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La cyber-guerra esiste

Quando si sente parlare di cyber-guerra si pensa subito alle immagini di film anni ottanta come Wargames con protagonista Matthew Broderick o, se vogliamo un po’ di pepe, la saga di Terminator interpretata dal Arnold Schwarzenegger. Al limite la nostra fantasia ci può portare verso qualche intrigo alla “007” ma difficilmente associamo il mondo del computer e della rete alla parola guerra perché, in fondo, se non ci sono bombe e pistole che razza di guerra è? Eppure…

Nel mese di agosto mentre l’Italico popolo esorcizzava le ansie da crisi andando (se poteva) in vacanza, mentre scopriva che il più bel culo d’Italia apparteneva ad un Ministro della Repubblica e la rivista Panorama ci confortava sui numeri delle prestazioni sessuali dei nostri Parlamentari con tanto di appendici regionali per ognuno degli intervistati, mentre attendeva notizia sulla produzione del vaccino per la A-N1H1 (l’influenza “maiala”) ed intanto si chiedeva come George Clooney da potenziale gay si fosse trasformato in potenziale futuro sposo di Elisabetta Canalis, mentre pensava a tutto questo [attimo di respiro…] per alcune ore la rete subiva uno scossone. Uno scossone che non ha colpito tutto il mondo e che non tutti gli utenti hanno avvertito, ma che ha lasciato indubbiamente un profondo segno. Un attacco informatico ha bloccato Twitter e messo in grave difficoltà diversi social network a partire da Facebook e LiveJournal, un attacco rivolto a Cyxymu (versione latinizzata dal cirillico Sukhumi, nome della capitale dell’ Abkazia) un blogger Georgiano che, a quanto pare, con i suoi articoli sta dando fastidio a “qualcuno” ben attrezzato a muoversi nella rete, non un semplice hacker, vista la portata di questa operazione che ha visto coinvolto milioni di utenti della rete. Tutta questa gente ha ricevuto messaggi ed email che invitavano a visitare i diversi profili di Cyximu innescando, insieme all’invio di altri dati paralleli, un traffico in grado di mandare in tilt Twitter.

Cyxumu non è un fantasma della rete: si chiama Georgy, ha 34 anni, è un docente di economia e vive a Tiblisi. Tutto normale salvo il fatto che si dichiara nazionalista e d’avercela con il Russi, quanto basta per attirare l’attenzione su di se dopo che ha avviato il suo blog in occasione della crisi Russia-Georgia per l’Ossezia. Ovvio pensare che un attacco in così grande stile verso una sola persona abbia uno scopo intimidatorio; verso il blogger, verso i suoi lettori e chi lo volesse (forse) in futuro emulare. Per chi volesse sapere qualcosa di più su Cyxymu qui trovate i suoi profili su Twitter, LiveJournal e YouTube.

Questo non è il solo segnale di pericolo che il mese di Agosto ci ha consegnato relativamente alla alla cyber-guerra o alla cyber-sicurezza se trovate la parola guerra esagerata parlando di web. Negli U.S.A . da tempo si sta lavorando ad un disegno di legge che fa discutere. In base a questa legge, se andasse in vigore così come sta oggi, il Presidente avrebbe il diritto d’intervenire su internet fino a disconnettere i computer privati dalla rete in caso di emergenza, anche non è chiaro quale dovrebbe essere il livello di tale emergenza. Aziende informatiche e gruppi per i diritti civili sono in allarme e per questo al Senato se ne sta nuovamente discutendo.

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