Una serata in osteria

L’immagine notturna inserita come introduzione a questo post mostra l’ingresso dell’Osteria di Nonta, una minuscola frazione (diciamo pure Borgo) con meno di 30 abitanti del comune di Socchieve (Udine). L’osteria è gestita dai coniugi Picotti, ovvero il signor Gianni, un simpatico personaggio dal passato avventuroso (ex marinaio) e la moglie Elvira, silenziosa e geniale padrona della cucina.
Questa coppia dimostra ancora una volta come, in certi casi, destino e passione possano superare le logiche delle “programmazioni aziendali” o anni di studio in uno specifico settore. Come detto Gianni è un lupo di mare “costretto” a prendere il timone dell’osteria ereditata dai genitori, Elvira ha una formazione da segretariato d’azienda, insomma… due persone che tutto portano nella loro storia fuorché la ristorazione.
Eppure se volete gustare i sapori della cucina carnica preparati con la maestria dei grandi chef è proprio qui che dovete andare. Il locale è piccolo, rustico, non ci sono fronzoli come è giusto aspettarsi da una osteria, ma il menù non è mai il piattone di pasta più bisteccona stile “sfamiamo il camionista” ma un susseguirsi di portate, dall’antipasto al dolce, che ti accompagna nella scoperta della tradizione di questa terra unita ad un pizzico di creatività.
La prenotazione è d’obbligo ed il menù non è “trattabile”, ogni volta è una piacevole sorpresa condizionata (grazie al cielo) dai prodotti disponibili al momento nell’orto coltivato dalla signora Elvira e dalla generosità della natura del luogo con i suoi funghi e le gustose erbe spontanee. Tra le “cose buone” che l’osteria può offrire segnalo i cjarsons, una pasta ripiena simile ai ravioli dove dolce e salato convivono in perfetta armonia, nel ripieno  possiamo trovare ricotta, marmellata, cioccolato, uvetta, erba cipollina, ecc… gli ingredienti possono essere diversi, ogni cuoco ha il suo segreto. Oltre i cjarsons troviamo il frico (una frittata di formaggio e patate) i gnocchi con gli sclopit (silene vulgaris…se a qualcuno ricordano qualcosa), gli arrosti,i formaggi, le verdure cotte, tutto insaporito dalle misteriose erbette, ed i dessert come i semifreddi e le crostate dai sapori delicati.
Una cena all’Osteria di Nonta può venir allietata anche da un’inaspettata e gradita sorpresa; come detto l’ambiente è piccolo e bisogna prenotare il tavolo, all’arrivo ci si può trovare in compagnia di alcuni sconosciuti che, dopo un paio di bicchieri di vino e gli interventi del signor Gianni tanto sconosciuti non lo sono più. Sabato sera ci sono capitati tre ragazzi di Firenze! Domanda:-”ma come diavolo siete capitati a Nonta?”- Risposta:-”Siamo in vacanza e nell’albergo dove alloggiamo ci hanno consigliato di venire a mangiare qui”- (Tipico).
Ovviamente la serata è passata nel tradizionale clima da osteria: barzellette rigorosamente sozze e critiche feroci al mondo della politica (in entrambi i casi i Fiorentini sanno farsi valere).
Al termine, mentre rientravamo verso casa, ci è preso un velo di malinconia al pensiero che quando i coniugi Picotti non avranno più le forze per continuare il loro lavoro un altro tassello di tradizione e sapori sparirà. I loro figli sono inseriti nel mondo del lavoro moderno…non ci sarà continuità.

Nota conclusiva: sembra proprio che in questo 2010 il rapporto tra le cene ed i miei vestiti non sia proprio idilliaco. Forse per una forma di presentimento mi ero tolto la felpa e l’avevo appoggiata sullo schienale della sedia cert>o di averla messa al sicuro. Niente di più sbagliato! L’amico che stava seduto di fronte a me ha rovesciato un bicchiere di vino, vino che ha sfiorato il sottoscritto ma che ha macchiato la manica sinistra della felpa (vedi foto).
Speriamo che il 2011 sia più tranquillo in questo senso, nel frattempo per le prossime cene vedrò di procurami uno scafandro da palombaro.  😉

20 pensieri riguardo “Una serata in osteria

  • 11 Ottobre 2010 in 17:28
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    Felpa invinata , felpa rovinata ( che ti credevi??? ). Se vado lì e dico che mi ha mandato il Caigo, mi faranno lo sconto? E a proposito del frico : il mio è insuperabile! Altro che frittata di patate, ma come lo hai descritto? Sacrilegio.

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  • 11 Ottobre 2010 in 17:32
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    Era rosso il vino??Se sì lo sai bene che porta fortuna(alla lavanderia)*****
    Però per un convivio così…vale la pen(n)a…
    ahhhaaaahhaaaaaaa…ciao Giorgio.
    Bacio,Gilda 😆

    Risposta
  • 11 Ottobre 2010 in 20:29
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    @ aleph: Lo sconto lo hanno già fatto a me, se ti preseti a mio nome ti mettono il sopraprezzo per recuperare la differenza. 😉
    Frico: ho scritto “frittate di formaggio e patate”, non è corretto? Mi appello alla clemenza della corte! Se poi ci riveli anche il segreto del tuo successo con il frico qui troverai eterna devozione (gli affamati e i golosi in questo blog sono di casa).
    @ kinderella.lilla: La fortuna è stata dalla mia parte. Felpa lavata e stirata tornata come nuova!
    @ ReAnto: Una goduria! 😀
    @ leonardo: Gnam! Io stasera ho cenato con del delizioso salame comprato qui.

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  • 11 Ottobre 2010 in 21:55
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    Bel racconto coinvolgente! Non è un lavoro facile se alla base non c’è passione!
    Anch’io ne conosco…locali al “varco”…figli falsamente impostati…8O
    GODIAMOCI QUELLO CHE OFFRONO…..stimolando i giovani che solo loro devono
    poi decidere! 🙂
    Notte buona 😀

    Risposta
  • 11 Ottobre 2010 in 22:00
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    He he, conosco la zona, si mangia molto bene. Io mangio poco e faccio sempre brutta figura, tutti pensano che non apprezzi ma confermo: tutto molto buono.

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  • 11 Ottobre 2010 in 22:07
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    @ lisa.friends: Più che d’accordo, godiamoci quello che offrono e speriamo bene per il futuro.
    @ mex: Orsù scricciolina mangia un pochino di più. Quando è buono…

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  • 12 Ottobre 2010 in 23:00
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    Blu passi da me che ho un problema nel blog..per favore: 😥

    Risposta
  • 13 Ottobre 2010 in 19:07
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    Gasp… ti sto leggendo immediatamente prima di cena… e la cosa mi mette un certo languorino… ma Udine è lontanissima per arrivarci per cena! Sei un terrorista gastronomico! 😆

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  • 13 Ottobre 2010 in 20:40
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    @ Calypso: Per un attimo mi avevi spaventato. Letto, commentato e…grazie ancora.
    @ Diana: Lo so, sono crudele e me ne vanto. 😉

    Risposta
  • 13 Ottobre 2010 in 22:19
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    Strani questi cjarsons, mi piacerebbe assaggiarli.

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  • Pingback:La Dolce Vita: Enjoy Life’s Sweet Pleasures with 170 Recipes for Biscotti- Torte- Crostate- Gelati- and Other Itali | theitalyphile

  • 15 Ottobre 2010 in 21:28
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    @ zago: magari con una vacanza in Carnia.
    @ La dolce vita: Ecco…ci mancava solo il libro di ricette inglese 🙄

    Risposta
  • 18 Ottobre 2010 in 22:32
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    Io sapevo che togliere le macchie di vino si toglievano con l’ aceto bianco…ma non sono sicura…Che bel posto e che certe tradizioni stanno scomparendo..io li tengo care alcune ricette in un book e di alcune sono stragelosa..Dio a chi li sa…E poi ci copiano all’estero..Io lavorando in questo campo da più di Dieci anni..ho visto Italiani cucinare suole e vere suole da cavallo solo per dire che Italiano …e farlo pagare il doppio..ho visto tedeschi che cucinano meglio degli Italiani, ci mettono passione ed ho vistoa ltri tedeschi che non sanno neanche cosa sia la pizza e pensano che sia una pasta con sugo e tanti spaghetti sopra ..non scherzo..Ma so ancora fare i ravioli ripieni vecchio stile con gli amaretti e la zucca, ed un vero tirami su con il mascapone e non con il budino ed una bella cucchiata…so cosa vuol dire lardar la carne e so fare una bella pancia di maiale ripiena alle erbe trifolate…gusto , qualita e freschezza sono i avnatggi di una buona ristorazione senza questi tre principi ho visto molti ristoranti non vivere neanche tre anni perchè esiste molta concorrenza…ed i mc donald ed i cinesi offrono miglior prezzi..preferisco se avrei il mio ristorante una bella “cuccia ” con crema di fragole ed un souffle alla cioccolata che un finto filet strafitto e chiamato opera italiana:-) Ci sarebbe tanto da dirne…qualche girono ci faccio un post.Ultimamente lavoro..in un ristorante cinque stelle..è fatto ababstanza bene..e va solo per quei principi, freschezza, qualità e prodotti di classe…e gusto. :mrgreen:

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  • 18 Ottobre 2010 in 22:41
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    @ Calypso: Ho salvato la felpa lavando subito la manica sotto acqua corrente. Poi a casa “lavaggio completo”, è andata bene.
    Mi stai torturando con tutti questi dettagli culinari. GNAM!!! 😀

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  • 18 Ottobre 2010 in 22:46
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    Notte Blu! Belal questa pausa e venirvi a legegrvi con calma tutti..di scrivere non ho tempo e voglia..ma almeno leggere mi rilassa e poi mi avete dato tanto che un po’ di tempo a dedicarlo a voi non si nega..Ma qualè è il tuo blog preferito? Son curiosa… 😆

    Risposta
  • 18 Ottobre 2010 in 22:48
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    Il post è già pronto, aspetto qualche giorno e poi lo pubblico. Tranquilla ti avverto.
    Notte 😀

    Risposta
  • 27 Luglio 2012 in 23:37
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    Un posto veramente bello!
    peccato i prezzi da ristorante, mi meraviglio che i figli non restino a fare il lavoro dei genitori..

    Risposta
  • 1 Agosto 2012 in 21:44
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    @ Cristian: È un lavoro dove ci vuole passione. I figli hanno intrapreso i loro studi che li hanno avviati verso altre professioni. Tutto (tristemente) qui….

    Risposta

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