ott 252010
 

Da almeno un paio di mesi le radio stanno trasmettendo l’ultimo successo del cantante Mika Kick Ass (We are Young). La canzone com’è prassi, è accompagnata da un video che da subito mi ha incuriosito. Le immagini del cantate si alternano ad altre che riconducono inequivocabilmente alla colonna sonora di un film, all’inizio non ne ero ben sicuro ma poi, vedendo tra gli altri anche il volto di Nicolas Cage, ogni dubbio è passato.
La cosa strana però è un’altra, le settimane passano, la canzone diventa sempre più popolare (adesso accompagna pure uno spot pubblicitario) ma del film ancora nessuna traccia.
Come mai? Semplice: al momento la distribuzione del film in Italia è bloccata e non sappiamo se e quando le cose cambieranno. Il film è una commedia d’azione dove convivono situazioni “divertenti” insieme a scene di violenza piuttosto spinte, battute volgari e, questa forse è la chiave del problema, la presenza tra i protagonisti di una bambina piuttosto “feroce”; volgarità e violenza la vedono sempre in scena. Questo aspetto blocca al momento la distribuzione del film e a meno che non venga deciso di vietarne la visione ai minori le possibilità di vederlo al cinema sono ad oggi piuttosto scarse. La storia in se (tratta da un fumetto) non manca di originalità.
C’è sempre la classica lotta tra il bene ed il male dove il supereroe di turno scende in campo per fare giustizia. Il particolare curioso è che questa volta il supereroe non ha i classici poteri che decenni di fumetti e film ci hanno mostrato; non sa volare, non ferma i treni con le mani e non gli partono raggi laser dagli occhi, insomma, è una persona normalissima. Provate a pensare al vostro vicino di casa in calzamaglia verde mentre insegue spacciatori e borseggiatori, ecco, più o meno è questa l’immagine.
Nell’attesa di vedere come si evolve la questione c’è chi ha pubblicato in rete il trailer del film con i sottotitoli in Italiano. Tanto per farci un’idea….

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ott 212010
 

Qual è il tuo blog preferito?
Questa è una domanda che mi fanno spesso i non-blogger ed anche chi la rete lo frequenta poco e mi sente parlare di web, hosting, portali,ecc…
Forse queste persone pensano che chi scrive nei blog abbia un occhio particolare in grado di cogliere il meglio del meglio della rete, ma non è così.
Devo dire che, purtroppo, la puzza sotto il naso, la tendenza a creare caste e piccoli club privati c’è anche in questo mondo. Così la voglia di sbandierare e millantare amicizie verso blog famosi e super visitati diventa una forma di status symbol senza fondamenta ed è una cosa che scopri quando cogli in fallo le argomentazioni di alcuni blogger. Per capirci: dichiaro amore verso il blog super vip e poi quando ne parlo dimostro di non conoscerlo affatto: capita, capita ;-)

Si, mi direte, ma dopo questa barbosa prefazione qual è il tuo blog preferito? Ok, il mio blog preferito è La Blogoteque.

Era il 2006 quando girando in rete trovai un curioso video dei The Spinto Band, avevo già visto il video “ufficiale” della canzone ma questa versione acustica suonata dentro un bar attirò la mia attenzione. Dal collegamento su Youtube passai alla pagina ufficiale del blog per approfondire.
Scoprii che si trattava di un progetto “firmato” Chryde/Vincent Moon che aveva lo scopo di condividere la musica in modo nuovo, semplice e diverso. I Take Away Shows o Les Concert à Emporter come li chiamano loro (sono Francesi) sono dei video realizzati in presa diretta nei luoghi più disparati, nei bar, per strada, in albergo, ecc… Questi video, girati per lo più a Parigi vedono come protagonisti artisti poco conosciuti da noi anche se non mancano alcune eccezioni come R.E.M., Tom Jones e Sigur Ros.
L’elenco completo dei video è disponibile in questa pagina. Qui sotto inserisco tre rapidi link (dalla pagina di Youtube) di esempio.

The Kooks – Ooh La Passeggiata tra le auto ed incontro con fan armate di videofonino.
I’m From Barcellona – We’re From Barcellona - Altra passeggiata con coro bagnato (aveva piovuto da poco) a seguito.

The Divine Comedy – Lady of a Certain AgeVideo lungo la Senna. A mio parere questa versione della canzone è meglio di quella realizzata in studio.

La Blogoteque è cresciuto molto rapidamente (le buone idee pagano) ed oggi è ben conosciuto anche oltre i confini Francesi. Per me c’è la piccola soddisfazione di essere stato uno dei primi a credere nel progetto e seguirlo (silenziosamente). Devo ammettere di provare anche una piccola e sana invidia. Più volte mi è venuta la tentazione di proporre un’idea analoga per l’Italia, gli strumenti non mi mancherebbero, a partire dalla “location”; abito in una città dove ogni estate si esibiscono dei musicisti, c’è pure un “festival” per nuovi talenti.
Il problema è che al giorno d’oggi dietro l’alibi dei “diritti” non si muove una foglia se non ci si guadagna qualcosa. Anche la semplice esposizione gratuita di una performance artistica viene vista di cattivo occhio, richiesta di documenti e applicazione di licenze sono in grado di smontare anche la minima voglia d’intraprendere questa avventura.
Ne sanno qualcosa anche quelli di La Blogoteque (che non sono dei dilettanti) visto che proprio con la produzione dei The Kooks hanno avuto problemi. Il video si può vedere su Youtube ma non all’interno del blog.

Quanti blogger avrò fatto arrabbiare con questo post? Letto il titolo qualcuno avrà pensato -”Siiiiii!!! Sono io il suo preferito!!!”- ed invece….. Mi perdonate vero? :mrgreen:

ott 182010
 

Esattamente un anno fa gli Italici problemi venivano distratti dalle polemiche legate ad uno spot pubblicitario dove l’inno di Mameli era stato riarrangiato in chiave melodica ed il testo adattato in versione femminile.
Ci fu una vera e propria inserruzzione da parte di alcuni esponenti politici che, a mio parere, non avevano niente di meglio da fare. “Con l’inno nazionale non si scherza!” disse qualcuno e l’azienda che aveva commissionato lo spot per il quieto vivere di tutti lo tolse dalla programmazione televisiva.
Oggi, quasi in sordina, quello spot è tornato in programmazione in versione strumentale e sembra, al momento, non irritare nessuno. Quando un anno fa partirono le polemiche verso questo spot rimasi piuttosto perplesso, non tanto per le critiche in se (l’idea poteva piacere o meno ed è sempre una questione personale più che legittima) ma per i toni della polemica e per i protagonisti della stessa. I più arrabbiati facevano parte di uno schieramento politico chiamato “Forza Italia” che tra loro si chiamavano “Azzurri”.
Non ricordo la stessa indignazione mostrata verso lo spot anche nei confronti dell’uso politico delle due espressioni “nazional popolari” che per anni hanno creato imbarazzo pure ai cronisti sportivi. Come potevi augurare forza Italia in una manifestazione sportiva senza sentirti, anche solo poco, in imbarazzo? La perla della polemica fu quando in difesa dell’inno vituperato scesero in campo anche quelli che questo inno lo vorrebbero sostituire con un pezzo di successo di Giuseppe Verdi.
Una situazione veramente grottesca che purtroppo non è la sola nel nostro mondo politico-morale-pubblicitario. Ora non ci facciano più caso ma ricordate quando s’instaurarono le fasce televisive protette per i bambini? Per capirci, l’uso dei bollini rosso, giallo, verde all’inizio di ogni programma televisivo. All’epoca (2006?) si arrivò a proporre di vietare in Italia l’uso dei bambini negli spot. Polemicamente alcune agenzie andarono a registrare alcuni loro spot all’estero (estero che poteva essere anche S. Marino!) per aggirare il divieto (…astuti).
Oggi tutto questo sembra dimenticato, mentre in alcuni paesi nordici è vietata pure la pubblicità rivolta ai bambini (niente merendine, ovetti, ecc…) da noi i bambini in tivù ci sono a tutte le ore perché fanno ascolto; vedi tutti i vari talent-show pieni di cantanti in erba.
Chiudo tornando per un attimo allo spot di Sorelle d’Italia. In questi giorni un’altra azienda del settore calze ha lanciato il suo spot dove si vede una ragazza che per conquistare il suo bello lo insegue in auto e lo tampona, quando lui scende dalla sua auto lei solleva la gonna per mostrare la calza (alle donne) e la gambetta (agli uomini), poi finge uno svenimento. Cari pubblicitari, pensate d’aver azzeccato lo spot? Ricordo che molti uomini tengono più alle loro auto che alle loro mogli. Il belloccio dello spot sarà sceso dall’auto per soccorrere la fanciulla o sarà imbufalito per i danni subiti dal suo gioiello a quattro ruote? Ai posteri l’ardua sentenza.

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I due spot Calzedonia. Edizioni 2009 e 2010.