Se vogliamo staccare la spina dallo stress e trovare rifugio in qualche piccolo angolo di paradiso per noi Italiani non è necessario intraprendere viaggi lunghi e snervanti, a volte bastano solo un paio d’ore d’auto per trovare la soluzione, avendo cura, se possibile, di evitare la domenica quando le “orde barbariche” invadono tutte le strade. La settimana scorsa cogliendo l’occasione di qualche giorno di ferie abbiamo fatto un paio di “raid” tra monti e colline del nostro nordest.
Il primo obbiettivo è stato il Cansiglio con le sue malghe, le ex torbiere ed i tipici prodotti caseari. A tal proposito: chissà perché molte persone che soffrono d’ allergie ed intolleranze a latte e formaggi se consumano i prodotti di questa zona non hanno alcun problema…mah! Il pezzo forte della gitarrella sul Cansiglio è stata un’escursione all’interno dei suoi boschi: partenza dal villaggio Cimbro di Vallorch. Il percorsi consigliato per chi non mangia pane e montagna è quello segnato come F1. La guida in nostro possesso indicava una lunghezza di 12 Km da percorre in circa tre ore. Mi permetto di dissentire; completare il percorso in sole tre ore significa camminare a passo svelto (troppo svelto) quasi si stesse facendo una gara. E il piacere di gustarsi il paesaggio e silenzio dove lo mettiamo? Nel cronometro? In questa stessa guida manca l’indicazione dove F1 diventa F2; nulla di grave, ci si “ri-orienta” rapidamente e si trovano facilmente le indicazioni successive H3, S, Le prese, Millifret, ecc… .L’aspetto curioso è che F2 è più duro del tratto F1, che sia per questo che hanno omesso l’indicazione? Magari nel trekking usano le stesse scale usate per misurare l’intensità dei tornado (scala Fujita). Gente di montagna perdonatemi, è solo una battuta.
La sensazione più piacevole che si prova è quando si discende il percorso S Ci si trova nel bel bezzo del bosco di faggi e conifere e dal fondo della vallata l’aria ti colpisce amorevolmente il volto. Una botta di ossigeno ritemprante in gradi d’allungarti la vita di almeno 10/15 anni. Poi… per un attimo… pensi al tuo paese, pensi al tuo governo, pensi alle difficoltà che potresti creare vivendo 15 anni in più, 15 anni di pensione che “ruberesti a loro”. Pensi: quasi quasi prima di tornare a casa passo per Porto Marghera e mi riempio i polmoni di porcherie. E già! 15 anni sono troppi, due al massimo non di più! Magari basta che mi attacco 10 minuti allo scarico dell’auto quando torniamo a valle, risparmierei pure del tempo. Sia chiaro che questo pensiero è durato solo un attimo. Molto meno del tempo impiegato a dire questa cazzata. Nella realtà poche ore passate dentro un bosco sono una vera medicina per il corpo e per lo spirito. Momenti da cogliere al volo ogni volta che ne abbiamo l’occasione.
Una delle regole “non” scritte del blog sarebbe quella di cercare di non essere troppo lunghi in modo da non spaventare/annoiare i lettori. Per questo motivo la parte dedicata al monte Castellazzo troverà spazio nel prossimo post insieme alle foto.
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Progetto 100 Righe
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