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Mostra d’architettura a Venezia

Decidiamo di fare un bel giro a Venezia. L’obbiettivo è La Biennale con l’undicesima Mostra internazionale d’Architettura. L’occasione è buona anche per collaudare il tanto criticato sistema IMOB (alla vostra sinistra l’immagine della temuta validatrice) che ha sostituito il tradizionale sistema dei biglietti. In primavera mi ero deciso a sottoscrivere la CartaVenezia ma ancora non avevo avuto modo d’utilizzarla e verificarne la validità.

Ci presentiamo allo sportello: tengo tra le mani 11 euro, l’intenzione è quella d’acquistare 10 crediti (una corsa con CartaVenezia costa 1,10 euro), la signorina dall’altra parte del vetro mi fa presente che caricando 10 euro si ha diritto a 10 crediti (corse). Non male! Abbiamo già risparmiato un altro euro a “passo fermo”. Se pensiamo che i biglietti di corsa semplice Punta Sabbioni/Venezia costano 13 euro la sottoscrizione di CartaVenezia (10 euro per chi risiede nel Veneto) si è ampiamente ripagata. Ci avviciniamo alla macchinetta infernale ed accostiamo la tessera; una luce verde ci conferma la convalida della corsa…saliamo a bordo del vaporetto senza traumi. Fortuna da principianti? Chissà! Almeno in questa occasione non abbiamo avuto problemi ed anche tra gli altri passeggeri non ho visto particolari imbarazzi.

Appena sbarcati incrociamo la nave scuola Amerigo Vespucci; sarebbe bello poter salire a bordo a dare un’occhiata ma la ressa è impressionate: temo ci vorranno delle ore per quei temerari che chiudono la fila prima di poter toccare (per cinque minuti) la nave. Meglio proseguire verso i Giardini e non perdere la mostra. Questa volta dobbiamo pagare il biglietto. Questa volta? Già… in occasione della mostra d’Arti Visive ci avevano scambiati (?) per dei giornalisti e praticamente “spinti dentro”. Alla cassa nasce una simpatica gag con l’operatrice che comincia a snocciolarci tutte le possibilità per ottenere uno sconto: ” Siete Veneziani? (No). Under 26? (Ormai non più da un po’). Over 65? (Ci prende in giro? 🙁 ). Militari? (No). Avete tessere Touring Club, Venice Card, Aci, ecc. ? (No, no, no, ecc.). Cominciamo ad esibire tessere sanitarie e badge professionali ottenendo in cambio gran sorrisi ma zero sconti. Prendiamo il biglietto ed entriamo. Per inciso devo ricordarmi di non perderlo perchè parte della mostra si svolge all’Arsenale che oggi non saremo sicuramente in grado di visitare. Si chiude il 23 novembre; prima di allora conto di completare la visita. 😉

Passare da un Padiglione all’altro è un continuo mutare di sensazioni. T trovi di fronte a “cose” che in alcuni casi ti piacciono, altre che non ti piacciono, e spesso, molte che non comprendi. Possono far sorridere le poltrono fatte con i copertoni da camion o le panchine fatte con taniche di plastica oppure ti possono confondere le figure astratte realizzate con i materiali più disparati e tutti quei computer che mostrano grafici e tabelle. Altre cose possono far riflettere. Ad esempio nel Padiglione Spagnolo si possono vedere dei progetti di architettura applicata; così, anche se non siamo degli esperti, riusciamo a trovare un senso a tante opere di scuola spagnola che possiamo incontrare. Un esempio recente si trova proprio a Venezia con il ponte di Calatrava. “Oggetto” di cui si è detto praticamente di tutto (forse anche troppo). Per inciso dopo il tramonto siamo andati a vederlo… l’unica critica che ci siamo sentiti di fare è che dal lato ferrovia c’è troppo buio, ma probabilmente è una situazione momentanea. Certo che la possibilità di fare un ruzzolone non va esclusa… Tornando all’architettura made in Spagna: altro esempio che balza all’occhio è quello della Torre Aquileia di Jesolo, in particolare le sue terrazze che nelle loro forme trovano “paternità” in alcuni progetti di Barcellona. La vera chicca però sono i progetti d’interno per teatri. E’ una meraviglia vedere queste opere dove ogni spettatore ha la garanzia di vedere dalla propria poltrona l’intero palco. Può sembrare un’ovvietà ma penso che un po’ a tutti sarà capitato di vedere uno spettacolo con gli artisti segati a metà da una bella ringhiera o trovarsi davanti una colonna che dimezzava la scena.

Altra citazione di merito va al Padiglione Russo che anche questa volta ha saputo stupirci. Qui l’architettura ci viene mostrata come arte contadina giochi da bambini (se così vogliamo dire). Ho fatto una ripresa di qualche minuto che poi ho montato con qualche foto ed una canzone di fondo. Potete vedere il video in coda a questo post. Parte delle foto che ho scattato si possono vedere in questo album pubblicato su photobucket. 🙂

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