Renga, scopeton e polenta

Pochi giorni fa mia nonna ha festeggiato le sue 88 primavere. Nella mia famiglia non abbiamo l’usanza di organizzare feste in pompa magna con torte mitragliate di candeline o cose del genere, per l’occasione abbiamo solo scelto il menu del pranzo in base ai suoi gusti che ovviamente ben conosciamo più una bella coppa di gelato finale a completare il tutto. La sorpresa, in teoria doveva venire per cena. In che modo? Beh… il giorno prima facendo la spesa al supermercato in un banco frigo avevo visto delle aringhe salate e li mi sono illuminato: SCOPETON!!!. Parliamo di un semplice piatto della tradizione Veneta. Il pesce va ripulito delle squame e cotto lentamente sulla griglia a brace lenta quindi, una volta cotto, va aperto e liberato dalla lisca. A questo punto va irrorato d’olio e lasciato riposare per qualche ora. Solo a questo punto si può servire in tavola accompagnato da una quantità industriale di polenta. Già… la polenta, è lei la vera protagonista del piatto. Vi ricordo che stiamo parlando di un piatto povero; in passato ad ogni commensale toccava un piccolissimo pezzetto di pesce per cui ci si nutriva quasi esclusivamente della polenta inzuppata, o meglio, “tociata” (il termine è più corretto) nell’olio insaporito dal pesce.

Giunta l’ora di cena annunciamo l’evento: -”Nonna, questa sera cena a base di polenta e scopeton”- “SEMPIO! (sciocco in dialetto) questo non è scopeton, è renga!”- . Ne nasce una discussione con tanto di ricerca enciclopedica dove scopro che scopeton e renga sono due cose ben diverse. Lo scopeton in realtà sarebbe la sardina del Nord Atlantico (Sardina pilchardus) mentre la renga è la più comune aringa (Aringa Clupea harengus). C’è chi pensa che lo scopeton sia il maschio della renga e forse per questo si tende ad associare tra loro i due pesci ma come avrete capito l’unica cosa che li unisce è il modo in cui vengono consumati.

Dopo aver chiarito l’errore ittico colto dall’occhio clinico di nonna finalmente ci siamo seduti a tavola e mi sono preso la mia bella fetta di renga (ex-scopeton). -“SEMPIO!” – … e due. 🙄 -”Poca renga, va “tociata” con tanta polenta”-. Avevo già scordato la questione delle dosi mignon imposte dalla tradizione. Nonna non perdona.

22 pensieri riguardo “Renga, scopeton e polenta

  • 21 Aprile 2010 in 19:09
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    Ihihih, che tipa tua nonna. Auguri!

    P.S. Scopeton, renga… questo è un dilemma da sottoporre al saggio giudizio dei dialetticanti. 🙂

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  • 21 Aprile 2010 in 19:16
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    Complimentoni, uno stomaco 88enne in grado didigerire la renga non è da tutti!

    Risposta
  • 21 Aprile 2010 in 20:00
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    E così ti sei beccato due volte del SEMPIO, ben ti sta!

    (piccola vendetta personale) 😆

    Risposta
  • 21 Aprile 2010 in 20:44
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    @Ross: Non saprei in che veste proporla ai dialetticanti però, chissà…
    @Diana: Certe volte manda giù roba in grado di piegare in due i fisici di figli e nipoti. Altre generazioni.
    @zago: attento che vengo li ehhh! Non so dove ma vengo li! 😉

    Risposta
  • 21 Aprile 2010 in 23:22
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    Tanti tanti cari auguri alla nonna, bel tipetto davvero 🙂

    Se fossi in te non mi lascerei di certo mancare questo appetitoso argomento su Dialetticon…nel frattempo mi vado a documentare anch’io… 8)

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  • 22 Aprile 2010 in 13:21
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    Dei tre elementi conosco solo la polenta. Immagino che il tutto sia molto salato, quanti litri d’acqua servono per mandare giù il pasto?

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  • 22 Aprile 2010 in 19:17
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    Speriamo di avere una vecchiaia all’altezza e uno stomaco da struzzo… i piaceri della cucina, ad una certa età, diventano importanti… perchè gli altri si rarefanno!

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  • 22 Aprile 2010 in 20:17
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    @gaz: si si, documentati, documentati 8)
    @leonardo: Qualcuno a sentir parlare di acqua potrebbe pure scandalizzarsi, comunque è bene avere bicchieri bel capienti.
    @ReAnto: Mi spiace che il profumo non si possa mandare via web. Gnam!!!
    @ Diana:Sagge parole.

    Risposta
  • 22 Aprile 2010 in 22:32
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    Che bello avere una nonna ancora lucida e attiva a quell’età. E’ un tesoro inestimabile da proteggere con cura e amore.
    ciao 🙂

    Risposta
  • 23 Aprile 2010 in 17:47
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    Basta far arrabbiare la nonna. Capitoooooo!!!! 😆

    Risposta
  • 23 Aprile 2010 in 20:46
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    Buon fine settimana. Qui piove… sembra lo faccia apposta ogni venrdì sera!

    Risposta
  • 24 Aprile 2010 in 20:21
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    @ filo:Un vero tesoro.
    Ognoi giorno cerco d’imparare qualcosa dalla sua esperienza di vita.
    @ mex: Promesso 😉
    @ Diana: Pioggia anche qui, mannaggia! Per dispetto si esce per una birra in compagnia.

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  • 23 Marzo 2012 in 20:55
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    par mi la renga l’è el scopeton, e a casa nostra Belun oltre che in moi tel l’oio se ghe donta anca del seo magari quel fat in casa che l’è pi profumà e forte, se tocia la polenta tel tocio del scopeton e se scana do en bon bicer de vin, no acqua questa la marsiss i pai, na olta par noi l’era el bacò se no l’era el vin clinto pì amabile del bacò. na olta doi a l’an se fa ancora sto piatto che l’è na rievocasion del maganr de na olta. Son prossimi a aprile spere che la nona la sie ancora in gamba come let sora e ghe fae tanti auguri par i so 90 ani sani a sentirse

    Risposta
  • 10 Aprile 2012 in 16:11
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    @ bino: Grassie bino, a nona a xe ancora in gamba, sabo a portemo in ristorante, magari pi vanti ve conto a iornada.
    Me racomando…non sta far marsir i pai! 😀

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  • 22 Ottobre 2012 in 21:26
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    grazie a voi mi sono evitato uno “sempio” …ho sempre pensato anch’io che “scopeton” fosse sinonimo di “renga”…l’ho acquistato domenica in una fiera per fare una sorpresa a mia mamma e visto che anche mia madre di anni ne ha 88 e più volte mi ha espresso il desiderio di poter gustare il gustoso pesce stavolta posso dirle di aver trovato quello giusto…

    Risposta
  • 22 Ottobre 2012 in 21:32
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    @ Angelo: Lieto di averti evitato uno “sempio” fuori programma. 🙂
    Auguri da parte mia a tua mamma.

    Risposta
  • 27 Maggio 2013 in 15:13
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    ierea da ovi o da late……
    ….se no te se domanda ea nona che ea sà.

    Risposta
  • 27 Maggio 2013 in 21:28
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    @ ultrazolfo: Traduco per i non-veneti. 😉
    «Era da uova o da latte…. se non lo sai chiedi alla nonna che lei lo sa».
    Risposta: Le renga da latte è il maschio, quella da uova la femmina.
    Occhio e palato fine permettono di distinguere la differenza. Nello specifico nessuno dei commensali ricorda come fosse.
    Caspita! Sono passati tre dalla scrittura di questo post, forse sarebbe il caso di concederci un bis.

    Risposta
  • 31 Maggio 2013 in 19:54
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    Dale part mie Basso Vicentino no se tocia ma se pocia e lo sciocco lo ciamemo “imbezile” 😉

    Risposta
  • 1 Giugno 2013 in 17:55
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    @ marco: Grazie. 😉 Scusa il ritardo il commento era finito in spam.

    Risposta

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