C’era una volta il 45 giri

Vent’anni fa, il 18 Agosto 1990 terminava la produzione del 45 giri, il “piccolino” tra i dischi in vinile. Nato nel 1948 ebbe il merito di diffondere la musica leggere meglio di qualunque altro strumento. Economicamente meno impegnativo dell’album (33 giri) divenne il più diffuso oggetto di collezione tra i giovani per diversi decenni e, attraverso uno strumento come il juke box, accompagnò al successo centinaia di canzoni rendendole letteralmente immortali.
Con l’avvento del CD il mondo discografico ritenne si dovesse chiudere l’era del 45 giri. E’ possibile, questa è una mia ipotesi, che si pensasse di sostituirlo con il CD in versione “singolo” ma la cosa non funzionò. I primi CD in versione album già costavano più del tradizionale album in vinile, applicare la stessa costosa formula anche per i singoli non poteva funzionare. I maggiori fruitori del 45 giri erano i giovanissimi e non si poteva certo pretendere che dilapidassero le loro “paghette” per un paio di canzoni. La decisione di chiudere la produzione del 45 giri da parte della discografia ufficiale non ne sancì comunque la morte.
Chiusa la produzione di massa se ne aprì una ridotta ma mirata; in particolare la produzione di musica da discoteca mantenne ben viva la produzione in vinile (supporto amato dai DJ) ed in seguito molti artisti presero il via di affiancare alla consueta produzione di album in formato CD anche quella in vinile. Tra questi mi sento di ricordare i Radiohead che con l’album In Rainbows andarono addirittura oltre pubblicando i brani praticamente in ogni supporto conosciuto: si cominciò con la distribuzione via web, si passò poi al consueto CD per poi chiudere con il cofanetto da collezionisti comprensivo del vecchio, amato, magico formato vinile.

Un supporto come il vinile, sia nelle “antiche versioni” a 78 e 45 giri che nella più longeva versione a 33 giri, continuano ad avere un loro tenace giro di estimatori nonostante la tecnologia ci abbia regalato nuovi supporti dalle altissime prestazioni. Perché tutto questo? I puristi diranno che la qualità del vinile è superiore a quella del più moderno CD, cosa che può essere in parte vera se si dispone di un impianto hi-fi adeguato (non alla portata di tutti) ma secondo me la vera differenza la fa…l’oggetto.
Un lettore Mp3 avrà pure il vantaggio di poter contenere centinaia di canzoni in pochi centimetri (fisici) di spazio ma la bellezza di un disco in vinile con le sue copertine, spesso vere opere d’arte, tutte da leggere e scoprire e decisamente impagabile. E’ musica che si può toccare.

12 thoughts on “C’era una volta il 45 giri

  • 18 Agosto 2010 in 20:46
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    Sono già passati vent’anni?
    Il 45 giri me lo ricordo bene, questo significa che sono invecchiato, maledizione! 😥

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  • 19 Agosto 2010 in 10:38
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    E per me sono già tre anni che ti seguo. Il post sui Radiohead me lo ricordavo. 😀

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  • 19 Agosto 2010 in 18:11
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    l’eterna lotta tra tecnologia e nostalgia, comodità o fascino. Erano meglio i vecchi vinili o i cd, o addirittura gli intangibili mp3? Boh, una soluzione non ce l’ho mica! Forse non c’è un meglio o un peggio, dipende dal loro utilizzo: io so che li uso tutti (i 45 giri no, perché non ne ho mai comprato manco uno) e a tutti do una valenza e un utilizzo diversi.
    E le cassette? Ci siamo dimenticati delle cassette? Che quando ero un giovane ascoltatore e non avevo il giradischi quelle erano il mio pane! Ora sono davvero sparite del tutto… per fortuna mi viene da dire, che erano di una scomodità assoluta!

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  • 19 Agosto 2010 in 20:33
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    @ leonardo: Maledizione! 😉
    @ mex: A breve ci sarà una sorpresa. on riferimento ai tre anni, quattro anni…
    @ francesco: Di cassette ne ho colmo un cassetto! (Gioco di parole).
    Direi che le possiamo considerare le nonne dei lettori mp3. Era l’unico sistema che avevamo per farci le nostre compilation.

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  • 19 Agosto 2010 in 21:05
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    Quoto francesco 😉
    Un altro commento inutile… e due! 🙄
    Ciao Sig. G 😆

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  • 19 Agosto 2010 in 21:13
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    @ novalis: il nostro francesco è uno che ci capisce.
    Buona serata Sig S. 😀

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  • 20 Agosto 2010 in 12:40
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    capisco, capisco… anche io ne ho uno scatolone, oramai del tutto inutili però!

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  • 20 Agosto 2010 in 20:55
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    Infatti, hai tocccato il tasto giusto… le cover! Sono ormai oggetto da collezione e richiamano alla memoria melodie e ricordi incancellabili!

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  • 20 Agosto 2010 in 20:55
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    Mio padre posside ancora decine, forse centinaia di dischi degli anni 60 e70 ma non li ascolta più perchè gli manca il giradischi. Nei negozi non si trovano più. 🙁

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  • 30 Agosto 2010 in 23:03
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    Se ti dico cosa non ho in cantina raccolto..corri subito da me….sono tutti chiusi in pellicole di plastica …sono tantissimi, un po’ erano della mia nonna, un po’ di zii di Georg ed un po’ li collezionava mio marito Georg, e non ho mai avuto coraggio ne di venderli , ne di regalarli…però un giorno guardo sui titoli e ti dico cosa ho e se qualcosa ti piace te lo mando. :mrgreen:

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  • 30 Agosto 2010 in 23:05
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    Il giradischi lo regali al mio miglior amico Giorgio durante il trasloco, se trovo un gira dischi di vecchia data , in un mercatino dell’ usato vorrei tanto ascoltare questo piccolo tesoro 8)

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