nov 212007
 

Da qualche giorno Graziano si sentiva “strano”. Una sensazione di torpore insistente, un dormire la notte senza veramente riposare, una gran pesantezza allo stomaco…in effetti uno che si auto-definisce una buona forchetta ogni tanto tende ad esagerare e pagarne qualche piccolo prezzo. Quel mattino il suo capo reparto gli aveva detto: – “Hei Graziano! Ti vedo un po’ pallido oggi. – “Che ci vuoi fare, questa notte ho dormito poco. Arrivato ai cinquant’anni dovrei piantarla con polenta, salame e vino rosso a go-go, ma e arriva l’amico! E arriva il fratello! E arrivo il cugino! Non è mai finita! :-)” – era stata la risposta. – “Ok”- disse il capo reparto. –“Oggi prima del giro programmato dovresti passare all’impianto di Via …. Il cancello elettrico non funziona più, è meglio se lo controlli”-. Graziano da buon manutentore-elettricista prese i suoi attrezzi, li caricò nel furgone e si recò all’impianto. Lì posizionò la sua attrezzatura ed iniziò a cercare il guasto al cancello o meglio, alla centralina di gestione dei radiocomandi… il problema era già noto, semplicemente era arrivato il momento d’affrontarlo. Dopo qualche minuto i colleghi dell’impianto lo invitarono a bere un caffè. – “ Ragazzi, ma sono appena arrivato!”- “ E noi che ci possiamo fare se tu arrivi proprio quando la moka è sul fuoco…non rompere e vieni a bere.”- Fu la risposta. Graziano bevve il caffè più disgustoso della sua vita…una sensazione di bruciore al petto ed una specie di raspa che saliva su e giù appena sotto la gola lo colse. Non disse nulla e ritornò al suo lavoro dal cancello. Passarono i minuti ma quello strano malessere non voleva saperne d’andar via, così decise di fermarsi un attimo e si sedette sul muretto dell’ingresso. Dopo qualche istante arrivò un’auto; a bordo c’era Lorenzo che aveva appena terminato un giro di controllo e rientrava all’impianto. Si fermò, apri il finestrino, guardò Graziano e disse -“Dai ciccio…sali in auto che andiamo a fare un giro”- Graziano si alzò e salì in auto come un automa, al momento ancora non se ne rendeva conto e sicuramente non ricordava che Lorenzo aveva (purtroppo) un occhio allenato nel riconoscere i sintomi di un attacco cardiaco (il padre ne aveva avuti diversi…). Giunti al locale pronto soccorso il medico di turno lo fece caricare nell’ambulanza e trasferire in un ospedale attrezzato. Durante il tragitto, notando gli scossoni che la lettiga faceva ad ogni curva chiese al paramedico: -“ Scusa…ma sono veramente così grave?” – Il paramedico lo guardò e rispose. –“ Ma secondo te (sorridendo…) perché stiamo correndo come dei matti in mezzo a questo traffico?” – “ Scusa…non parlo più…”- disse Graziano, e perse i sensi….

Oggi Graziano sta bene. Gli hanno salvato la vita, è tornato in servizio allegro e mattacchione come prima. Ha rinunciato completamente al fumo e ridimensionato il suo rapporto con cibo e vino. Lui stesso ci ha raccontato la sua “disavventura” (ci sarebbero altri dettagli ma la cosa sarebbe troppo lunga….). Disavventura che nasconde una morale, o meglio il segno del destino. Lui è stato ad un passo dalla morte ma, a quanto pare, non era la sua ora. Una serie di circostanze ha fatto sì che tutto andasse per il meglio senza che alcun intoppo trasformasse la storia in tragedia. Il destino ha voluto che quel giorno dovesse lavorare in un luogo dove c’erano altre persone. Spesso nel suo lavoro si trovava a lavorare da solo in piccoli impianti dispersi nelle campagne. Avesse avuto lì il malore nessuno lo avrebbe visto. Il destino ha voluto che quel giorno incrociasse un collega che intuì i sintomi del malore…gli altri non lo avevano notato. Il destino ha voluto che quel giorno nel pronto soccorso (turistico) ci fosse un medico esperto che lo ha mandato immediatamente in un centro specializzato e non semplicemente all’ospedale più vicino. Il destino….
Uno come Graziano non ascolta musica (men che meno Sting) ma forse il suo “cuore inquieto” apprezzerà questa canzone…. “Be Still My Beating Heart”


nov 132007
 

Non era mia intenzione scrivere un post sul tema della tragica morte di Gabriele Sandri, ma un lettore mi ha ricordato che avevo già scritto qualcosa in Febbraio in occasione della morte di Filippo Raciti (complimenti…ottima memoria). Allora chiudevo il post riservandomi di ritornare sull’argomento in momenti “migliori”… momenti, che purtroppo non sono mai arrivati. Domenica non ho seguito in tempo reale il susseguirsi dei fatti; le mie osservazioni prendono spunto dai giornali letti oggi ed i notiziari radiofonici e televisivi di questi due giorni. Conclusione? Siamo tutti colpevoli! Le mie parole potranno sembrare eccessivamente forti ai più e per questo, se permettete prova a spiegarne le mie motivazioni. Sono colpevoli lo Stato, le forze dell’ordine, le autorità sportive, i dirigenti sportivi, i calciatori e i loro manager, le tifoserie organizzate e non, i gestori del merchadising, i gestori degli stadi, la stampa scritta e televisiva, gli opinionisti, gli sponsor, le famiglie dei tifosi, io e tutti quelli che in questo momento non ho iscritto in questo breve elenco. Siamo tutti colpevoli perché non possiamo continuare a dire e scrivere belle parole sull’idealismo e la bellezza del gioco del calcio quando sappiamo benissimo che interessi economici e non, frustrazioni e “ideali” non ben definititi prendono gli stadi (anche quelli piccoli) come zona franca dove esprimere la “loro” interpretazione di sport. Scusate… ma sono veramente stanco, non mi riconosco più in questo mondo che da sempre la colpa di tutto quello di brutto che succede a qualcun altro. Sono stanco delle parziali ammissioni di colpa che finiscono sempre con un “si però…”. Amavo questo sport in modo puro. Seguivo da piccolo tifoso le vicende di una squadra minore del cacio Italiano nelle sue altanelanti fortune tra serie A, B e C (troppo facile essere tifoso di una classica grande). Mi piaceva giocare pure al fantacalcio con il gradevole mondo-parallelo dei calciatori di serie A mescolati in squadre immaginarie. Mi piaceva… ora il tutto semplicemente m’irrita. Mi auguro che qualcuno finalmente abbia le palle e la forza per staccare la spina a questo mostro che ci ostiniamo a chiamare sport.

Febbraio 2007…Novembre 2007… scommettiamo che tra qualche mese dovrò scrivere il terzo capitolo di quest’amara saga?

nov 042007
 

Avrete notato da qualche tempo la presenza in questo blog di un player (sotto l’archivio) da dove è possibile ascoltare una decina di canzoni. Questo player è ottenibile iscrivendosi a Deezer, uno dei tanti Juke-box virtuali presenti in rete, “figli”, se così posiamo dire, d’iniziative come Last.fm che è stato tra i primi a lanciare questo genere di “gadget. In cosa è diverso Deezer dagli altri? Semplice: l’iscrizione al servizio serve unicamente per creare (e conservare) le proprie compilation da pubblicare in rete o anche da ascoltare per conto proprio. Per il resto è tutto trasparente; chiunque può ascoltarsi tutte le canzoni che vuole selezionandole dalla home page del sito, il tutto in modo semplice, legale e senza rischiare di scaricare virus ed altre schifezze nel proprio computer. Deezer è figlio di Blogmuzik, una piattaforma attaccata (e abbattuta) dalla Sacem (versione Francese della nostra Siae) per la solita spinosa questione del diritto d’autore di cui tutti si propongono come paladini più o meno sinceri. Questa volta sembra si sia giunti ad un buon compromesso. Deezer può “vivere” in cambio di qualche link pubblicitario (non invasivo) e la possibilità di vendita on-line delle canzoni in formato mp3 (possibilità…non obbligo). Vedremo se questa iniziativa riscuoterà il consenso delle case discografiche, nel frattempo, buon ascolto a tutti….

Aggiornamento gennaio 2009:  il player di cui si parla si trovava nella vecchia versione del blog su piattaforma blogspot.