canvas pagine

Andiamo a fare due passi

L’estate ormai è solo un ricordo, le giornate si sono accorciate e le temperature sono crollate; di sera le strade sono quasi deserte, letteralmente deserte se ci troviamo in una cittadina balneare.
Tutto normale si potrebbe dire eppure le cose non stanno proprio così: a parte le realtà contadine in passato dove c’era un qualcosa da poter chiamare centro urbano o piazza, di sera si poteva incontrare un lento via vai di gente a passeggio ed i giovani seduti a chiacchierare sul muretto o ai bordi della fontana.
Tutto questo lentamente e finito, le famiglie si sono chiuse in casa davanti al caminetto parlante (il televisore), le poche occasioni di uscita infrasettimanale come la partita di calcetto, il torneo di scacchi, la pattinata, ecc… hanno subito la sconfitta definitiva con l’arrivo della pay tv. In tanti ci siamo fatti prendere dalla voglia di calcio a tutte le ore e di cinema on demand pagando per questo fior di quattrini che dobbiamo…”giustamente”  🙄 ammortizzare passando il nostro tempo sul divano. Curiosamente questa corsa alla televisione a pagamento convive con la sempre maggiore insofferenza a pagare il canone RAI, ma qui entreremmo in altro tema.
Dicevo: mentre noi passiamo sempre più tempo le serate chiusi in casa, limitando le nostre uscite solo al venerdì o al sabato dove ci rimbambiamo di superalcolici alla frutta pagandoli dieci volte il loro valore, durante la settimana le nostre strade e piazze vengono occupate da nuove figure: gli stranieri.
Non voglio entrare nell’intricato tema dell’ordine pubblico, qui non parlo di spaccio ed altre forme di delinquenza ma di semplici presenze. All’inizio citavo l’esempio della cittadina balneare; ora che i turisti sono andati via durante la settimana le poche presenze che passeggiano di sera sulla via principale o sul lungomare sono tutti cittadini Indiani, del Bangladesh e qualche Nordafricano. Gente che dopo aver cenato ha voglia di uscire a passeggiare per un po’, incontrare qualche connazionale, magari dimenticare la pessima giornata trascorsa, insomma, sono “noi trent’anni fa”. Noi che oggi non usciamo più perché abbiamo altro da fare, perché siamo troppo stanchi, perché non troveremo nessuno per fare due chiacchiere, perché abbiamo paura.
L’ultima ragione è figlia dell’evoluzione (o sarebbe meglio dire involuzione?) che abbiamo avuto in questi anni; è inutile nasconderci dietro un dito, anche nella mia ridente località balneare i problemi ci sono, solo poche notti fa c’è stata l’ennesima zuffa tra Albanesi e Marocchini con tanto di ferito per accoltellamento. Zuffa che non si può associare alle strade deserte perché queste cose accadevano anche in piena estate, il delinquente rimane tale 365 giorni l’anno.
Gli stranieri per bene ci stanno mostrando che se vogliamo le nostre città sono ancora vivibili di sera; uscire si può, guidati dal buon senso di non mettersi nei guai, senza l’obbligo di dover andare a farsi spennare in un locale alla moda ma semplicemente facendo una passeggiata (anche soli 10 minuti) vicino casa o nella nostra piazza preferita. Ogni tanto spegniamo anche questo monitor che stiamo guardando, chiamiamo chi abbiano vicino (moglie, marito, figli…) oppure telefonate a qualche amico e ditegli:-” Andiamo a fare due passi”-.

Immagine: Piazza Unità d’Italia (Trieste) da Wikimedia.

Share

, , , ,