IL LIBERATORE – Arthur Porges

La terra era stata vinta, e totalmente soggiogata. Quindici sole astronavi avevano sgominato l’imponente forza aerea del Concilio Mondiale. Per gli altri era stato uno scherzo quasi un divertimento. Pochi paesi, tra i quali l’Inghilterra sempre fedele alla sua centenaria tradizione di resistere fino all’ultimo sangue, continuarono da soli a combattere; ma fu una lotta vana e breve, se di lotta si può parlare. Non un solo incrociatore nemico fu sfiorato dai proiettili nucleari terrestri, né risulta che alcun soldato invasore avesse subito il minimo danno. Quando, a Londra, una popolosa zona di oltre dieci chilometri quadrati di superficie venne completamente rasa al suolo da un potente missile nemico, anche gli inglesi rinunciarono alla loro donchisciottesca resistenza, e si unirono al Concilio mondiale per sentire le condizioni della resa. anche il più patriottico dei terrestri si rendeva conto che ne le migliori armi della terra, né i più grandi scienziati né i soldati meglio addestrati potevano nulla contro una flotta tanto superiore. Era stata meno impari la lotta che duecento anni prima aveva opposto gli zulu catewayo con le loro frecce ai fucili dell’Impero Britannico. E quel ch‘era più triste, non restava neppure la magra consolazione di essersi arresi a degli esseri di una superiore struttura biologica. Non furono creature d una palpitante sostanza gelatinosa, con magari undici occhi color porpora, quattro sessi diversi, e una farne insaziabile d’ossido di germanio, a scendere dalla scintillante astronave ammiraglia per annichilire l’umanità. Ne emerse invece maestosa, la figura super-antropomorfica d‘un certo generale Milvan, che benchè proveniente da una diversa e lontana galassia, differiva dai terrestri solo nel quoziente d’intelligenza che secondo la misura umana raggiungeva valore quattrocento. Il generale Milvan era la negazione vivente della teoria secondo cui un quoziente d’intelligenza elevato è inscindibile da un carattere altamente umanitario. Alto più di due metri con una muscolatura da campione di culturismo messa in evidenza dalla tuta aderente e scintillante, era un meraviglioso esemplare di essere pensante. Aveva la fronte spaziosa e grandi occhi luminosi, caratteristiche d’un essere superiore. Lo si sarebbe detto un dio appena sceso dall’Olimpo, se non si pensava alla flotta aerea terrestre distrutta senza preavviso, e alle decine di città bombardate con spietata .. efficienza. Questo, e il suo sorriso arrogante, guastavano il primo effetto di quasi assoluta perfezione. Con grande sorpresa di tutti il conquistatore parlò nel francese inglesizzato che costituiva la lingua ufficiale del Concilio Mondiale. Mentre i suoi uomini distruggevano astronavi e città, spiego il generale, lui aveva dato un occhiata ad alcuni libri e registrazioni salvati dalle rovine. La lingua, si lamentò, era inadeguata alla sua mente superiore, ma per l’occasione poteva servire, dato che aveva a che fare con menti semplici alle quali bastavano semplici idee. In un’ora O due, disse, e il suo discorso Io provava aveva raggiunto la perfetta padronanza d’un vocabolario non indifferente. In piedi di fronte al Concilio fiancheggiato dalle due guardie del corpo che erano scese con lui dalla nave ammiraglia, mentre la sua flotta incombeva minacciosa al di sopra del Palazzo del Concilio comunicò al tetro auditorio di vinti le sue “La nostra politica — disse è sempre stata di sterminare le razze animali inferiori con cui venivamo a contatto. Questa volta, comunque, abbiamo deciso di risparmiare dopo una salutare dimostrazione del nostro potere una parte dei bipedi inferiori, per costituire una specie di Impero Coloniale”. Era chiaro dal suo tono che considera va quella concessione come un grande gesto di magnaminità Ed era altrettanto chiaro che solo degli stupidi burocrati potevano aver concepito una dottrina tanto semplicistica. Sterminare le razze inferiori e ripopolare il mondo rimodellandolo a proprio piacimento! Un sistema sbrigativo e senza fastidi Non ci sarebbero state popolazioni ostili di cui preoccuparsi in seguito. “In Cambio della vostra spontanea collaborazione – concluse – prenderemo in considerazione la possibilità di usare il pianeta come nostra base, almeno per qualche tempo. Vi sarà anche permesso di continuare a dedicarvi ad alcune delle vostre meschine attività, quando non dovrete servire l’impero. Queste, comunque, sono le condizioni generali espresse nella vostra rudimentale lingua scritta”. Porse un foglio metallico al Presidente che io scorse in fretta, spalancando gli occhi incredulo. “Generale! — – protestò inorridito, il Presidente, dopo aver letto. — Le vostre condizioni sono intollerabilmente dure e degradanti!

…………………………

[Epilogo]

…….Innanzitutto non vi crederebbero. In secondo luogo considererò qualunque inutili chiacchiera su quanto è accaduto qui oggi come un affronto personale, e non sarò molto clemente con chi non saprà tenere la bocca chiusa. Lasciamo all’Esercito… a quello che rimane dell’Esercito, il merito di tutto. Ammiccò furbescamente. “Se la gente sapesse che esisto davvero, diventerebbe oltraggiosamente buona, non per innata virtù, ma per istintiva, animalesca paura. E non è questo che voglio”.

Il Presidente si era alzato.“Ma perché ci avete salvato?” azzardo timidamente.“Domanda giusta. . Il diavolo si interruppe un attimo per ascoltare l’urlo di un potente motore, che svaniva in lontananza. “Ecco il generale che se ne va — pensò a voce alta. — Un po’ pazzo, malgrado il suo indiscutibile talento come sterminatore di masse. Mi fa considerare con interesse il suo mondo, sapete — confidò agli ancora stupefatti e immobili membri del Concilio. A giudicare dai tratti iperumani del generale, il suo pianeta dovrebbe costituire per me un’autentica miniera. In quanto alla vostra domanda, buon uomo, c’è una canzone che dice: ‘Non prendete a calci il mio cane”. E con una sonora risata, scomparve, La Terra era nuovamente libera.

Di questo breve racconto non pubblico solo le tradizionali 100 righe iniziali ma anche il finale. Le parole dette dal diavolo agli umani prima di sparire fanno un certo effetto.

4 pensieri riguardo “IL LIBERATORE – Arthur Porges

  • 11 Luglio 2009 in 20:43
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    E’ tratto da una raccolta di di romanzi brevi (ad uso scolastico tra l’altro) che mi hanno prestato qualche tempo fa.
    Cosa rara…io i libri di solito li colleziono.
    Il proprietari del libro a volte legge queste pagine, magari ti risponde direttamente lui. In ogni caso vedrò di farmi dare i dati completi.

    Risposta
  • 13 Luglio 2009 in 22:19
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    Aggiornamento.
    Il titolo della raccolta è ACCADDE DOMANI (collana I LIOCORNI della EDISCO EDITRICE) curato da Marco Romanelli.
    Diciassette racconti brevi accompagnati da alcune schede di tecnica narrativa.

    Risposta

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