Può capitare che “lei”,l’innominabile, decida di tornare a farti visita perché….perché si… non ci sono motivi logici, razionali, semplicemente se una giornata deve andare storta lo fa e basta.
Ore 12.00. Sono al lavoro, squilla il telefono, due miei colleghi stanno rientrando “alla base” e c’informano che arriveranno con qualche minuto ritardo. Non hanno questioni di lavoro da segnalarci e ci salutano. Solo più tardi veniamo a sapere che due secondi dopo la fine della nostra conversazione sono stati coinvolti in un incidente stradale; il classico tamponamento che gli fa aumentare, e non di poco, il ritardo preventivato.
Ore 13.30. Termino di pranzare con un buon caffè, anzi no, “vorrei” bere un caffè ma inavvertitamente il mignolo della mia mano sinistra va a toccare leggermente la tazzina. Tazzina che probabilmente in un altra vita era un calciatore con la fama di simulatore. Sta di fatto che la maledetta si rovescia come fosse stata colpita da una mazza da baseball spandendo tutto il suo contenuto sulla tovaglia! In tanti anni di onorata degustazione del caffè questa è la prima volta che mi capita una cosa del genere.
Ore 21.00. Anche quest’anno partecipiamo alla classica cena di beneficenza + lotteria. Prendiamo posto ai tavoli che ci sono stati assegnati, facciamo le presentazioni con i nostri commensali e cominciamo a “pasteggiare” conversando del più e del meno. Dopo qualche minuto mi sento toccare la schiena… bastano pochi instanti per capire che non si tratta di un semplice tocco; mi hanno appena rovesciato addosso un vassoio colmo di carne ai ferri! Tolgo la camicia e non posso far altro che constatarne l’effetto “quadro astratto” donatole dalle erbe aromatiche intrise d’olio. Conclusione: la serata passa in modo piacevole e divertente ma le mie antenne ormai sono in piena attività. Uscito dal locale per salire in auto e tornare a casa decido che è meglio guardare bene, anzi benissimo dove metto i piedi, non vorrei mai finire sopra il “ricordino” di una cane, anche se in questo momento cani non se ne vedono.
Londra è la città che più d’ogni altra al mondo può vantare il diritto di chiamarsi metropoli. Oltre sette milioni d’abitanti divisi in circa 40 diversi gruppi etnici ne fanno un mosaico di culture senza paragone.
Appena si giunge a Londra si rimane subito colpiti dalle classiche icone della città come i bus a due piani (ora in pensione) ed i taxi neri, anche se meno originali che in passato causa la tappezzeria di pubblicità che li ricopre, ma sempre caratteristici; e tutti gli inviti alla sicurezza che a noi potrebbero persino sembrare esagerati come il “guarda a destra e a sinistra” scritto sulle strisce pedonali o il “non gettarti giù dai ponti”.
Un occhio (e anche due) di riguardo va rivolto al costo della vita. I prezzi sono molto alti anche per gli stessi londinesi e per un turista ovviamente le cose non sono migliori; di conseguenza è bene valutare con prudenza tutte le mosse da compiere. Una corretta pianificazione degli spostamenti può essere una buona base di partenza. Usare la metropolitana scegliendo le fermate “strategiche” può far risparmiare tempo e denaro, le visite ai musei possono servire come buona base di partenza, sono quasi tutti gratuiti (sembra impossibile?) e all’interno vi si trovano punti di ristorazione ricchi di soluzioni a prezzi accessibili
Parlando di musei non si può che rimanere entusiasti. Non entreremo nei dettagli d’ogni singolo museo, per questo ci sono decine di guide dettagliate in numerosi siti e librerie, vi basti sapere che in poche ore potete passare dal trovarvi di fronte alle tracce d’ antiche civiltà come quell’Egizia (vedi stele di Rosetta) passando per le riproduzioni dello sviluppo della tecnologia dell’uomo e tutte le possibili variabili dell’arte (sapevate che c’è una sezione nel Victoria & Albert Museum dedicata al nostro stilista Missoni?). Musei impedibili sono la National Gallery, il British Museum e il Natural History Museum.
Riferendoci ai costi abbiamo già accennato al cibo. Precisiamo subito che la cucina inglese non è tra le più stimolanti, ma trovandoci a Londra abbiamo la fortuna di poter assaporare i piatti di quasi tutti il mondo. I ristoranti con l’erre maiuscola manderanno in tilt le vostre tasche ma non preoccupatevi, in ogni quartiere troverete bei localini a prezzi abbordabili (meglio quelli del bacino mediterraneo come ad es. i turchi). Se proprio non volete sperimentare optate per la ristorazione dei musei e dei market (due pomodori e un’insalata si trovano sempre) oppure tentate la fortune con del fish and chips e altre pietanze britanniche nei pub.
Itinerari: una mezza giornata va dedicata alla zona di Soho con le sue case dal gusto ottocentesco e i suoi pub coloratissimi. Potete iniziare dalla celebre Piccadilly Circus non dimenticando di passare per Lexington Street davanti al pub Snow. Questo prende il nome dal medico che nel 1854 individuò l’origine dell’epidemia di colera nella pompa idraulica del posto (lì troverete una riproduzione con tanto di targa commemorativa). Altro bell’itinerario è quello che costeggia il Tamigi da Westminster Bridge al Tower Bridge. Nel raggio di 5 km trovate la sede del parlamento (Westminster) riconoscibile dal Big Ben, passate vicino alla ruota panoramica, alla Royal Festival Hall, una delle sale da concerto più famose al mondo, la Oxo Tower, la ricostruzione del teatro di Shakespeare e la Torre di Londra. Nota: la zona del Royal Festival Hall merita di essere visitata dopo le ore 17 quando gli impiegati escono dal lavoro e vanno a bere qualcosa ascoltando musica dal vivo nei locali del luogo.Dal Westminster Bridge si può anche risalire Parlament Street. S’incrocia la famosa Downing Street “casa” del capo del Governo (NB. Il numero “10” non si vede, la strada ha la forma di una “L” e l’ingresso è ovviamente ben sorvegliato). Appena vedrete l’imponente colonna di Nelson saprete di essere giunti a Trafalgar Square, di fronte a voi avrete la National Gallery e alla vostra sinistra l’ingresso del vialone che porta a Buckingham Palace, la residenza dei sovrani
I parchi rappresentano una delle più belle attrattive di Londra; molti si chiedono come siano sopravvissute macchie di verde così grandi in mezzo alla crescente urbanizzazione, ebbene i parchi in origine erano tenute di caccia dei nobili che in seguito sono state curate da celebri architetti che le hanno modellate. Va da se che così tanta bellezza è divenuta motivo d’orgoglio per gli inglesi che sono celebri per il loro pollice verde. Tornando al percorso sopra citato va ricordato che Buckingham Palace si trova nel mezzo di due parchi, il St’ James Park e Green Park. Da lì si passa al confinante Hyde Park dove a ridosso di Bayswater Road si trova lo Speaker’s Corner, un angolo, se vogliamo anche anonimo, dove settimanalmente chiunque può improvvisare liberamente un comizio. Superando un ampio laghetto si passa al Kensington Gardens dove tra l’altro si può vedere il raffinato Italian Garden e la statua di Peter Pan. Altro parco stupendo è il Regent’s curatissimo capolavoro di botanica. All’interno vi si trova un teatro all’aperto e il London Zoo. Uscendo ad est troverete una grande Moschea, lo stadio del cricket e…cammina cammina arriverete ad Abbey Road tappa imperdibile per gli amanti dei Beatles.
Sarebbero a decine ancora i luoghi da segnalare ma ci vorrebbero pagine e pagine. Citiamo a concludere Portobello Road celebre per il mercatino (grandi affari e bidoni!) il Royal College of Music e in Brompton Road troviamo Harrod’s il super negozio di Londra dove si trova di tutto, anche l’impossibile: gioielli, articoli sportivi, profumeria, abbigliamento, gastronomia e tanto altro ancora.
La notte tra il 23 ed il 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra. L’intento era quello di completare il processo di unità nazionale togliendo Trentino e Friuli Venezia Giulia al controllo Austriaco. Due anno dopo questa data (24 ottobre 1917) quella che sembrava un’operazione “facile” rischio di trasformarsi in un disastro con la disfatta di Caporetto. Per arginare l’avanzata delle truppe Austriache vennero arruolate le riserve, ovvero i diciottenni nati nel 1899 (quella che poi venne chiamata classe di ferro). Il conflitto a quel punto trovò una situazione di stallo lungo il confine tracciato dal Monte Grappa a tutto il corso del fiume Piave. Il 24 ottobre 1918 le truppe Italiane riuscirono a sfondare le linee nemiche e raggiunsero Trieste il 3 novembre. Il giorno dopo l’Austria firmò l’armistizio che di fatto concluse la guerra. In questo conflitto sono morti oltre 650,000 Italiani e complessivamente tra morti feriti e dispersi la guerra contò più di 30 milioni di vittime.Tanto dolore insegnò ben poco all’umanità che solo un paio di decenni dopo ricadde nello stesso errore ed ancor oggi le cose non vanno poi tanto meglio.
Questa è la storia come la raccontano i libri, magari un giorno scriverò di come me la raccontò mio bisnonno che quella guerra la visse in prima persona.
Nel 1918 il poeta e musicista Giovanni Gaeta (noto come E. A. Mario) scrisse una canzone che in pochi minuti raccontava la storia del conflitto vista dalla posizione Italiana.
LA LEGGENDA DEL PIAVE
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera !
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S’udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero
il Piave mormorò: Non passa lo straniero !
Ma in una notte triste si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento.
Ahi quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
poichè il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivan a gremir tutti i suoi ponti.
S’udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio dell’onde.
Come in un singhiozzo in quell’autunno nero
il Piave mormorò: Ritorna lo straniero !
E ritornò il nemico per l’orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora !
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti !
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l’onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: Indietro va, o straniero !
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l’ali al vento !
Fu sacro il patto antico e tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti !
Infranse alfin l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore.
Sicure l’Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l’onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò nè oppressi, nè stranieri.
Ormai sto diventando monotono. Mi riferisco alla questione “dell’altro” mio sito con tutti i suoi equivoci, offerte ridicole d’acquisto, ecc… . A questo punto credo sia giunto il momento di dare un deciso cambio di direzione al suo destino, il sito non avrà ulteriori aggiornamenti e tra qualche tempo i suoi contenuti verranno rimossi.
E’ già in rete, anche se “nascosto”, un suo clone su piattaforma free wordpress.com, questo perché penso sia un peccato far sparire dalla rete dei contenuti presenti fin dal 1998 (su sito gratuito) ed in seguiti cresciuti con la creazione del dominio nel 2002. Parte del materiale verrà riversato sotto forma di post in questo blog nelle prossime settimane; in realtà avevo già inserito qui diversi articoli in “formato pagina” ma apparivano come dei veri pesci fuor d’acqua in questo contesto perciò li ho rimossi e, come ho detto, saranno inseriti come post una volta adattati allo scopo. Per “l’altro sito” ho già un paio di mezze idee ma credo sia presto per parlarne, ci saranno altre occasioni e magari nel frattempo potrebbero arrivare anche dei buoni suggerimenti.

Photobucket
Progetto 100 Righe
Commenti recenti