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Versami da bere

Per il suo diciottesimo compleanno il mio “giovin cuginetto” chiese di poter organizzare una festa in giardino. Dopo un breve consulto condominiale/familiare (nel nostro caso le cose si equivalgono) ottenne il permesso di organizzare la festa, non prima, ovviamente d’avergli fatto tutte le raccomandazioni del caso che si possono sintetizzare in: ” divertitevi, ma senza fare cazzate”. La festa fu un vero successo tanto che ormai è diventata una tradizione che si ripete normalmente tre volte l’anno durante l’estate. Ok, mio cugino compie gli anni una volta l’anno come tutti gli esseri umani, le altre due volte sono pure e semplici feste…c’è forse bisogno d’avere un pretesto per far baldoria? Spero di no. 🙂

Il programma è più o meno sempre lo stesso. Nel primo pomeriggio arrivano gli “addetti ai preparativi” con borse piene di bevande varie da porre al fresco nel frigorifero acceso in garage per l’occasione. Frigorifero strapieno dato che mio zio, nel frattempo, ha già provveduto a riempirlo di dolci e, sopratutto, una quantità industriale di carne! Già , perché il pezzo forte della festa è la grigliata in giardino. Così i nostri eroi si armano di carriola ed iniziano a portare legna nel centro del giardino prelevandola dalla…mia legnaia! (è più comoda da raggiungere). Quando sarà ora di comprare la legna, caro cuginetto, ricordati che un po’ della tua deve fermarsi da me (ndr) 😉

Un po’ alla volta il giardino prende nuove forme: spunta una lunga tavola, alcune sedie di plastica arrivano a far compagnia all’unica panchina presente e la casetta in legno si trasforma da deposito per gli attrezzi in postazione per il DJ, il tutto sotto lo sguardo perplesso della coppia di oche che normalmente occupa quella zona (li hanno il loro “laghetto”).

Verso l’imbrunire a piccoli gruppi cominciano ad arrivare gli invitati. Nel corso dei quattro anni trascorsi dalla prima festa/compleanno qualche figura si è avvicendata; alcuni vecchi compagni di scuola si sono persi sostituiti da nuovi arrivi provenienti da nuove scuole e lavoro e non mancano poi gli amici degli amici…e mi sa anche qualche infiltrato visto l’affollamento dell’ultima festa. Ovviamente regge il nocciolo duro degli amici, quel gruppetto stabile che ormai conosco anch’io, e qualche figura storica come la signorina “versami da bere”. La notai subito quattro anno fa , carina, ma con quel particolare atteggiamento da diva che la rendeva antipatica a pelle. Ricordo che si era impossessata di una sedia e da li impartiva ordini a destra e sinistra, in particolare ad una ragazza (succube) che l’assecondava in tutto. “Versami da bere”, la sentii ordinare all’amica, da qui il soprannome che le ho dato.

Arriviamo ai giorni nostri. L’ultima festa, come ho detto, è stata la più affollata ed intensa di tutte. Il “tunz-tunz-tunz” del simil-dj è andato avanti tutta la notte accompagnando il mio sonno (io dormo comunque), tanto che al mattino quando sono andato al lavoro qualche temerario ancora stava seduto sulla panchina a chiacchierare e scherzare. Al mio rientro nel pomeriggio erano già arrivati gli “addetti alle pulizie del giardino” con i quali ho scambiato quattro chiacchiere. “Abbiamo disturbato questa notte?” – “No, perché?”- rispondo io – “E’ successo qualcosa?”- . I ragazzi mi raccontano che “versami da bere” è riuscita a farsi notare per l’ennesima volta. Mio zio aveva lasciato la porta sul retro della casa aperta per consentire l’uso del bagno alle fanciulle. La signorina in questione insieme ad un’altra sua amica è riuscita a chiudersi dentro! Cosa impossibile anche per un bambino di sei anni, ma lei ci è riuscita, costringendo così mio zio ad alzarsi nel cuore della notte per…liberarla. Non contenta si è fatta rimproverare dai ragazzi per essersi fatta trovare a sghignazzare rumorosamente sotto le finestre delle camere da letto che ovviamente si trovano dal lato opposto della zona festa. Una zona, quelle delle camere, che si dovrebbe considerare interdetta per non disturbare chi dorme. Ad episodi del genere la ragazza non è nuova ma quella notte ha dato il “meglio di se”.

-” Ragaaaa! Fioiiiii! Perché non facciamo così, perché non ordiniamo cosà!” – E’ partita in quarta con tutta una serie di consigli-richieste-ordini in grado di polverizzare i maroni anche ad un santo. -“Non ne potevamo più” – mi raccontano i due ragazzi. -“A quel punto l’abbiamo presa e l’abbiamo gettata nel laghetto.”-“E’ partito anche un applauso.”- sottolinea l’altro.

Ed io dormivo….cosa mi sono perso.

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