SOLILOQUIO A MEZZA VOCE – Liala

– Ti stai annoiando – osservò la ragazza che gli si allungava vicino sulla sabbia calda di quel paese della Versilia. E Silvio Dorena, sbirciando la fanciulla seminuda rispose: Mi sto annoiando maledettamente.
L’altra si levò, di scatto: – Non sei gentile…Perché non sono gentile? – egli domandò, indifferente. La vide bruna e brunita, ben fatta, seminuda. Bella ma simile a troppe altre come lei. Graziosa ma uguale a tutte le altre ragazze che erano là, alla ricerca di un uomo da acciuffare.
La ragazza non parlò più, sdegnata. E Silvio Dorena continuò a fumare. Stava supino, un braccio sotto il capo, l’altro allungato, con la mano che sosteneva la sigaretta accesa. Fumava lentamente, il giovane e guardava in alto: guardava il cielo, o forse una nuvola ingenua e innocua e bianca che andava a passeggio lassù. Gli occhi dell’uomo, grigioazzurri, erano annoiati e svagati: il volto bruno, chiuso dalla noia. I capelli, scuri ma non neri, qua e là bruciati dal sole.
Egli teneva una gamba totalmente distesa: l’altra piegata. E la linea di quelle sue lunghe gambe era bella, virile, elegante. E tutto il corpo era così: bello, virile, elegante. Solo la bocca, chiusa, morbida, scontenta, aveva a tratti una dolcezza femminile o una scontrosità cattiva.
Io me ne vado… – disse la ragazza. Addio, bella! La guardò, quando ella fu in piedi. Le guardò prima le estremità inferiori: non belle, anche se le unghie erano laccate. Risalì con lo sguardo alle caviglie, ai polpacci, al ginocchio forte. Seguì la linea obliqua delle cosce. Incontrò il misero riparo d’uno stravagante due pezzi. Si fermò là dove un reggiseno celava poco. Guardò la bocca della ragazza: bella bocca ma volgare. Bocca avida. Come tutto il viso. Storse la bocca, girò la testa dall’altra parte. Un poco di sabbia che gli cadde su una spalla gli fece capire che la ragazza aveva mosso i piedi e se ne era andata.
Trasse un gran sospiro, continuò a fumare. E d’un tratto, come se rispondesse alla domanda di chi sa chi, si disse: « … e non ne ho proprio colpa io se sono saturo di questa gente, di queste donne, di questo nudo. Ho bisogno di altra aria, di altra gente, di altri sistemi… Non ne posso più di essere il maschio che attira le femmine: non ne posso più di essere guardato come un futuro amante generoso o un futuro marito altrettanto generoso.
Ne ho abbastanza di donne che si
concedono… ».
Era un figlio di papa, ma era anche un ragazzo che lavorava. Non aveva una laurea ma aveva una bella coltura. E, come il padre, s’andava facendo strada in uno stabilimento dove il Naylon produceva cose deliziose: dalle calze ai reggiseno.
Per il periodo di vacan
ze il giovane andava un poco qua e un poco là: portato dalla sua bella automobile chiara e veloce e portato anche da una irrequietezza che lo spingeva a cercare sempre un qualche cosa di inconfessato o forse anche di sconosciuto. « Questa sera me ne vado… Ne ho abbastanza di mare, di spiaggia, di donne poco vestite di uomini in slip. Mi vesto perbenino e filo… ». E mantenne la parola data a se stesso.
Andò al
l’albergo, non salutò nessuno che non lasciava nessuno di caro: e mentre tutta la folla si assiepava ai banchi dei bar, per bere aperitivi e per mangiare patatine salate, egli filava verso l’autostrada che da Viareggio l’avrebbe portato… Dove? Ci pensò un poco proprio all’ingresso dell’autostrada, quando l’uomo uscito dal suo sgabuzzino gli domandò: Per dove signore? Ma! – egli fece perplesso. E come l’uomo lo guardava interdetto, chiese: – Dove può andare, secondo voi, un uomo che è annoiato di spiaggia.
E l’altro sicuro:- Vado a Lucca. E’ una città silenziosa, dove al mare non si pensa, dove i nervi riposano. – Molte grazie – disse il giovane. E si avviò.

Grazie a Marta per il suo contributo al progetto 100 Righe. 🙂

10 pensieri riguardo “SOLILOQUIO A MEZZA VOCE – Liala

  • 19 Marzo 2011 in 20:11
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    Liala? un brano di Lila?! O è un caso di omonimia? Non ci posso credere! ^__^ Spiegatemi.

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  • 19 Marzo 2011 in 20:44
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    😯 Ma giorgio chapeau 😀 sono strabiliata ogni volta che leggo un tuo pezzo!
    Che dirti? Fine ed accorto narratore 😀 Non penso c’entri la Liala di romanzi rosa!
    Grandeeeeee 😀 😀
    Un abbraccio per un felicw week end…smackkkkk

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  • 19 Marzo 2011 in 21:20
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    Liala la leggeva mia madre. Magari questo libro ce l’ha ancora da qualche parte.

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  • 20 Marzo 2011 in 09:45
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    @ marta: Grazie a te per il contributo. 😀
    @ Diana: Questa Liala :mrgreen:
    @ gilda: He he… come ho precisato si tratta proprio della Liala scrittrice.
    Il senso di questo post è spiegato QUI 😉
    @ leonardo: Se possiede un’edizione originale ha per le mani un piccolo tesoro.Forse non dal punto di visto economica ma sicuramente da quello affettivo.

    Buona domenica a tutti.

    Rispondi
  • 20 Marzo 2011 in 20:08
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    Appunto… ma nona vrei mai immaginato che avresti postato un brano di Liala… scrittrice per signorine degli anni ’30… e che ho letto pure io… da adolescente… ^__^

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  • 20 Marzo 2011 in 21:14
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    Ti manderei anch’io qualcosa ma il mio rapporto con i libri non è mai stato un gran che.
    Ti andrebbe bene un testo scolastico o un fumetto? 😛

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  • 21 Marzo 2011 in 20:35
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    @ Diana: Per bilanciare il clima “rosa” creato dal Liala faccio un appello.
    Per il prossimo contributo al Progetto 100 Righe mandatemi un testo pregno di testosterone. Va bene anche un manuale di culturismo! 😛
    @ mex: Se per testo scolastico ti riferisci a Promessi Sposi e simili se ne può anche parlare. Fumetti no…non sono attrezzato allo acopo.

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  • 21 Marzo 2011 in 21:16
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    Bastano 100 righe tratte da “Venere in pelliccia” di Leopold Von Sacher-Masoch…

    Rispondi
  • 21 Marzo 2011 in 21:30
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    @ Diana: Masoch…. quello del masochismo. E’ tutto un programma! 😆

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