ incontestabili, se ci pensiamo bene parla di cose che spesso già sappiamo nel nostro intimo ma dette da lui assumono un tono d’ufficialità. Per noi gente normale è difficile comprendere perché i nostri governati non diano (o sembra non diamo) importanza a certi aspetti della giustizia, dell’economia, dell’ecologia, ecc….lui (tra le risate) mette in piazza questi pensieri. Il dubbio che rimane è sempre legato alla qualità delle informazioni che ci da. Lui attacca la disinformazione ma non possiamo avere la pretesa, o l’illusione, che solo quella sia la fonte della verità. Se non altro per non rischiare di trovarci di fronte a nuove delusioni.

set 202007
 

Guardare video in rete è diventata una delle attività più diffuse per chi frequenta il web. Qualunque evento, dalle olimpiadi al compleanno della nipotina finisce inevitabilmente negli archivi di You Tube e soci. Vi siete mai chiesti: “ma quale sarà il video più visto di sempre?”…io si; ed ho una mia piccola ipotesi. Ormai sono ossessionato dallo sguardo “drammatico” di una piccola marmotta…Siti, blog, forum, ecc… non mancano di citare (e mostrare) questi cinque secondi colmi d’intensità. Sicuramente anche voi avrete incontrato almeno una volta questi occhioni sbarrati e ne sarete rimasti “ammagliati”. Non tutti invece forse conoscono l’origine di questo filmato. Per ovviare a questa grave (si fa per dire…) lacuna, dopo il filmato con il primo piano pubblico anche il filmato integrale dove potere vedere il nostro animaletto ospite di un programma televisivi per bambini. Semplicemente il cameraman è stato bravo e fortunato a cogliere un formidabile primo piano….
Pubblico anche un terzo video (oggi mi voglio rovinare…). Nella mia breve ricerca del “video più visto” mi è apparso al primo posto un video dal titolo “Evolution of Dance”…sarà anche il più visto ma devo confessare che l’ho visto oggi per la prima volta (mah…). Sono ancora convinto che “Dramatic Chipmunk” sia più visto per i seguenti motivi. Primo le classifiche contengono conto dei siti non-youtube. Secondo: vogliamo pensare a quante copie di questo video circolano?…tante gocce fanno un mare. Per togliermi lo sfizio ovviamente porrò il quesito su YA e vediamo cosa esce….

Aggiornamento: sembrerebbe che il video più visto (parliamo però del lontano 2002) sia quello della performance in stile Star Wars del canadese Ghyslain Raza…ovviamente aggiungo in coda anche questo video..non mi faccio mancare niente ;-)




set 152007
 

In questi ultimi tempi sto dedicando molto spazio a tutto quello che gira intorno al fenomeno video nel web; fenomeno come ben sappiamo legato al grande successo di YouTube e fratelli. Oggi era mia intenzione pubblicare un post dedicato ad una “celebre” marmotta, ma rimanderò di qualche giorno la pubblicazione per lasciare posto al presente articolo. Vi invito a guardare questo video e poi né riparliamo….


Carina vero? Questa ragazza si chiama Marie Digby e l’avete appena vista esibirsi in una cover acustica di Umbrella, il successo 2007 della cantante Rihanna. Grazie a questa performance si è fatta conoscere dal popolo del web e, di conseguenza, anche dai media tradizionali che l’ hanno subito cercata invitandola a diversi show televisivi. Sembrerebbe una bella favola, di quelle che ogni giovane con il fuoco della musica nella vene sogna di realizzare. Peccato sia tutto finto. La cara Marie ha un bel contratto con la Hollywood Records da ben due anni (altro che dilettante…) e l’idea del lancio-immagine nel web è stato costruito a tavolino. Marie ha messo in rete altre cover acustiche; canzoni di Natalie Imbruglia, Linkin Park, Maroon 5, ecc… il frutto di questo lavoro è un tour che l’ha vista girare per gli U.S.A. e recentemente nel Giappone. Ovvio che adesso mi aspetto di vederla alla prova della verità, ovvero la pubblicazione di una canzone originale. Il team che la gestisce sarà in grado di sfornare una canzone degna di questo nome? Poi vedremo se Rihanna ne farà la cover ;-) Nb: il titolo di questo post è liberamente ispirato al titolo di un film interpretato da Jim Carrey.