A partire da oggi 27 Agosto mancano 17 giorni al 13 Settembre. Sarà il caso di segnarsi questa data sul calendario perché quel giorno accadrà qualcosa.
E’ inutile andare a cercare il significato di questo 13 Settembre scomodando profezie Maya o cose del genere perché quel giorno non cambierà le sorti del mondo ma, molto più modestamente, le piccole abitudini dei lettori di questo blog. A pensarci bene i numeri 13 e 17 hanno qualcosa di cabalistico ma vi garantisco che la cosa è del tutto casuale; comunque se vi capitasse di giocarli al lotto e di vincere qualcosa sarebbe gentile da parte vostra festeggiare con un brindisi alla mia salute.
Chiusa questa parentesi da “affamati di vincite” torniamo al tema: in settembre questo blog riprenderà le pubblicazioni con un paio di post già programmati e poi, salvo accadimenti che stimolino la mia voglia di scrivere un post extra o impedimenti che mi obblighino a modificare i miei programmi, arriverà il lunedì 13 e……. :wink:

 

 

Vent’anni fa, il 18 Agosto 1990 terminava la produzione del 45 giri, il “piccolino” tra i dischi in vinile. Nato nel 1948 ebbe il merito di diffondere la musica leggere meglio di qualunque altro strumento. Economicamente meno impegnativo dell’album (33 giri) divenne il più diffuso oggetto di collezione tra i giovani per diversi decenni e, attraverso uno strumento come il juke box, accompagnò al successo centinaia di canzoni rendendole letteralmente immortali.
Con l’avvento del CD il mondo discografico ritenne si dovesse chiudere l’era del 45 giri. E’ possibile, questa è una mia ipotesi, che si pensasse di sostituirlo con il CD in versione “singolo” ma la cosa non funzionò. I primi CD in versione album già costavano più del tradizionale album in vinile, applicare la stessa costosa formula anche per i singoli non poteva funzionare. I maggiori fruitori del 45 giri erano i giovanissimi e non si poteva certo pretendere che dilapidassero le loro “paghette” per un paio di canzoni. La decisione di chiudere la produzione del 45 giri da parte della discografia ufficiale non ne sancì comunque la morte.
Chiusa la produzione di massa se ne aprì una ridotta ma mirata; in particolare la produzione di musica da discoteca mantenne ben viva la produzione in vinile (supporto amato dai DJ) ed in seguito molti artisti presero il via di affiancare alla consueta produzione di album in formato CD anche quella in vinile. Tra questi mi sento di ricordare i Radiohead che con l’album In Rainbows andarono addirittura oltre pubblicando i brani praticamente in ogni supporto conosciuto: si cominciò con la distribuzione via web, si passò poi al consueto CD per poi chiudere con il cofanetto da collezionisti comprensivo del vecchio, amato, magico formato vinile.

Un supporto come il vinile, sia nelle “antiche versioni” a 78 e 45 giri che nella più longeva versione a 33 giri, continuano ad avere un loro tenace giro di estimatori nonostante la tecnologia ci abbia regalato nuovi supporti dalle altissime prestazioni. Perché tutto questo? I puristi diranno che la qualità del vinile è superiore a quella del più moderno CD, cosa che può essere in parte vera se si dispone di un impianto hi-fi adeguato (non alla portata di tutti) ma secondo me la vera differenza la fa…l’oggetto.
Un lettore Mp3 avrà pure il vantaggio di poter contenere centinaia di canzoni in pochi centimetri (fisici) di spazio ma la bellezza di un disco in vinile con le sue copertine, spesso vere opere d’arte, tutte da leggere e scoprire e decisamente impagabile. E’ musica che si può toccare.

 

Il clima di ferragosto (si può dire clima?) ci rende tutti più intorpiditi e svogliati. Chi è in vacanza sente che è attivato il giro di boa e tenta di gustarsi questi ultimi giorni di relax esorcizzando in ogni modo il passare del tempo, chi lavora ha le balle girate perché o ha dovuto lavorare per obbligo di firma e pensa “potevo andarci anch’io in vacanza” o si è dovuto fate il mazzo per coprire colleghi assenti o anche perché lavora al servizio dei numerosi vacanzieri.
In questi giorni anche la mia connessione internet sembra soffrire il periodo e nella sua esasperante lentezza sembra dire:-”lasciami riposare un po’”.Richiesta legittima che vado ad assecondare lasciando in rete questo inutile post che mi servirà solo a curiosare tra gli avatar di wordpress.
Mi spiego: chi lascia un commento in un blog realizzato con wordpress deve lasciare anche un suo indirizzo email che, se associato ad un account Gravatar, mostrerà un avatar di proprio gradimento, in assenza di ciò sarà wordpress ad associare un’immagine casuale all’utente. Immagine casuale che comunque rimarrà “sua” fin tanto userà sempre lo stesso indirizzo email. In questo blog sono impostati di default gli avatar “Identicon” che sono dei piccoli collage di figure geometriche colorate. In alternativa è possibile impostare “Wavatar (delle faccione) oppure “MonsterID! (dei graziosi sgorbietti). Per qualche giorno imposterò queste due alternative solo per vedere come wordpress trasforma i miei commentatori non-gravatar, poi tornerò al più sobrio “Identicon”. Capito perché questo è un post del tutto inutile? :mrgreen:

Un’ultima cosa: v’invito a cliccare su pulsante mi piace di Facebook qui sotto. Ma, potreste dire, e se io non ho Facebook? Non importa, neppure il Caigo usa Facebook. Buon riposo a chi riposa e buon lavoro a chi lavora. Ciao. :wink:


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