Le bugie della stampa

Ci si può fidare della stampa? Se vengono pubblicate piccole bugie quando si parla di cronaca locale, cosa c’impedisce di pensare che di fronte alle “grandi storie” i giornalisti non cadano più facilmente in facili tentazioni?Solo un paio di settimane fa ponevo una domanda sul tema della violenza alle donne (si parlava in particolare dell’attendibilità dei dati statistici). Fatalità proprio in questi giorni un brutto episodio è capitato proprio nella mia città. Nello specifico, o meglio, come raccontano i giornali; una ragazza rumena, prima definita ballerina, in seguito cuoca, residente in Italia da un paio d’anni insieme al figlio di pochi mesi è stata picchiata (e altro…) da un paio di connazionali, tra cui l’ex fidanzato. La ragazza è stata abbandonata in piena notte lungo le rive di un fiume. L’indomani mattina è stata ritrovata da un “pensionato che si recava a pescare” che ha subito avvisato la Polizia.La ragazza è stata prontamente trasportata in ospedale per le cure necessarie; le indagini delle forze dell’ordine hanno dato subito ottimi risultati con il fermo dei sospetti che avrebbero già in parte confessato le loro colpe, ecc, ecc… Fin qui la cronaca come riportata dalla stampa. Peccato vi sia un piccolo particolare che, al di la della gravità dell’episodio che ha visto vittima della violenza questa ragazza, fa riflettere il sottoscritto…e non poco. Il “pensionato pescatore” NON esiste. La ragazza dopo aver passato la notte lungo il fiume (e sotto la pioggia) si è presentata ai cancelli dell’azienda dove lavoro quando ha visto arrivare i primi dipendenti per l’apertura. E’ stata soccorsa da alcuni miei colleghi che prontamente hanno avvertito la Polizia. Ora non è che ci sia delusione da parte nostra per non essere stati menzionati, ci mancherebbe! Fa riflettere il fatto che “qualcuno” si sia preso la briga d’aggiustare la versione dei fatti in modo arbitrario senza sentire tutte le campane.

Quest’episodio mi ha fatto tornare alla mente un altro caso di “cronaca” che mi vide protagonista personalmente qualche anno fa. Era una notte di settembre quando qualcuno iniziò a suonare con insistenza al mio campanello. Quando uscii in terrazza vidi presso il cancello un paio di ragazzi completamente nudi. Si trattava di due polacchi che giunti in vacanza con le loro fidanzate avevano trovato alloggio presso un campeggio della zona. Li avevano conosciuto dei connazionali ed avevano stretto amicizia. Amicizia mal riposta perché questi, con la scusa di farsi un giro li avevano portati verso il fiume (sempre l’acqua di mezzo…) li avevano derubati e denudati (con l’intento evidente di guadagnare tempo). I due ragazzi avevano in seguito trovato la strada che portava verso la mia casa, e chiesto il mio aiuto. Erano ovviamente preoccupati per la sorte delle loro fidanzate e non si davano pace. Ricordo che la polizia arrivò dopo oltre due interminabili ore; un vero inferno per i due amici! L’indomani un poliziotto venne a trovarmi per raccogliere la mia testimonianza e la storia finì li…almeno così io credevo. Nei giorni successivi, del fatto se ne parlò brevemente in un telegiornale locale, mentre nei giornali non apparve traccia. La notizia, seppi in seguito, uscì dalla “naftalina” di un cassetto di qualche pseudo-giornalista che la pubblicò in modo diciamo…”fantasioso”. Iniziarono ad arrivarmi telefonate d’amici e parenti preoccupati per me e la mia famiglia. Grosso modo la notizia sosteneva che la mia famiglia era stata aggredita in piena notte da alcuni polacchi, insomma: da soccorritori a vittime! Pittoresco vero? Purtroppo in quegli anni ero troppo giovane e timido per prendere di “petto” la situazione e lasciai correre. Oggi sarei sicuramente più “cattivo” nei confronti della mala-informazione. E torniamo al punto di partenza….ogni giorno leggiamo sui giornali di piccoli fatti di cronaca. Quanto sono attendibili? Ci sono giornalisti che forse non escono neppure dalle loro redazioni e ricamano le storie sui verbali messi loro a disposizione dalla polizia. E quando la cronaca si fa “importante”? Mah…occhi aperti gente! 😯
immagine da: vpul.uppen.edu

5 pensieri riguardo “Le bugie della stampa

  • 9 Giugno 2008 in 22:37
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    Mamma mia che brutte storie! 😥
    Non so che dire, sicuramente molti giornalisti fanno male il loro lavoro quando si parla di politica. Alcuni sono veramente sfacciati nello schierarsi.
    Parlando di cronaca. Uffff!!!! Speravo meglio, ma le tue storie non lasciano purtroppo dubbi.

    Risposta
  • 10 Giugno 2008 in 22:19
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    Vedo che questi temi ti stanno a cuore.
    Bravo! E’ giusto parlarne.

    Risposta
  • 13 Giugno 2008 in 21:51
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    Posso dare un consiglio?
    In caso d’emergenza (come nel tuo caso con i due ragazzi) non si deve chiamare la polizia ma i Carabinieri.
    Per ruolo dovrebbero arrivare prima e non farti aspettare del tempo prezioso

    Risposta
  • 16 Giugno 2008 in 16:39
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    In tema leggi la mia dichiarazione: La solita pappagallesca notizia che si sente spesso di: “Tutte le prostitute da strada sono schiave” è falsa! Osservate il seguente sito internet: http://jonathanx.altervista.org Qui troverete tutte le affermazioni rilasciate da serie organizzazioni come il CENSIS ed il PARSEC. Quest’ultime affermano che non più del 20% delle prostitute sul territorio italiano è ridotto in schiavitù. Il vice capo della Polizia durante una trasmissione di Matrix su Canale 5 ha affermato che ultimamente questa percentuale è scesa al 10%. La non prevalenza della costrizione è stata riaffermata anche dall’Osservatorio sulla Prostituzione del Ministero dell’Interno, composto da molte tra le più reputate organizzazioni di assistenza.
    Posso portare anche una mia testimonianza. In effetti, io vedo sulle pubbliche vie queste donne al lavoro con un “Telefonino” in mano ed addirittura, in numero sempre crescente, le stesse persone automunite con vettura dotata di targa del rispettivo Paese di provenienza. Voglio ricordare che con il cellulare è sempre possibile chiamare il 112/113, anche con il traffico limitato e/o con la tastiera bloccata. Quindi se io fossi uno che costringesse queste donne a svolgere questo lavoro, non doterei affatto esse di tale apparecchio.
    In più non ho mai notato sulla strada la ragazzina con la faccia da quattordicenne. Si vede benissimo in quest’ultima occasione che la donna non ha diciotto anni d’età.
    Inoltre oserei sollevare un quesito molto strano. Perché le ragazze semplici italiane sono indenni da schiavitù sia dentro l’Italia, sia verso l’estero? Avremmo dovuto sentir parlare di ciò ed anche spesso, poiché queste persone nel nostro Paese non possono essere clandestine e quindi rimpatriabili con conseguenti mancati guadagni!
    Possibile che se le donne hanno il passaporto sequestrato, non possono denunciare nulla? Ciò vuol dire che se uno straniero smarrisce il detto documento, nel nostro Stato diventa un clandestino?????
    Comunque, devo dire che la schiavitù esiste nella prostituzione, come esiste in tutti i mestieri.
    I clienti delle prostitute non vogliono essere, salvo qualche raro caso, dei violentatori o schiavizzatori. Non cercano la donna costretta a prostituirsi. Se disgraziatamente si accorgessero di essere stati tali di una schiava, facilmente si offrirebbero per aiutarla in qualsiasi modo possibile. Molte in effetti sono libere grazie anche ai propri clienti. CHI AMA LA PROSTITUZIONE ODIA LA SUA SCHIAVITU’.
    Non pensiate che il proibizionismo risolva il problema suddetto. In effetti tale politica repressiva manderà il fenomeno nel sommerso, dove chi eserciterà tale mestiere o se ne vorrà avvalere, verrà spinto ad entrare in luoghi protetti e nascosti e per stare in detti posti queste persone pagheranno molti più soldi di quelli che danno tuttora. Tutto questo significherà un maggiore vantaggio per gli introiti della criminalità organizzata. Un proverbio dice: “Il proibizionismo è l’acqua del pesce Mafia”.

    Risposta
  • 16 Giugno 2008 in 21:49
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    Grazie a Franco per il link e le dettagliate informazioni….

    Risposta

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