Facciamo un assegnino

Bepi era un contadino. Un contadino di quelli veri, uno di quelli che a dodici anni si alzavano presto per andare a mungere le vacche nelle stalle, uno di quelli che alle otto facevano “marenda”, non una semplice merenda o colazione a base di cappuccino e brioche come la possiamo intendere noi oggi, ma il pasto sostanzioso a base di latte, polenta e musetto (il cotechino dei Veneti) di chi aveva alle spalle diverse ore di duro lavoro. Bepi nella sua vita si era allontano dalla sua terra solo per andare a fare il soldato in una guerra che non capiva.Una volta tornato, si era sposato con la fidanzata di sempre conosciuta quand’era ancora bambino. Insieme avevano cresciuto i figli e guidato l’azienda agricola eredita dal padre; tutto questo seguendo i ritmi del sole e delle stagioni, sveglia all’alba e lavoro fino al tramonto: per oltre quarant’anni. Poi, un giorno, il progresso bussò alla sua porta. La città stava crescendo e le lottizzazioni avanzanti coinvolsero anche una buona fetta del suo terreno. Come non approfittare di questa buona occasione? Fine della fatiche nei campi per quattro soldi, era arrivato il momento di un giusto e meritato riposo.

La sua casa, così com’era costruita ,non aveva più senso; il magazzino per gli attrezzi e la stalla ormai inutili vennero trasformati in appartamenti per i figli prossimi ai loro matrimoni; anzi…perché non anticipare le nozze visto che gli appartamenti erano finiti? “Ma papà” – dissero i figli – “Non siamo ancora pronti (finanziariamente)” – “Non c’è problema! Facciamo un assegnino!” – E pagò le spese dei matrimoni. Bepi non aveva la patente, non aveva mai avuto tempo di dedicarsi a cose che non fossero il solo lavoro dei campi; lui si muoveva solo in bicicletta. La moglie l’auto invece la guidava; una piccola e vecchia utilitaria che ormai consumava più olio che benzina. “La dovremmo cambiare “ – disse lei un giorno – “Tra non molto arriveranno i soldi della pensione e potremo pagarcela un po’ alla volta.” – “Perché aspettare?” – Rispose lui – “Non c’è problema! Facciamo un assegnino!” – E pagò l’auto nuova.

Passò un anno, Bepi era felice, tra poco sarebbe diventano nonno. Un giorno ricevette una telefona; il direttore della banca voleva parlargli. Bepi prese la sua bicicletta e lo raggiunse in agenzia. “Buongiorno direttore cosa mi voleva dire?” – “Buongiorno signor Bepi. Senta…. lei ha recentemente comprato una nuova lavatrice ma, non so come dirglielo, il suo conto risulta scoperto.” – “Non capisco” – Rispose Bepi – “Vede.” – Continuò il direttore – “Nel suo conto corrente non ci sono più soldi, non è stato possibile pagare il negozio.” – Il volto inizialmente perplesso di Bepi si rasserenò. La sua mano s’infilò all’interno della giacca ed estrasse un piccolo blocchetto di carta. – “Non c’è problema! Facciamo un assegnino!” – Il direttore si alzò dalla sua poltrona, si sedette sulla sedia accanto a Bepi e cominciò a spiegargli in modo semplice quello che era successo: i soldi del terreno erano finiti ed il libretto degli assegni non era uno strumento magico in grado di coprire tutto. Bepi si alzò ed usci dalla banca…più vecchio e più stanco.

Nota: sia pur leggermente “romanzata” da me questa è una storia vera. Bepi esiste.


18 thoughts on “Facciamo un assegnino

  • 5 Marzo 2010 in 21:52
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    Alla fine gli è andata anche bene, ingenuo com’è poteva finire nelle mani di qualche strozzino.

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  • 5 Marzo 2010 in 22:45
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    Beata ingenuità… ma uno così vive meglio di noi, alla fine! Buon week end!

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  • 6 Marzo 2010 in 09:09
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    Bellissima storia!
    c’è chi ancora si comporta cosi’ con le carte di credito, non per ingenuita’, ma per senso di onnipotenza….ed è preoccupante, questi finiscono dagli strozzini.

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  • 6 Marzo 2010 in 09:32
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    Sarò anche curioso ma mi piacerebbe sapere come sta oggi Bepi. Insomma, di quest’uomo ovviamente non so nulla ma vorrei sperare in un lieto fine.
    Spero di essermi spiegato bene . Ciao

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  • 6 Marzo 2010 in 11:18
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    L’ho sempre detto che i contadini veneti sono ottusi, ben gli sta. E anche ai suoi figli che sono evidentemente più ignoranti ancora. Ecchecavolo…questi son quelli che votano lega

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  • 6 Marzo 2010 in 19:46
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    @ zago – Diana – semplice – Nel momento della storia il fenomeno degli strozzini qui era scarso, oggi forse sarebbe diverso. Sul fatto che viva meglio di noi…forse si: vita semplice senza preoccupazioni.
    @ leonardo – E’ passato quache anno e non ne più sentito nulla, magari è un bene: niente popolarità niente fastidi.
    @ aleph – Crudele :mrgreen:

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  • 6 Marzo 2010 in 22:25
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    Quando si cambia gioco bisogna impararne anche le regole: l’ingenuo Bepi è rimasto legato a un mondo di duro lavoro e di magiche illusioni, non ha saputo adattarsi né ha saputo sfruttare la situazione per intraprendere una nuova attività con sistemi meno faticosi. Doveva svegliarsi un po’, questo qui!

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  • 7 Marzo 2010 in 09:41
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    @ filo – La tua considerazione mi fa pensare (e qui coinvolgo anche oregon) a quelli che si trovano d’improvviso tra le mani le grosse vincite di superenalotto & co.
    Mi chiedo quanti siano quelli in grado di gestire lucidamente la loro vita dopo un tale cambiamento.

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  • 7 Marzo 2010 in 19:21
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    Beh dai…da ferdy mi immaginavo peggio. Fa anche ridere!
    PS. oggi mi son vista un bel filmetto tranquillo e rilassante : shutter island. Lo hai visto?

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  • 8 Marzo 2010 in 20:10
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    @ aleph – ferdy promosso? Che notizia! 😉
    Shutter Island…spero prossimamente.

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  • 10 Marzo 2010 in 03:28
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    Bella storia,si godeva la vita, era sereno, sgobava, pensava agli altri, troppo e mai a se stesso, mi assomiglia, e poi il finale e´triste… un bacino…stasera una persona e´riuscita a farmi piagere, ma si puo che credo ancora che la gente mi vuole bene senza nulla in cambio, 🙄 sono stupidina che ci ho pianto per una persona che credevo amica

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  • 10 Marzo 2010 in 21:21
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    È un aspetto del “fare i conti” con la realtà che spesso non si concilia con la pura ingenuità.

    Mi hai fatto venire in mente mio figlio che anni fa mi disse: “Mamma, se non hai i soldi, vai in banca e te li danno?” Gli spiegai che dalla banca si potevano prelevare i propri risparmi, precedentemente depositati. Non si arrese e replicò: “Però se dai un soldo di carta alla signora ( cassiera) del negozio, lei te ne dà tanti”. Alludeva ai tanti spiccioli del resto. Di conseguenza iniziai a spiegargli il valore della moneta e le dinamiche della compravendita, contaminando 🙄 l’ ingenuità dei suoi cinque anni.

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  • 10 Marzo 2010 in 21:40
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    @ malendando – Come ti ho già detto altrove le persona importante per te è un’altra, il resto conta poco
    @ skip – Beh dai…a cinque anni è pure giusto avere questo candore. 🙂
    ps: Cosa succede al tuo blog? Da errore del server…problemi di aggiornamento?
    Qui ci vuole il “dottore”.

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  • 11 Marzo 2010 in 20:06
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    Avrei bisogno un assegnino, c’è qualche volontario?! ^__^ 😀

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  • 11 Marzo 2010 in 20:23
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    @ skip -Stagli sotto! 😉
    @ Malendando – Un bacio a te.
    @ Diana – Assegnini tipo quelli del sig. Bepi quanti ne vuoi! :mrgreen:

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