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La massaggiatrice

Quest’anno più che mai le nostre spiagge si sono riempite di venditori ambulanti, i cosiddetti “vucumprà”, con i loro tappeti (quelli vecchio stile) e borsoni carichi di ogni mercanzia: magliette, asciugamani, fazzoletti, cinture, orologi,ecc… . La loro massiccia presenza ha creato parecchia tensione tanto che in molte località si sono cercate delle soluzioni (a volte discutibili) nel tentativo di frenare il fenomeno. Ma perché quest’estate la presenza dei vucumprà è aumentata così tanto? Possibile che in un momento dove si parla di frenare drasticamente l’immigrazione le nostre spiagge (del nord-est in particolare) brulichino di di venditori africani ed asiatici? Una risposta (magari parziale) la otteniamo si ci fermiamo un istante a parlare con queste persone. Scopriamo così che molti di loro vivono qui in Italia da diversi anni, spesso regolari con tanto di famiglia e figli nati qui. Arrivano da province come Treviso e Vicenza dove lavoravano nei settori tessili, calzaturieri ed edili. Quando è arrivata la crisi si sono trovati per primi senza lavoro e si sono buttati nel primo spazio libero (diciamo…) che hanno trovato.

Tra i tanti mestieri da spiaggia nati in questi anni uno dei più recenti è quello della massaggiatrice. Quasi sempre si tratta di Cinesi, gente per  natura meno “chiacchierona” di gran parte degli africani e per questo meno disposta a confidarsi. Di recente però ho avuto un piccolo colpo di fortuna. Ho incontrato una massaggiatrice da spiaggia che ha trovato una zona dove il suo lavoro viene “tollerato”. Un’occasione che non si è lasciata sfuggire visto l’aria che tira nel resto della zona balneare. Quel che segue è la sintesi di una chiacchierata avuta con la signora.

C’è molto scetticismo sulla qualità dei massaggi da spiaggia. C’è da fidarsi?Ho frequentato una scuola, anche se non riconosciuta qui in Italia, e comunque mi limito a cose leggere. Confermo però che molte mie colleghe improvvisano, è solo un modo per guadagnare qualcosa.Parli abbastanza bene l’Italiano. E’ da tanto che sei qui?Si sono tanti anni ormai. Ci vivo con la mia famiglia. Come siete arrivati in Italia? – [Non risponde…] – Hai detto che sei qui con la tua famiglia.Si. Con mio marito e i nostri tre figli. Tre figli? Ma in Cina per legge non è obbligatorio fare un solo figlio? (In seguito ho scoperto che i figli possono essere in alcuni casi anche due ma in quel momento non lo sapevo). – E’ vero in Cina le regole sono molto severe. I miei figli sono nati tutti in Italia. Cosa intendi con regole molto severe? – [Si rabbuia…] – Non si possono avere figli prima dei ventitré anni. Ero rimasta incinta, le autorità mi hanno fatto abortire anche se mancava poco tempo alla nascita del bambino ed hanno arrestato mia madre..è stata dura , non ho voluto parlare con nessuno per quasi un anno. – [Resto senza parole…] – Arrestarono tua madre? Si. I genitori vengono considerati responsabili. In prigione sarebbe dovuto andarci mio padre ma lui lavorava e la famiglia non poteva rimanere senza un redditto per vivere, così in prigione per qualche mese è andata mia madre.

Ci scambiamo ancora qualche parola. Nulla di particolare, solo un modo per alleggerire la mente dalle parole che mi ha detto in precedenza. Alla fine ci salutiamo e ci allontaniamo; lei tra gli ombrelloni alla ricerca di clienti, io verso casa…con la sua storia.

 


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