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Filosofia della scorreggia

“Il Jazz è come una scorreggia, piace solo a chi la fa.”

Questa frase attribuita al sassofonista americano John Coltrane e riferita a tutti quei musicisti troppo presi dall’ aspetto tecnico ed elitario della musica si può tranquillamente associare anche a chi la musica semplicemente l’ascolta. Troppo spesso sento ragionamenti da “tifosi” (nel senso negativo del termine) uscire dalle bocche di chi si considera appassionato, e tante volte, esperto di musica. Sembrerebbe che se qualcuno ascolta la musica di Vangelis non possa di tanto in tanto ascoltare Guccini. Chopin non sarebbe compatibile con i Metallica e l’ Orchestra Casadei farebbe a cazzotti con Jobim, tanto per fare qualche nome a caso. Sono il primo a dire che la musica non è tutta uguale ma la distinzione che mi piace fare e di tipo emozionale. E’ inutile che mi si presenti davanti l’artista pluri-premiato (da chi?…) con i suoi “suoni ricercati” e cerchi di convincermi che gli “altri” suonano solo cazzate. Se il piedino non mi saltella o la testa non mi ondeggia, anche lievemente, con me è messo male.

Aggiungo, ma non voglio infierire, che spesso chi si erge a giudice della musica distinguendola (a modo suo) tra nobile e plebea, nel suo passato nasconde momenti di gioioso-sciocco-puro-divertimento. Momenti che rimangono anche se si cerca di negarli o rimuovere 😉

Inserisco un video dell’artista che mi ha ispirato il post. Coltrane non è tra i musicisti che ascolto più spesso ma il piedino (almeno in questo pezzo) mi zompetta felice. Ovviamente non posso pretendere che debba piacere anche a chi legge questo blog; se qualcuno pensasse questo anche solo per un istante vorrebbe dire che non sono riuscito a far comprendere il mio pensiero…incrocio le dita 🙂


[L’immagine di presentazione è opera di proprietà dell’artista Bansky]

19 thoughts on “Filosofia della scorreggia

  • 25 Luglio 2009 in 14:45
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    Quel “Momenti” mi sembra un messaggio rivolto a qualcuno in particolare o sbaglio?

    Rispondi
  • 26 Luglio 2009 in 00:18
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    La musica Jazz non è per tutti.
    Devi essere educato alla musica.

    Rispondi
  • 26 Luglio 2009 in 14:57
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    Dal mio ritorno da dieci giorni+dieci giorni di animatrice in montagna ho letto con piacere questo articolo.
    Ma che caldo c’è qua! Da te?
    Buona domenica!

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  • 26 Luglio 2009 in 21:21
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    Un piccolo messaggio in fondo ci sarebbe ma il destinatario che io sappia non frequenta il mondo dei blog…per quello che vale.
    Oh! Buona domenica! 🙂

    Rispondi
  • 27 Luglio 2009 in 09:34
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    Il titolo prometteva bene! Non avevo mai sentito sta citazione a proposito di Coltrane…si potrebbe allargare a tante altre cose.
    Comunque, sul resto non mi trovi del tutto d’accordo. Esite una ‘educazione ‘ musicale che al di là di tutto impedisce di poter apprezzare in qualche modo casadei o orietta berti ( ma potrei citarti i casadei e gli orietta berti di oggi…il succo non cambia). E’ come dire che uno che ama leggere certi autori , magari di nascosto si legge liala e la apprezza tanto quanto, non è così. Se ti abitui a una certa ricercatezza non è da snob non apprezzare certi motivetti pop, che ti faranno anche muovere il piedino, ma che non compreresti mai e non ti mewtteresti mai lì con le cuffie ad ascoltare. E’ una questione di ‘conoscenza’ e di gusto. Dire che alla fine si può apprezzare gli uni e gi altri non è corretto. Io non risco proprio ad apprezzare certe musiche o certi film o certi libri o certe riviste ecc ecc…Accetto che che altri le possona apprezzare , questo sì, non mi mettto certo a fare la moralista sui gusti altrui : ma è anche da queste cose che la gente si differenzia, o no???? CIao.

    Rispondi
  • 27 Luglio 2009 in 14:22
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    @ aleph – già…la scorreggia ha sempre un grande appeal…
    Mi sta bene il tuo “non è essere del tutto d’accordo”, anche perché le tue parole integrano perfettamente il mio ragionamento 😉

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  • 27 Luglio 2009 in 19:23
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    Bravo!!! Io concordo in pieno! Detesto gli schemi, di qualunque tipo. E i pregiudizi. E gli atteggiamenti da snob. Per esempio, ho sempre amato leggere i “classici” della letteratura, compresi quelli considerati “mattoni”. E allora mi dovrei vergognare per aver letto “Il codice da Vinci”??? Lo confesso pubblicamente…HO LETTO IL CODICE DA VINCI e l’ho trovato piacevole! Spesso ascolto musica classica…ma mi capita di entusiasmarmi anche per una canzone di Robbie Williams…(altra confessione: mi piace “Feel”…e allora???).
    Seguo il cinema cosiddetto “d’essai” ma sono fan del “dottor house”…E ALLORA???
    Ehm…Vabè…Come avrai capito, “sento” molto l’argomento! :))
    Ciao!

    Rispondi
  • 28 Luglio 2009 in 00:06
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    eh eh eh, che dire, la Cris me fa ridè, specialmente quando fa a cazzotti eh eh eh!!!
    Però c’ha raggione e ovviamente anche tu Caigo!

    p.s. io allora ho letto “io uccido” di Faletti… che faccio m’uccido 😀

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  • 11 Aprile 2012 in 12:07
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    “Il Jazz è come una scorreggia, piace solo a chi la fa.”
    Questa frase attribuita al sassofonista americano John Coltrane

    attribuita da chi, dove, in che occasione? Io non riesco a trovarne traccia in nessuna intervista, dichiarazione o citazione di Coltrane…e conoscendone il tono mi sorprenderebbe parecchio che avesse pronunciato queste parole.

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  • 11 Aprile 2012 in 21:49
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    @ Francesco Martinelli: Come te non ho mai letto un testo “ufficiale” che riporti questa frase.
    La mia fonte è una trasmissione radiofonica della Rai ed in particolare un’intervista a Gege Telesforo .

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  • 17 Aprile 2012 in 09:30
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    @caigo questa “fonte” mi conferma solo quanto il personaggio sappia di jazz. Non esiste in nessuna delle interviste pubblicate di Coltrane, e in nessuna dichiarazione a lui associata, e non esiste infatti in inglese, solo in italiano. poi io posso anche dichiarare che Gesù è morto di sonno e diventare una fonte…

    Rispondi
  • 17 Aprile 2012 in 20:25
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    @ Francesco Martinelli: Telesforo e il “padrino” Arbore non mi sembrano degli sprovveduti in materia, questa è una mia modestissima sensazione e come tale va presa.
    Per quanto riguarda le fonti in genere io mi fido poco anche di quelle ufficiali (magari trascritte pure da un ghost writer) e la frase attribuita (sottolineo attribuita..non detta/scritta) potrebbe essere una leggenda metropolitana, bufala o come preferiamo chiamarla. Resta comunque il peso dell’affermazione ed il significato che ne possiamo trarre, magari come strumento di riflessione. Un esempio è quello che ho cercato di fare in questo posto.

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  • 17 Aprile 2012 in 20:56
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    Il peso dell’affermazione è molto modesto, più o meno quanto quello di una nuvoletta d’aria calda inquinata da un po’ di prodotti del metabolismo. A me interessa conoscere quello che ha detto Coltrane. Esistono fonti verificabili, nastri, testimoni diretti e controlli incrociati. Coltrane non parlava con questo stile, basta ascoltare le sue interviste. Il fatto che Telesforo debba nascondersi dietro il nome di Coltrane e pensi che qualcuno possa cadere in questo tranellicchio dimostra che non conosce l’uomo; le sue esibizioni danno la misura della sua distanza dalla musica di Coltrane. Comunque ripeto, di quello che pensa Telesforo non me ne può importare di meno, mi interessava sapere se c’era un legame realmente possibile, e ho capito che non c’è.

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  • 17 Aprile 2012 in 21:21
    Permalink

    Se per legame intendiamo: testo-luogo-data>affermazione la risposta è chiaramente no (ma questo immagino si fosse già capito).
    La cosa interessante di questa conversazione è che il “povero” Telesforo ne esce un po’ con le ossa rotte. 😀
    Se vuoi “farti del male” la trasmissione radiofonica credo fosse Gli Spostati di Radio Due (magari ci sono dei podcast). L’ideale sarebbe che Telesforo intervenisse “qui” per dire la sua ma credo sia pretendere troppo, salvo “miracoli” la conversazione rimarrà chiusa tra noi due (un peccato).

    Rispondi

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