Una settimana a New York (seconda parte)

La prima vera giornata piena a New York si presenta fredda ma almeno non piove.
Ci dirigiamo verso Columbus Circle [punto 1 mappa] per dargli uno sguardo veloce (ci torneremo), l’obbiettivo per la mattinata è il Lincoln Center [punto 2 mappa] un’area dedicata allo spettacolo costruita negli anni ’60 non senza qualche polemica visto che andò a sostituire il gruppo di case popolari che avevano ispirato il musical West Side Story.
Oggi in quel punto sorge un complesso di teatri ed auditorium, è la sede di enti ed organizzazioni artistiche, una libreria pubblica ed una scuola di ballo, insomma, il paese dei balocchi per chi ama l’arte e lo spettacolo. L’importante, per chi vuole visitare seriamente quest’area, è non improvvisare; nel 2005 avevamo avuto la fortuna d’assistere (sempre di mattina) alle prove di un’orchestra e all’esibizione di una band in una delle piazze del centro. Questa volta ci è andata male, ci eravamo presentati alla biglietteria con l’idea di comprare i biglietti per un concerto (musiche da film) in programma alcune sere dopo ma i biglietti, purtroppo per noi erano esauriti da tempo.
Per “consolarci” dalla delusione decidiamo di andare a visitare il Museo di Storia Naturale. Non seguiamo la via più breve ma proseguiamo per una parte del tragitto lungo la Broadway meno conosciuta, [punto 3 mappa] quella lontana dai riflettori.
L’American Museum of Natural History [punto 4 mappa] è una vera e propria enciclopedia del pianeta terra. Una visita seria e completa è irrealizzabile nel corso di una sola giornata; noi siamo entrati alle 11 del mattino e siamo usciti quasi all’ora di chiusura (prima delle 18) ed in quelle ore non siamo riusciti a vedere tutto.
Posso ricordare velocemente le aree dedicate alle ricostruzioni degli habitat di piante ed animali di tutto il mondo, le sale dedicate all’antropologia, ai popoli antichi e non, le sale con pietre preziose e minerali, il modello di balenottera azzurra a grandezza naturale e la grande canoa del popolo Haida. Non vanno poi dimenticati i dinosauri, i preferiti dai bambini (“orde” di scolaresche affollano il museo) che hanno modo di vedere da vicino i protagonisti di tante loro fantasie rese celebri anche dai film (tra l’altro qui è stato girato Una notte al Museo con Ben Stiller).
Terminata la visita al museo facciano ritorno in direzione Columbus Circle ma questa volta camminando all’interno di Central Park; l’occasione per incontrare qualche scoiattolo e guardare (da fuori) i residence lungo Central Park West dove abitano numerosi…vip (il San Remo, il Dakota, ecc..).
Intorno alle ore 20 raggiungiamo il Winter Garden Theater [punto 5 mappa] per comprare i biglietti dello spettacolo Mamma Mia!, questa volta non vogliamo rischiare di trovare la biglietteria chiusa (vedi post del 29/04).
Qui la storia prende una piega…inaspettata.
Il pubblico sta già entrando per lo spettacolo, noi ci avviciniamo alla cassa ed osserviamo il tabellone con lo schema dei posti a sedere ed i prezzi; dopo un breve consulto optiamo per la soluzione mezzanine, defilata ma economica (86 dollari).
Mi presento alla cassiera (carina) e chiedo 3 biglietti per uno spettacolo in una delle prossime serate. Risposta: tutti esauriti! Succede tutto in un attimo, mi giro per dare la ferale notizia ai miei compagni quando vengo avvicinato da un tipo che mi propone gli stessi biglietti a 50 dollari. Mi volto verso la cassiera che mi fa cenno di no con la testa.
Mi scappa un “mavaffa” al tipo che nel frattempo viene agganciato ed allontanato in malo modo da un addetto del teatro, poi incontro nuovamente lo sguardo della cassiera che prima mi fa il segno di “tutto ok” e poi mi fa cenno d’avvicinarmi alla cassa. Mi dice che sono ancora disponibili alcuni posti nella sezione orchestra (quelli da 125 dollari) e me li propone a 75 dollari.
Affare fatto! Prendiamo i biglietti e veniamo accompagnati ai nostri posti, più che un teatro un salotto! Ci accomodiamo nelle nostre comode poltrone e ci godiamo lo spettacolo.
Uno spettacolo di altissima qualità. 😀

 

I post di “Tre Veneti a Central Park” e “Una settimana a New York” sono collegati tra loro dal tag “viaggiatori”.

2011_new york_1

8 thoughts on “Una settimana a New York (seconda parte)

  • 6 Maggio 2011 in 21:41
    Permalink

    @ camu: Uno spettacolino fuori programma da ricordare.
    ps: Hei! Il tuo hosting fa i capricci?
    Leggo al tuo link: This account has been suspended.
    Either the domain has been overused, or the reseller ran out of resources. 😕

    Rispondi
  • 6 Maggio 2011 in 22:08
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    Bravi, bravi! Andate in america a fare i provoloni con le cassiere! 😛
    Che belli i Musical!!!

    Rispondi
  • 7 Maggio 2011 in 17:01
    Permalink

    Ma quanto è grande questo museo per non essere riusciti a vederlo tutto? 😯

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  • 8 Maggio 2011 in 21:48
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    Bentornati, interessante questo diario di viaggio a puntate.
    Potrebbe tornarmi utile, spero.

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  • 9 Maggio 2011 in 21:15
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    @ mex: Gelosa? 😉
    @ leonardo: Di preciso non te lo so dire, sicuramente sono 4 piani colmi di scienza.
    @ dexter: Ben ritrovato. E allora speriamo ti torni veramente utile 🙂

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  • 10 Maggio 2011 in 14:54
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    Una curiosita’, ma il museo di Storia naturale è quello del film una notte al Museo? Ci sono le ricostruzioni ambientali della storia del continente americano dai nativi ad oggi? A vederle nei film o documentari, sembrano molto Kitch, pero’, soprattutto per i bambini deve facilitare l’apprendimento…
    L’hai visto il planetario?

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  • 11 Maggio 2011 in 00:31
    Permalink

    @ semplice: Si il museo è proprio quello del film.
    Alcuni contenuti possono apparire effettivamtne un po’ kitch ma per i bambini è una vera miniera d’oro, non a caso fuori del museo si trovano letteralmente decine di bus scolastici.
    Il planetario non l’abbiamo visto. Questo ed il cinema 3D si pagava a parte ma soprattutto aveva orari d’ingresso prestabilii. Come ho detto non siamo riusciti a vedere tutto, una visita “seria” a simili strutture va programmata per tempo e qualcosa va comunque sacrifcato.

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