mar 152010
 

Con le prime giornate di sole e l’avvicinarsi della primavera le domeniche di una città balneare si trasformano da sonnacchiose e vuote in vivaci ed affollate. I protagonisti di queste giornate sono due: i motociclisti e i cani. I motociclisti arrivano a gruppi più o meno numerosi, parcheggiano i loro mezzi nella piazza principale della città trasformandola in un’improvvisata fiera dei motori. Lucide ed ordinate fanno bella mostra di loro divise per “famiglie”; da una parte le Harley-Davidson, dall’altra le super-sportive, più defilate ma non meno presenti le Vespa e qualche altro modello-nostalgia. Nota comune a tutte queste moto è lo sguardo pieno d’amore dei loro proprietari nei loro confronti. Gli altri protagonisti di queste domeniche sono i cani. La spiaggia è praticamente loro; piccoli, grandi, meticci o di “razza” tutte le categorie sono rappresentate, si fa notare in particolare un “gruppo” di husky e malamute, i tipici cani da slitta (utilissimi nelle spiagge venete!…) intenti a far dannare il loro padrone che li vorrebbe tenere ordinatamente vicini a lui; loro invece hanno voglia di correre e rompere giocosamente le balle a degli annoiati barboncini.

C’è una terza categoria protagonista di queste domeniche: i proprietari di questi cani. Sono convinto (voglio essere convinto…) che buona parte di queste persone sia civile e responsabile però sappiamo bene come pochi ma stronzissimi soggetti siano in grado di rovinare tutto mettendo gli uni contro gli altri i proprietari di cani contro il resto del mondo. Stiamo ovviamente parlando di “cacca”. A metà pomeriggio i marciapiedi delle strade adiacenti il lungomare si erano già trasformate in un campo minato e le numerose “strisciate marroni” testimoniavano l’alto numero di vittime imprecanti causate dalle…mine. In quel momento ho pensato alla coppia di vigili urbani che avevo visto gironzolare attorno alle moto parcheggiate in piazza; non per elevare delle contravvenzioni (non necessarie) ma solo per curiosare. Ho pensato: ma questi due signori non potevano avvicinare qualche proprietario di cani e chieder loro (gentilmente) – “Signore, ha con lei guanto e sacchetto? – Non credo si sarebbe offeso nessuno, e se per caso si fosse offeso…peggio per lui. Di questa domenica l’immagine più emblematica è stata quella di una bambina di circa tre anni (?) che raccoglieva da terra una di queste “mine organiche” (scambiata per cosa?…). Inutile il “nooooooo!” disperato della madre e lo scatto simil-felino del padre nel tentativo di fermarla….senza successo. Con questa immagine negli occhi sono tornato a casa, prima di entrare, però, ho controllato con cura le suole delle scarpe.

mar 052010
 

Bepi era un contadino. Un contadino di quelli veri, uno di quelli che a dodici anni si alzavano presto per andare a mungere le vacche nelle stalle, uno di quelli che alle otto facevano “marenda”, non una semplice merenda o colazione a base di cappuccino e brioche come la possiamo intendere noi oggi, ma il pasto sostanzioso a base di latte, polenta e musetto (il cotechino dei Veneti) di chi aveva alle spalle diverse ore di duro lavoro. Bepi nella sua vita si era allontano dalla sua terra solo per andare a fare il soldato in una guerra che non capiva.Una volta tornato, si era sposato con la fidanzata di sempre conosciuta quand’era ancora bambino. Insieme avevano cresciuto i figli e guidato l’azienda agricola eredita dal padre; tutto questo seguendo i ritmi del sole e delle stagioni, sveglia all’alba e lavoro fino al tramonto: per oltre quarant’anni. Poi, un giorno, il progresso bussò alla sua porta. La città stava crescendo e le lottizzazioni avanzanti coinvolsero anche una buona fetta del suo terreno. Come non approfittare di questa buona occasione? Fine della fatiche nei campi per quattro soldi, era arrivato il momento di un giusto e meritato riposo.

La sua casa, così com’era costruita ,non aveva più senso; il magazzino per gli attrezzi e la stalla ormai inutili vennero trasformati in appartamenti per i figli prossimi ai loro matrimoni; anzi…perché non anticipare le nozze visto che gli appartamenti erano finiti? “Ma papà” – dissero i figli – “Non siamo ancora pronti (finanziariamente)” – “Non c’è problema! Facciamo un assegnino!” – E pagò le spese dei matrimoni. Bepi non aveva la patente, non aveva mai avuto tempo di dedicarsi a cose che non fossero il solo lavoro dei campi; lui si muoveva solo in bicicletta. La moglie l’auto invece la guidava; una piccola e vecchia utilitaria che ormai consumava più olio che benzina. “La dovremmo cambiare “ – disse lei un giorno – “Tra non molto arriveranno i soldi della pensione e potremo pagarcela un po’ alla volta.” – “Perché aspettare?” – Rispose lui – “Non c’è problema! Facciamo un assegnino!” – E pagò l’auto nuova.

Passò un anno, Bepi era felice, tra poco sarebbe diventano nonno. Un giorno ricevette una telefona; il direttore della banca voleva parlargli. Bepi prese la sua bicicletta e lo raggiunse in agenzia. “Buongiorno direttore cosa mi voleva dire?” – “Buongiorno signor Bepi. Senta…. lei ha recentemente comprato una nuova lavatrice ma, non so come dirglielo, il suo conto risulta scoperto.” – “Non capisco” – Rispose Bepi – “Vede.” – Continuò il direttore – “Nel suo conto corrente non ci sono più soldi, non è stato possibile pagare il negozio.” – Il volto inizialmente perplesso di Bepi si rasserenò. La sua mano s’infilò all’interno della giacca ed estrasse un piccolo blocchetto di carta. – “Non c’è problema! Facciamo un assegnino!” – Il direttore si alzò dalla sua poltrona, si sedette sulla sedia accanto a Bepi e cominciò a spiegargli in modo semplice quello che era successo: i soldi del terreno erano finiti ed il libretto degli assegni non era uno strumento magico in grado di coprire tutto. Bepi si alzò ed usci dalla banca…più vecchio e più stanco.

Nota: sia pur leggermente “romanzata” da me questa è una storia vera. Bepi esiste.

(Immagine da: www.normavanelburg.com)
mar 012010
 

FESTA DELLA DONNA

Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finchè l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

Da fare con luna crescete

FRUTTETO. Trapiantare/piantare alberi e arbusti da frutto.

ORTO. In semenzaio riscaldato: seminare basilico, peperone, pomodoro. In vasetti riscaldati:anguria, melone, cetriolo,zucchina, melanzana. A dimora protetta: erbe aromatiche, bietola da orto,carota, prezzemolo, rucola. Trapiantare all’aperto: cipolla da semenzaio. Trapiantare in coltura protetta: lattuga a cappuccio.

GIARDINO. Seminare in semenzaio riscaldato: annuali da fiore, begonia, garofano, petunia. Trapiantare e piantare alberi,e arbusti, in particolare forsizia e rosa. Seminare annuali rampicanti e viola. Riprodurre per talea piante a fusto tenero; dividere i cespi delle piante vivaci; mettere i mazzi di radici di dalia in serra per ottenere talee.

Da fare con luna calante

FRUTTETO. Potare albicocco, mandorlo, pero, melo, pesco,susino, vite. Concimare e preparare il terreno per gli impianti primaverili. Effettuare il riordino e la pulizia dei frutteti già preparati prestando attenzione ai trattamenti contro ragnetto rosso e cancro del mero e de melo.

ORTO. Seminare aglio, bulbi, bietola, cipolla, cipollina, spinaci. A dimora protetta: lattuga e sedano. Effettuare la lavorazione del terreno e concimazione di base. Effettuare l’imbiancamento del radicchio di Treviso e di Verona:Trapiantare aglio, cipolla e scalogno.

GIARDINO. Effettuare la lavorazione e la concimazione di base. Seminare il pisello odoroso, fiordaliso e speronella. Potare gli arbusti che hanno fiorito a Dicembre e Gennaio; alberi a foglia caduca, siepi, rose e stelle di Natale. Se necessario trattare il manto erboso contro i muschi.