La mia discarica personale

Quando parliamo di ecologia magicamente ci troviamo tutti d’accordo. Condividiamo l’idea che gli sprechi devono finire, che dobbiamo comprare solo prodotti non inquinanti o comunque riciclabili e che dobbiamo separare con cura i nostri rifiuti per agevolarne la raccolta ed il trattamento. Ma Questi bei propositi non sempre vengono mantenuti perché “essere ecologici” comporta un minimo d’impegno che spesso si scontra con pigrizia e scuse a dir poco ridicole. Ricordo quando il comune che confina con il mio ad est per primo instaurò la raccolta differenziata dei rifiuti; d’improvviso i cassonetti “generici” delle vie confinanti tra i due comuni iniziarono a tracimare di sacchetti colmi d’immondizia. Questo perché molti abitanti del comune “ecologico” ogni mattina si caricavano in auto il loro bel sacchetto nero e andando a lavorare facevano una sosta tattica oltre…confine. Quando il mio comune decise di attrezzarsi pure lui per la raccolta differenziata pensò bene di cominciare la raccolta proprio con la zona al confine tra i due comuni, questo per cercare di creare un cuscinetto in grado di far desistere gli invasori. L’azione non ebbe grande successo, l’unico risultato fu quello di far spostare più ad ovest la zona tormentata. Per ottenere risultati apprezzabili si dovette aspettare che l’area coperta dal servizio di raccolta differenziata venisse ampliata e crescesse (…e meno male) il senso civico della cittadinanza.

Ora tra le mete preferite dai zozzoni ci sono i cassonetti di fronte a casa mia. La foto mostra parzialmente l’opera di chi ha scaricato i suoi rifiuti; fuoricampo sulla destra c’è anche un congelatore, per non parlare poi dei mattoni rotti gettati nel cassone blu (ad uso plastica e vetro). Buona parte dei rifiuti che ogni settimana finiscono tra questi cassonetti sono di origine “professionale”, nel senso che si tratta di materiali di scarto ed imballaggi tipici di dipintori, falegnami ed altri categorie d’ artigiani, ovvero, tutta gente che dovrebbe portare i rifiuti direttamente in discarica. L’aspetto grottesco della cosa è che il centro di raccolta rifiuti si trova a meno di un chilometro dal luogo del misfatto. Questo significa che molti mollano qui le loro schifezze perché arrivano ad orari improponibili e non vogliono tornare a casa con i loro rifiuti o temono di dover pagare qualcosa. Timore praticamente infondato perché si paga qualcosa solo in presenza di abbondanti e ripetute consegne o se vogliamo che l’azienda che gestisce i rifiuti venga a ritirare quelli ingombranti direttamente al nostro indirizzo.

Nota – Questa mattina uscendo per recarmi al lavoro ho intercettato un “signore” (per la cronaca un militare con tanto di uniforme mimetica) intento a gettare dei misteriosi scatoloni di cartone nei cassonetti. Quando mi sono fermato per dirgli che il centro di raccolta era li vicino e non era necessario che ingolfasse inutilmente quei poveri cassonetti mi ha guardato con espressione lessa ed ha risposto: – Mi spiace, ma da noi (il comune che si trova ad est del mio) non c’è più la possibilità di smaltire questi rifiuti. – Andiamo bene! 😯 Così adesso ho scoperto che gli invasori mi possono attaccare anche dall’altro fronte!

13 thoughts on “La mia discarica personale

  • 21 Maggio 2010 in 20:27
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    Fotografa le targhe di questi maleducati e consegnale alla polizia municipale.

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  • 22 Maggio 2010 in 15:31
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    Succede ogni volta che si avvia la raccolta differenziata, perdere le vecchie e pigre abitudini è difficile, per questo tanta gente cerca fino alla fine di gettare i rifiuti alla vecchia maniera.
    Ps: certo che da te hanno proprio esagerato!

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  • 22 Maggio 2010 in 20:24
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    C’è un sistema molto semplice. Da noi sono anni ormai che non esistono più i cassonetti per strada. La raccolta è porta a porta e se oltretutto si accorgono che in un secchetto, mettiamo, secco ci metti dell’umido te lo lasciano pure lì o paghi la multa…

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  • 22 Maggio 2010 in 20:49
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    @ bluetooth: Nel bene o nel male o altro da fare che passare il mio tempo a fare la guardia al cassonetto.
    @ leonardo: Visto che roba? Facciano le cose in grande qui.
    @ aleph: Avevo chiesto se era possibile rimuovere i cassonetti “giganti” ed usare quelli piccoli da mettere in strada solo nei giorni di ritiro.
    Mi hanno risposto che abito troppo vicino alla zona turistica dove la gestione della raccolta differenziata è un problema, almeno per il momento.
    Forse in futuro… 😕

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  • 22 Maggio 2010 in 21:11
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    …ache io ho l’isola ecologica davanti casa… che dire di quelli che si fermano…. PER FARE PIPI’??????????????????????????????????????????????????????
    Che buon odore su quei cartoni…..

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  • 23 Maggio 2010 in 11:01
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    Monnezza a parte, ma quanto verde in quella foto! Abiti in un mega villone e non mi dici niente!!!! 😀

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  • 23 Maggio 2010 in 11:37
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    Siamo un popolo poco abituato al rispetto delle regole e incline a pensare che il cortile altrui, che non è il nostro, può essere sporcato. E’ una piaga nazionale, direi, che denota mancanza di senso di rispetto ambientale, cieco egoismo e, tutto sommato, menefreghismo ignorante. Io combatto con i padroni dei cani che non raccolgono i “ricordini” dei loro animali lasaciati davanti all’ingresso di casa, per esempio… ma dovrei stare appostata alla finestra tutto il giorno!

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  • 23 Maggio 2010 in 14:19
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    @ Susanna: Adesso arriva pure il caldo. Un “trionfo” per gli odori. 🙁
    @ mex: Come no! In realtà io sono il Conte di Caigo e la foto è stata fatta dal mio maggiordomo Ambrogio. :mrgreen:
    Dietro la siepe, fatta crescere per difenderci dalla polvere del traffico, c’è una casa normalissima. Ovviamente il verde la valorizza ed è anche gratificante per chi abita in quella casa (…io e family).
    @ Diana: Già, non possiamo passare il nostro tempo a fare gli sceriffi. Auguriamoci che il senso civico delle persona cresca, possibilmente in fretta… vorrei dover arrivare a 100 anni prima di vedere i risultati. Se presente sarei troppo rimbambito per apprezzarli.
    Buona domenica anche a te! ^__^

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  • 23 Maggio 2010 in 15:03
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    Il “signore” almeno è stato gentile. Poteva risponderti con un sonoro ” Si faccia i cazzi suoi 😀 “

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  • 24 Maggio 2010 in 21:13
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    @ ReAnto: Magari temeva di “disonorare” la divisa che indossava 😉

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  • 1 Luglio 2017 in 10:54
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    ciao blu, mi hai riportata indietro nel tempo, quando nel mio paese tra gli appennini succedeva lo stesso…un copia-incolla con la tua pagina…ora però va decisamente meglio….u piacere leggerti, buon sabato, ciauuu

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