ago 062009
 

Tra le varie iniziative nate per allietare queste serate estive mi ha incuriosito la serie di concerti organizzata all’interno del Veneto Design Outlet di Noventa di Piave (VE). Nick the Nightfly + Sarah James Morris, Malika Ayane e The Manhattan Transfer sono i nomi che l’organizzazione ha scelto per questa settimana all’insegna della musica. Un po’ per scelta, un po’ per necessità (leggasi “serata libera”) decido d’andare a vedere lo spettacolo di Malika Ayane. Quando arrivo la piazzetta all’interno dell’outlet è già bella piena; inizio a girare alla ricerca di una buona postazione per gustarmi lo spettacolo. Scopro con piacere la presenza di un signor palco, a dimostrazione che sta per cominciare un “vero” concerto e non una semplice esibizione tipo: “voce-pianoforte” o “voce-base” come troppo spesso capita negli spettacoli promozionali. Ottimo…questo significa che l’organizzazione ha voluto spendere due soldini per fare giustamente una bella figura e spiega anche l’incazzatura dell’uomo al telefono accanto a me:-”ma come!”- dice al suo interlocutore -”perché il logo (dell’outlet) si trova al fianco del palco e non davanti?”- Raggiungo la zona vicino al mixer dove decido di fermarmi. Sta per iniziare lo spettacolo e mi rimane ancora qualche istante per guardarmi intorno; devo proprio ammettere che questo outlet si presta bene a questo genere di manifestazioni, la piazza è abbastanza grande per contenere un buon numero di persone e da qualunque posizione si vede sufficientemente bene il palco. Quelli più “lontani” possono anche sedersi ai tavoli dei bar e conversare tra loro senza senza doversi sentire per forza “troppo coinvolti” dallo spettacolo. L’unica nota stonata il comportamento di qualche “maleducato” che di fronte ad uno spettacolo gratuito si sente ancora in diritto di far valere tutti i suoi diritti (?) come se avesse pagato 1000 euro a biglietto. Tanto per capirci, c’è stato chi si è fatto tenere il posto occupato ed è arrivato a sedersi quando lo spettacolo era iniziato da un po’ oppure non si è neppure presentato perché ha preferito andare a vedere le vetrine dei negozi…tanto lo spettacolo era gratis…ma la sua sedia è rimasta vuota mentre qualche signora anziana si è vista tutto lo spettacolo rimando in piedi (testimonianza di una ragazza all’uscita).

Il concerto – Un palco minimalista completamente bianco, come bianchi sono gli abiti dei musicisti (tastiere, chitarra, basso, batteria e violoncello) quasi a non voler distrarre il pubblico dalla protagonista della serata, la musica. Malika ha una voce calda e potente, sembra quasi di ascoltarla su disco, solo in poche occasione si avverte la difficoltà a riprodurre quelle timbriche (ma in studio, non dimentichiamo, ci sono appositi strumenti che danno…un aiutino). La band suona bene, guidata da un chitarrista esperto come Giorgio Coccilovo e le canzoni scorrono via piacevolmente. La ragazza ha lavorato tanto nel mondo della pubblicità e parte del pubblico lo scopre solo ora come dimostra il brusio che parte subito dopo le prime note di canzoni come Soul Waver (Sospesa) o la cover di Over The Rainbow. Pubblico appagato ovviamente dall’ascolto delle più popolari Feeling Better o la sanremese Come Foglie. Personalmente trovo che Malika renda di più quando canta in inglese; la versione di Beggin è stata veramente gradevole ed ha fatto entusiasmare il pubblico, solo il solito brusio di stupore quando al termine dell’esibizione ha detto che si trattava di una canzone di Frankie Valli…Frankie chi?… ;-)

Conclusioni – Lo spettacolo mi è piaciuto. Visto il successo di pubblico speriamo che l’Outlet proponga ancora iniziative del genere, anche lontane dall’estate e/o con nomi meno importanti va bene lo stesso. Malika Ayane è un bel soggettino e con un po’ di fortuna potrebbe durare nel tempo e regalarci qualche bella soddisfazione. Le premesse ci sono tutte: su di lei hanno puntato gente come Ferdinando Arnò e Caterina Caselli (grandi…”burattinai”) e musicisti-produttori come Paolo Conte, Tom Elmhirst (Amy Winehouse) Toni Cousins (Massive Attack) Vincent Mendoza (Bjòrk e Joni Mitchell). Chiudi con una riflessione. In una recente intervista Malika ha detto che la collaborazione con Conte è arrivata grazie all’amicizia tra il cantautore e la produttrice Caselli mentre per contattare Elmhirst e soci è “bastata” una email e questi (semplicemente) hanno risposto dicendo che avevano apprezzato la sua musica e che accettavano di lavorare con lei. Altri mondi.

ago 012009
 

Nel maggio scorso dialetticon pubblicò l’immagine di una bilancia, o meglio, di una bascula, conosciuta dalle mie parte come “bassacuna”. La mia famiglia ne possiede una praticamente da sempre; la comprò (usata) mio bisnonno al termine della seconda guerra mondiale. Per decenni ha pesato sacchi di mais, un po’ d’uva ed uno o due maiali all’anno. Poi con il tempo è finita sempre più spesso relegata in qualche angolo polveroso o prestata a qualche parente, finché un bel giorno grazie al flash provocato dalla pubblicazione su dialetticon (grazie em ;-) ) io e mio zio siamo partiti alla ricerca della bassacuna errante e, finalmente, oggi posso annunciare che è tornata a casa! Polverosa, più arrugginita di quanto la ricordavo, con qualche sgradevole macchia di colore bianco ma comunque a casa…e per sempre. Una piccola nota: oggi siamo abituati a strumenti d’alta precisione che ti danno peso e volume anche di uno sputo ma , a mio parere, troppo vulnerabili. Senza corrente elettrica sono morti. Uno sbalzo di tensione e sono morti. Troppa umidità e sono morti. Troppa polvere e sono morti. La vecchia bassacuna invece :-) non sarà precisa al grammo ma funziona sempre in qualunque condizione!

A seguire il bassacuna show.