apr 102010
 

Cento perline variopinte

Le braccia chiare, venate d’azzurro, abbandonate sulle cosce

smunte leggermente allargate, non ce la fanno a salire fino alle

tempie che ti dolgono tanto, e i piedi sbuffano e traboccano

gonfi dalle pantofole schiacciate sul dietro dai calcagni dolenti

di calli duri e spinosi.

Piccola, sola, tutt’ossa, riesci appena ad allisciarti il grembiule

color vinaccia ancora inamidato, ultimo residuo del tuo esiguo

corredo, e con gli occhi alla finestra, alla quale è sapientemente

accostata la tua seggiola sbrindellata come il tuo volto

bianco, spii la vita che passa e esulta e palpita di mille germogli.

Ma è fuori… pensi, e a te non restano che gli occhi stanchi,

bruciati dal sole della vecchia campagna che indugiano lenti e

avidi sulla strada dominata dal mercato rionale come l’occhio di

una cinepresa, continuamente in bilico tra complicità e distacco;

e le mani piccole e dolenti non ce la fanno neppure a scostare

la tendina di cento perline variopinte.

Ma ci ha pensato Sonia prima di salutarti in fretta, l’ha spostata

e fissata al gancio sul telaio della finestra e la luce dorata

del primo pomeriggio ha invaso la stanza proiettando la sua ombra

che aveva appena cominciato ad allungarsi avvolgendoti in

un colore caldo.

Ti sei girata a salutarla ancora con gli occhi inondati di luce.

Sì, ci ha pensato Sonia. Lei s’è tirata fuori da qui. Con la fatica

tua ce l’hai fatta a risparmiarla a lei, come dovuto.

La strada è la tua vita, la passione di scrutare la gente studiandone

i tratti per intuirne la storia non è mai sfiorita. Ma

adesso le storie affiorano come immagini in bianco e nero.

Verrà la badante, triste figura di questa nuova società avara

d’amore e quando arriverà farà le stesse domande, petulante,

impertinente e sbufferà perché non troverai la forza né la voglia

di risponderle, ma solo di ingoiare lacrime tonde che sembrano

dure come le pillole che prendi mattino e sera, e in quanto a

lei… lei tornerà, forse domani, o dopo, a controllare se tutto va

bene. Ora la giovane russa, seccata dal tuo silenzio, con un gesto

nervoso ti avvicina di più ai vetri che si appannano del tuo fiato

stanco e affannato, e tu in quella nuvoletta di respiro vedi affiorare

i contorni di una donna giovane e fiera che, le spalle erette

coperte dai lunghi capelli fiammeggianti gonfie di vanità e

d’orgoglio, la generosa curva dei fianchi che si muove oscillante,

attraversa la strada spingendo la carrozzina azzurra lucida e

infiocchettata che ti prestava la sora Teresa solo quando scendevi

in paese. Lucida e piena di bimba e di trine sulle ruote alte,

come andavano allora.

Poi avverti la presenza della giovane ancora dietro di te.

Esitando appena ti giri piano, il volto sollevato sulle labbra

increspate che disegnano un lieve sorriso.

La guardi negli occhi e pensi: Ma tu, dimmi, un cuore ce

l’hai?

Forse tu sì.

Francesca Bertoldi ha recentemente pubblicato il libro Forse tu sì (Storie minimali). “Cento perline variopinte” è un estratto da questa pubblicazione.



apr 072010
 

Strani giorni. Ho passato questi giorni simil-festivi lavorando (e mi può star bene) assumendo antidolorifici (e questo mi sta meno bene) per colpa di un piccolo infortunio che mi ha messo KO un dito e fatto capire perché la “magia” del pollice ci distingue dagli altri animali. Un bel guasto alla linea telefonica mi ha pure escluso dal mondo del web (avevo pure preparato un bel post “dialetticoso”) costringendomi a passare parte del mio tempo libero davanti alla televisione…e per questo avrei bisogno di una dose extra di antidolorifici. :? Bando alle ciance! Passiamo al post programmato per questa settimana.

A tutti è sicuramente capitato di sentire delle persone giustificarsi di questa o quella mancanza con delle scuse al limite del surreale, magari qualche volta lo abbiamo fatto pure noi. Chissà se qualcuno le ricorda e le ha inviate a “non vengo perché sudo…”. Si tratto di un simpatico blog specializzato nel raccogliere e pubblicare le scuse più assurde e divertenti. Ultimamente questo blog non è molto attivo ed è un peccato; che sia perché la gente sta diventando meno sciocca? Ne dubito. Qui sotto vi pubblico alcune “scuse” estratte dal blog, per leggerle tutte ovviamente vi rimando al link inserito in precedenza.

  • “Non vengo a cena da te perché sudo…”
  • B: “Che ne dite di fermavi da noi a cena?” F: “Guarda, mi piacerebbe molto ma ho gli yogurt che mi scadono…”
  • Non posso uscire venerdì sera perché non ho le scarpe col tacco.
    (
    E’ un po’ come salire sulla parete Nord della Becca di Montchair senza ramponi…. indispensabili!!)
  • “Ho comprato le scarpe perché mi serviva un sacchetto di plastica…”
  • Dialogo realmente avvenuto fra una supplente annuale (che non ho avuto la sfortuna di conoscere) e una bidella (molto brava invece!).
    Le due stanno parlando di un bambino autistico che, pare, abbia in quel momento bisogno di essere abbracciato…
    Bidella : “Ma… Forse il bambino X ha bisogno di essere abbracciato….”
    Insegnante di sostegno : “Ah, no! Non ci penso nemmeno è un uomo!” (
    Ehhhh???? Un bambino di 6-10 anni è un uomo????)
    Bidella ( Già un po’ sbigottita) : “Perché? Sei sposata? Il tuo uomo è forse geloso?”
    Insegnante di sostegno : “No, non sono sposata, però ho il mestruo…”
    Boh…..
  • “Ciao, mi accompagni a prendere due stupidate per il compleanno della Monica dopo? Se puoi mi fa piacere perché non ho più un filo di voce…”
    Per prendere delle cose da uno scaffale ovviamente serve la voce…
  • D: “Vieni a cantare al coro domenica?”E: “Si, però non posso suonare la chitarra perché sudo e mi scivola…”
    Come non lasciare all’interlocutore nessuna possibilità di controbattere…
  • Non ti ho invitato alla laurea perché devi lavorare…
  • “Non vengo a pescare con te domani perché sono un po’ stanco e voglio riposare e poi non sopporto di vedere gli animali soffrire”
    La mattina seguente si è alzato alle 6 ed è andato a caccia con il padre…
  • “Non vengo a donare il sangue all’AVIS perché ho paura degli aghi”
    Lo stesso giorno si arrampica lungo una parete e rischia di fare un volo di 30m, ma lui non ha problemi perché è coraggioso
  • “Non vengo alla lavagna perché mia mamma non vuole”
    Un suo compagno si rifiuta di uscire per l’interrogazione…
  • “Non vengo a vedere la Juve perché devo potare il Bonsai.”
    no comment..
  • “Non vengo a casa subito perché devo smistare la spesa”
    Matteo con un amico è andato al supermercato a fare la spesa. Brillantemente gli acquisti li fanno con carrello unico, conto unico e borsina unica…
  • “Non vengo a giocare a calcio perché se giochiamo in un campo diverso da Buffalora non mi trovo…”
    Se vuoi ti aiutiamo a cercarti….
  • A: “Vieni alla cena a casa mia per il mio comple? Ci facciamo una pizzetta…” L: “Guarda, verrei volentieri ma ho acidità di stomaco.”Scusa giustificata se non fosse tre settimane prima della cena…
  • Casa prenotata al mare. C’è chi ha preso le ferie per la vacanza.
    All’ultimo un tale decide di disdire la prenotazione…
    “No, non veniamo. Scusate ma se la casa non ha un balcone non va bene…”
  • Lui: “…Cosa ne dici di mettere le autoreggenti che mi piacciono tanto?”
    Lei: “Sei pazzo?! Col caldo che fa? Vuoi che faccia ridere i polli poi? dai…”
    Ore 11.45
    Lei: “Mi presti la felpa che ho freddo?”
    Da notare che all’alba del 26 luglio dorme ancora con il plaid, e poi il pollo al massimo con le autoreggenti la gente se lo sarebbe strozzato………..
apr 012010
 

IL NODO DEL CUCULO

La seconda decade del mese di Aprile presenta delle ondate di freddo di tipo invernale. Il nodo del cuculo si chiama così perché questa ondata di freddo coincide con il periodo nel quale il cuculo torna a farsi sentire tra gli alberi. Proverbi: “Quando canta il merlo siamo fuori dall’inverno, quando canta il cuculo, un giorno molle e l’altro asciutto” ” Se il cuculo non canta nel mese di aprile o è morto o è ferito o c’è la guerra nel suo paese.” – “II cinque aprile il cuculo deve venire; se non viene o il sette o l’otto o è preso o è morto.”

Da fare con luna crescente

FRUTTETO. Mettere a dimora le giovani piante di olivo e di vite.

ORTO. Seminare: anguria, barbabietola, carota, cetriolo, fagiolo, melone, pomodoro, prezzemolo, ravanello, rucola, zucca, zucchina. In semenzaio protetto: anguria, melone, zucca, zucchina. , In semenzaio all’aperto: basilico. Trapiantare/ piantare: anguria, cetriolo, lattuga a cappuccio primaverili-estiva, melanzana, melone, peperoncino, peperone, pomodoro, sedano, zucca, zucchina.

GIARDINO.Seminare annuali rustiche. In serra: la dalia annuale. Fare pregermogliare i bulbi a fioritura estiva. Preparare e tagliare le talee dei germogli basali delle vecchie piante dì crisantemo e dei mazzi di radici di dalia.

Da fare con luna calante

FRUTTETO. Ultimare gli innesti su vite (a spacco) su melo e pero (a corona). Raccogliere e conservare le marze per gli innesti delle rosacee. Ultimare la lavorazione e concimazione del terreno.

ORTO.Seminare: bietola da coste, cipolla colorata, lattuga e radicchio da taglio. In semenzaio protetto: indivia riccia. In semenzaio all’aperto: cavolo, indivia riccia e scarola, lattuga a cappuccio, porro, sedano. Vangare e sarchiare il terreno. Rincalzare la patata. Disporre i tutori per il pisello rampicante. Letamare e sarchiare l’asparagiaia e la carciofaia.

GIARDINO.Concimare siepi spoglianti e sempreverdi. Sfoltire e regolare le piante in vaso. Rinvasare o sostituire parzialmente il terriccio delle piante in vaso con una miscela di terra specifica. Rinvasare il geranio dopo aver potato sia le radici che la chioma.