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Una settimana a New York (sesta parte)

Oggi è un giorno speciale, incontreremo camu di duechiacchiere.it, un Italico giovanotto che da qualche anno si è trasferito negli States e lavora in un college nel Bronx.
Lo raggiungeremo verso le 12 e gli consegneremo A MANO la mitica penna di blumannaro.net, un privilegio riservato a pochi…vip.
Visto che abbiamo un po’ di tempo decidiamo di fare un po’ di strada a piedi attraversando Central Park.
Raggiungiamo la Bethesda Terrace [punto 1 mappa], uno degli angoli più belli e conosciuti del parco, regno degli artisti di strada e musicisti (video a fine post) ha nell’omonima fontana il suo pezzo forte. In questa occasione la fontana era “a secco “ per manutenzione ma nel viaggio precedente l’avevamo vista nel pieno della sua attrazione: c’erano degli sposi (orientali) con tutti i loro invitati e si stava anche allestendo un set (cinematografico?).
Personalmente di quella zona il punto che preferisco è il Bow Bridge, un ponte in ghisa progettato da Calvert Vaux che taglia in due uno dei numerosi laghi del parco.
Ci prendiamo una pausa-panchina per ascoltare un po’ di musica ed una pausa-ponte per assaporare la natura, poi usciamo dal parco all’altezza del Museo di Storia Naturale [punto 2 mappa] prendiamo la metro che ci porterà nel Bronx.
Dopo circa 40 minuti di viaggio arriviamo quasi a destinazione [punto 3 mappa], sottolineo “quasi” perché una volta usciti dalla metro avremmo dovuto vedere il college nelle immediate vicinanze ed invece buio pesto! Ci bastano pochi istanti per capire che non ci troviamo nel posto giusto. Apriamo e consultiamo la cartina per cercare di capire dove ci troviamo quando ci si avvicina un uomo che ci chiede se abbiamo bisogno d’aiuto; scambiamo qualche parola ed alla fine, per semplificare il tutto, si offre di accompagnarci a destinazione. Circa un chilometro e mezzo di strada che il nostro”salvatore” occupa raccontandoci metà della sua vita (un Montenegrino emigrato da meno di 10 anni, ecc…).
Piccola nota: questo episodio di cortesia Newyorchese non è un caso isolato, nei giorni precedenti ci avevano offerto il loro aiuto una vecchietta prima ed un uomo con una bambina poi. In entrambi i casi l’offerta ci era pervenuta mentre stavamo consultando la cartina della città.
Finalmente incontriamo camu che gentilmente ci fa visitare il college, una scuola con la “esse maiuscola”, moderna, pulita e gradevole. Entriamo ed usciamo dai vari padiglioni sbirciando ammirati le varie aule e pure un attrezzatissimo studio televisivo ottenuto a prezzo super-favorevole dalla Sony (comunque molto costoso). Ora non ricordo bene, ma credo che lo studio fosse stato usato per dei servizi/collegamenti dall’Iraq (?) ed una volta finito il suo scopo, grazie all’interessamento di un personaggio legato al mondo dello spettacolo, installato presso il college.
Per la cronaca durante la nostra visita si stava registrando un’intervista ad un personaggio che lavora a Broadway (musical), intervista che sarebbe stata poi trasmessa da una televisione locale. Lo staff tecnico che lavorava nello studio era composto quasi esclusivamente da studenti, una bella “palestra” chi aspira a lavorare in quel mondo. L’incontro con camu è stata l’occasione per fare una bella chiacchierata sulle differenze tra l’Italia e l’America, differenze su scuola, lavoro, ecc… “il vivere quotidiano” per capirci, non solo l’aspetto turistico e di costume che troviamo discusso in tanti blog o in televisione. Per approfondire la cosa consiglio di leggere qualche vecchio post di camu dove tratta questi temi.
Non mi dilungo oltre sul nostro incontro, vi basti sapere che, presi dalle nostre argomentazioni, ci siamo scordati di fare anche una solo foto del posto! Neppure quella della mini-cerimonia per la consegna della penna mentre mangiavamo dei super panini in una delle mense del college!
Sazi di cibo ma non di conoscenza (il tempo è sempre troppo poco) salutiamo il nostro amico e riprendiamo la metro che ci riporta giù a Manhattan. Oziamo per qualche minuto all’angolo dove la Fifth Avenue incrocia Central Park [punto 4 mappa] con il sottofondo di un artista di strada impegnato in una session di batteria….di pentole e fusti di plastica, poi ci alziamo ed entriamo nei due negozi più caratteristici di quell’angolo di Manhattan: prima nell’Apple store a forma di cubo (in realtà è sotterraneo, il cubo è solo l’ingresso), poi da FAO Schwarz, il famoso negozio di giocattoli. Il pianoforte “a piedi” (mia vecchia foto) reso celebre anche dal film Big con Tom Hanks non c’è più, in compenso se vi avanzano 24,999 dollari potete portarvi a casa uno dei 10 esclusivi calcio balilla di Barbie.
Terminata la nostra visita al negozio riprendiamo la nostra passeggiata sulla Fifth Avenue e cammina cammina…. arriviamo sotto L’Empire State Building.
Il sole sta tramontando, può essere l’occasione per fare qualche bella foto, così decidiamo di salire affrontando le varie gogne del caso. A) La coda per comprare i biglietti con cassiera che rifiuta i coins (monetine) costringendoci a ricontare i soldi che avevamo già preparati giusti e precisi! (Eppure “loro” ci sommergono di monetine di resto…mah). B) Coda per i controlli di sicurezza, praticamente veniamo denudati (più o meno) e scannerizzati come in aeroporto. C) Coda per foto ricordo da comprare una volta terminata la visita all’Empire (col piffero!) D) Salita, parte in ascensore, parte a piedi in compagnia di orde di Italiani (Veneti in particolare), per qualche istante sembra di trovarci in Piazza del Santo a Padova e non a Manhattan.
I nostri sacrifici vengono comunque ripagati dal panorama visibile dalla terrazza dell’Empire. Anche oggi possiamo considerarci soddisfatti della nostra giornata.

 

I post di “Tre Veneti a Central Park” e “Una settimana a New York” sono collegati tra loro dal tag “viaggiatori”.

2011_new york_5

20 pensieri riguardo “Una settimana a New York (sesta parte)

  • 20 Maggio 2011 in 18:13
    Permalink

    Il resoconto del vostro viaggetto sta riuscendo proprio bene. Le foto di questa puntata poi mi piacciono particolarmente.

    (Ma il biliardino di Barbie? 😯 )

    Rispondi
  • 20 Maggio 2011 in 18:35
    Permalink

    Quel tipo che guarda verso l’orizzonte dal Bow Bridge credo d’averlo già visto da qualche parte. 😉

    Rispondi
  • 20 Maggio 2011 in 20:49
    Permalink

    @ Ross: Visto che roba? In questo si trova sempre qualcosa di molto particolare.
    In passato ricordo i soldati di star wars grandezza naturale, per non parlare poi dei classici peluches pure loro a grandezza naturale.
    Ce l’avresti lo spazio per un orso bianco lungo oltre due metri?
    @ Sig. Giovanni: Deve essere quel tipo che ha mangiato i tuoi ovetti di cioccolato a pasqua. 😛
    Complimenti per l’ottima vista!

    Rispondi
  • 20 Maggio 2011 in 21:21
    Permalink

    Orca ciò…stì Padoani i zè dapartuto 😆
    Complimentoni Giorgio,sia per la minuziosa descrizione che per le
    stupende foto 🙂
    (Bello il biliardino rosso…)
    Ciao fine narratore 😀 buon week end 😀

    Rispondi
  • 20 Maggio 2011 in 22:14
    Permalink

    Belli! Questi post sono da stampare e conservare come guida turistica.
    Ciao Caigo.

    Rispondi
  • 21 Maggio 2011 in 10:12
    Permalink

    Sempre più interessante . . . specialmente per una come me che difficilemente prenderà mai un aereo! 🙂

    Ciao, R

    Rispondi
  • 21 Maggio 2011 in 14:39
    Permalink

    @ gilda:I ze proprio dapartuto.
    Buon week end anche a te.
    @ oregon: Beh…grazie e ben ritrovato oregon.
    @ fioredicactus: Mai dire mai…chissà che in futuro non mi capiti di leggere qualche tuo racconto di viaggio. 😀

    Rispondi
  • 22 Maggio 2011 in 00:56
    Permalink

    Scappa scappa ma tanto ti ritroviamo!
    La prossima volta che vai in America mi compri il biliardino della Barbie? 😛

    Rispondi
  • 23 Maggio 2011 in 15:30
    Permalink

    Ci stai dicendo quasi tutto… perciò rimando il viaggi a New York e cambio destinazione! Ah ah! Buon lunedì!

    Rispondi
  • 23 Maggio 2011 in 23:29
    Permalink

    Bello il video musicale, meritava una registrazione più lunga.

    Rispondi
  • 25 Maggio 2011 in 18:20
    Permalink

    @ mex: Biliardino? Ti piacerebbe eh!
    @ Diana: Allora aspetto di conoscer le tue destinazioni così potrò evitarle io visto che m’informerai dettagliatamente dei segreti del luogo. 😉
    @ leonardo: Sono immagini prese al volo, la registrazione era più lunga ma ho tagliato le parti delle “chiacchiere” (stavano provando).

    Rispondi
  • 25 Maggio 2011 in 22:21
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    Bhe, c’è anche un’altra soluzione: quella di fare gruppo ed andarci tutti insieme così evitiamo di raccontarci! Bionsoir!

    Rispondi
  • 26 Maggio 2011 in 21:23
    Permalink

    @ Demetraseele: Gnammm! Grazie ! :mrgreen:
    @ Diana: Ottima soluzione!
    Però non credo che finiremmo di raccontarci, probabilmente dopo qualche tempo finiremmo per dirci: “Hei! Ti ricordi quella volta che…..”
    E giù a raccontarci. 😀

    Rispondi
  • 27 Maggio 2011 in 01:49
    Permalink

    mannaggia, siamo già alla sesta puntata e io devo ancora leggerle tutte.
    Per il momento trovo molto interessante la risposta che hai dato a Diana 😀

    Rispondi
  • 27 Maggio 2011 in 14:20
    Permalink

    O ricordi sono parte dei viaggi, e raccontarli pure… altrimenti che li faremmo a fare?! Buon fine settimana!

    Rispondi
  • 27 Maggio 2011 in 21:14
    Permalink

    @ il THeO: I post non hanno scadenza come le mozzarelle, puoi leggerli con calma.
    Per la “risposta” passo da te.
    @ Diana: Il raccontarsi è la ciliegina sulla torta. Buon fine settimana anche a te. 😀

    Rispondi
  • 2 Giugno 2011 in 01:39
    Permalink

    Con la cenere sparsa sul capo ed in ginocchio sui ceci, arrivo in ritardo a commentare questo post. Sono al momento moooolto più impegnato di quanto possa sembrare (si vede anche dalla mancanza di post sul mio blog eheh) Grazie per la bellissima pagina dedicata alle piacevoli ore passate insieme, che ho avuto modo di rivivere nella tua descrizione. Peccato per la foto, vedremo di rimediare la prossima volta 🙂

    Rispondi
  • 3 Giugno 2011 in 17:02
    Permalink

    @ camu: Grazie a te per averci accompagnati in questa bella esperienza 😀

    Rispondi

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