Una settimana a New York (settima e ultima parte)

Gli ultimi due giorni a New York sono all’insegna del brutto tempo, l’occasione buona per entrare in qualche museo.
Cominciamo con il Guggenheim che raggiungiamo a piedi [punto 1 mappa] dopo un’umida passeggiata (siamo tenaci…noi).
Non abbiamo foto delle opere esposte in questo che, anche per l’originalità della sua forma, è uno dei miei musei preferiti, ma posso garantirvi che è impossibile non uscire soddisfatti.
Le opere sono belle, la struttura è ordinata e l’audio-guida chiara e abbastanza capillare. I movimenti artistici trattati sono numerosi: bauhaus, astrattismo, surrealismo, impressionismo, ecc… In particolare abbiamo trovato interessante la sezione dedicata al futurismo con opere anche dei nostri Gino Severini e Umberto Boccioni (quello dei 20 centesimi). Abbiamo pure scoperto che molti artisti di questa corrente sono morti prematuramente in guerra spinti dalla loro ideologia…ma questa è un’altra storia.
Terminata la visita al Guggenheim abbiano “pranzato” a base di hot dog (deliziosi…effetti della fame) e lentamente siamo rientrati verso sud seguendo Park Avenue, una strada sicuramente “in”; con numerose scuole, un paio di ospedali e residence pieni di lussuosi ambulatori.
Rientrati in hotel (meteo inclemente) ci siamo fatti una scorpacciata di tivù scoprendo che: A) la pubblicità, salvo quella dei prodotti “top” ben conosciuti anche da noi, è di modesta qualità. Molti spot trasmessi dalle nostre emittenti locali sono sicuramente più raffinati di quelli visti in questa occasione. B) Si vendono prodotti che da noi sarebbero guardati con diffidenza come un super-sacchetto-della-monnezza da eleggere come simbolo della NON-raccolta differenziata. C) E non dimentichiamo poi la tivù-deficente con un programma in versione demente della nostra Paperissima. Abbiamo visto un video dove un ragazzo completamente nudo cercava d’entrare di corsa in un campo da tennis durante un incontro; sottolineo “cercava”perché il tipo si è schiantato contro la parete di plexiglas trasparente a bordo campo. Un altro se ne stava seduto a cavalcioni di un scivolo da giardino e si faceva investire i gioielli di famiglia da una pesante palla medica. Contento lui.
La mattina seguente raggiungiamo il MoMA (Museum of Modern Art) [punto 2 mappa], scelta obbligata visto che abbiamo solo la mattina libera (si torna a casa) ed è il più vicino al nostro hotel.
Questo è sicuramente il museo dei contrasti, a partire dalle opere esposte. Troviamo lavori di Dalì, Picasso, Kandinsky, Matisse, Van Gogh, Pollock, ecc… ma anche la Vespa, il tabellone degli orari dei voli aerei, la parete di una casa in legno….tutti oggetti che non possiamo definire arte ma costume, storia, pagine della recente evoluzione dell’uomo. Un paio di aspetti negativi mi sono rimasti impressi; l’audio-guida in Italiano funzionava solo al quinto piano (Il Guggenheim ci aveva trattato meglio) e l’organizzazione del traffico dei visitatori non era proprio il massimo. Per fare i biglietti, depositare borse e giacche, raccogliere info e le audio-guide siamo stati costretti a seguire uno strano percorso che faceva incrociare le fila di persone in modo…confuso. A parte questo aspetti il museo rimane uno dei passaggi imperdibili per chi vuole visitare New York.
Chiusa la parentesi MoMA mestamente abbiamo preso la via verso l’hotel e da li in taxi abbiamo raggiunto l’aeroporto. La procedura d’imbarco è stata più semplice di quell’andata; abbiano sempre fatto lo spogliarello ma poi niente code ed interrogatori. Forse avevano fretta di cacciarci a casa!
Il volo di ritorno è anche un po’ più stressante , si vola di notte ed in teoria si dovrebbe dormire ma tra il rumore dei motori ed i sedili non proprio comodi già il termine riposo risulta generoso.
Quando atterriamo a Venezia è già tardi mattinata. Gli Americani in arrivo si riconoscono dall’occhio eccitato; il nostro, quello degli Italiani è un po’ stanco e mostra anche un piccolo segno di malinconia. Malinconia che sparirebbe riprendendo il volo ma questo non è possibile…per questa volta.

 

Appendice
Trasporti. Abbiamo due possibilità, taxi e metropolitana.
Usare l’una o l’altra possibilità oppure entrambe è una scelta che fa fatta tenendo conto di quanti siamo, quanta strada dobbiamo percorrere e quante volte avremo bisogno di spostarci con uno di questi mezzi.
Se avete buoni piedi ed il vostro hotel si trova in una posizione strategica (centrale) userete molto poco i mezzi pubblici. Vi serviranno solo per allontanarvi dall’hotel al mattino visto che, scegliendo i percorsi con cura rientrerete a piedi in hotel.
Tenete presente che una corsa in metropolitana costa $ 2,5, una corsa in taxi viene circa $10 per una breve tratta (si ammortizza “a taxi pieno”) ma si raddoppia se volete ad esempio salire verso Harlem. Non conviene assolutamente se volete fare delle uscite nel Bronx o a Brooklyn dove la metro vince. La metro stravince se ne farete largo uso comprando la Metrocard, tenete presente che, alle tariffe odierne, questa tessera in versione settimanale costa $ 29 ammortizzabile in 12 corse (soluzione da valutare caso per caso).
Con un costo di $ 50/60 vi fate portare dall’aeroporto Kennedy al vostro hotel (e viceversa) mentre con treno+metro il prezzo diventa $ 7,5 a persona, da valutare pro e contro non solo del prezzo ma anche della “gestibilità” del trasferimento.
Pasti. Colazione: pasticceria tradizionale $ 50 in tre, catena Starbucks $ 20 con prodotti analoghi.
Pranzo/cena a meno di non volersi togliere qualche sfizio vanno bene le catene come Deli o Sbarro dove trovate un po’ di tutto pagandolo a peso. Ad esempio con $ 7,5 a libbra (453,59 grammi) mediamente pagavamo $ 15 a testa. Un hot dog per strada costa $ 2, buono ma da evitare come pasto quotidiano per tutta la permanenza in città.
Qui un vecchio post che riassume le mie precedenti esperienze di viaggio a NY

2011_new york_6

18 thoughts on “Una settimana a New York (settima e ultima parte)

  • 27 Maggio 2011 in 19:10
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    Sei speciale nelle meticolose descrizioni,leggerti è come vedere un film!
    Più che il MOMA,mi piacerebbe visitare il Guggenheim,dev’essere molto bello!
    Ciao giramondo…t’invidio un po’…ho amici che vivono a Manhattan,una mia carissima amica ha la cattedra di “storia dell’arte anchica”alla Columbia University e m’invitano tutti gli anni,ma non mi arrischio a fare lunghi viaggi!Ah mannaggia agli acciacchi!

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  • 27 Maggio 2011 in 19:37
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    Grazie di averci portato insieme a te in questo bel viaggio.
    Posso scaricarmi qualche foto come ricordo? 😀

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  • 27 Maggio 2011 in 21:19
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    @ gilda: Sono passato davanti alla Columbia University la prima volta che sono stato a NY.
    Se mi avvertivi potevo portare un’ambasciata alla tua amica. 😉
    @ mex: Prego. Le immagini sono a disposizione di tutti, fa pure.

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  • 27 Maggio 2011 in 23:42
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    Bella chiusura, e c’è pure l’appendice con i costi per gli spostamenti e i pasti! 😀 😀

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  • 28 Maggio 2011 in 00:39
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    Uao, il MoMA… un concentrato di arte e di genio e una degna chiusura per questo racconto turistico. Grazie per il viaggio interessante che ci hai fatto vivere! 🙂

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  • 28 Maggio 2011 in 13:35
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    @ marta: Così il pacchetto è completo! :mrgreen:
    @ Ross: Grazie a te, spero di aver fatto un buon lavoro 🙂

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  • 28 Maggio 2011 in 14:00
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    Caspiterina vi siete visti due grandi Musei…peccato che il tempo era…nuvolo…alla fine avete visto tantissime cose… e vi siete divertiti l’importante e quello e cosa ti sei portato da questo viaggio e cosa hai lasciato?Un bacino… 🙄

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  • 28 Maggio 2011 in 21:50
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    Ma ai musei americani se togli l’arte europea, cosa gli rimane….?

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  • 29 Maggio 2011 in 10:33
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    Ho letto questi articoli come fossero un romanzo, e adesso cosa ci proporrai?

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  • 30 Maggio 2011 in 20:52
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    @ Due Signori Musei! Del viaggio mi rimane il bel ricordo che sto metabolizzando un po’ alla volta. ps: Grazie dei commenti su Photoblucket. 😀
    @ semplice: Hai colto un aspetto interessante… l’arte Americana ha tanti bravi esponenti però le punte di diamante rimangono sempre quelle europee.
    Una cosa devo ricoscergli: L’arte è rispettata, curata e e ben proposta al pubblico. In questo noi siamo un passo indietro (parlo dell’Italia).
    @ Sig. Giovanni: Cosa propongo? Questo blog è un cantiere sempre aperto…vedremo. 😉

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  • 30 Maggio 2011 in 22:04
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    E’ per me una parte molto interessante quest’iltima dedicata all’arte… e invidio le tue visite ai musei più prestigiosi d’arte moderna. Accantono comunque le “dritte” sui trasporti e il riempimento dello stomaco… potrebbero tornare utilo… lo spero.

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  • 30 Maggio 2011 in 22:15
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    @ Diana: A questo punto allora conto di ricevere in futuro qualche dritta anche da te 😀

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  • 31 Maggio 2011 in 06:04
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    Ho fatto una figura 😆 a commentare nel tuo Photoshare senza sapere che spuntava sulla bacheca…su facebook:-) Vogliono tutti sapere chi sei…Un amico? Chi un amico? Blumannaro!Ehmm Giorgio Blumannaro..il tuo cognome da oggi è Blumannaro! 🙄 Ad una cena Domenica eri l’ argomento interessante:-) 🙄

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  • 31 Maggio 2011 in 06:07
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    Buon giorno sono sveglia..ieri sono crollata presto sto cucinando..un Hefezopf..sono sveglia….perché non fumo più..e che centra tu dirai..Alle nove dormivo e alle sei sono pimpante…quindi mi sveglio strana e qualcosa devo fare…cucino… :mrgreen:

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  • 31 Maggio 2011 in 20:13
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    @ Demetra: Giorgio Blumannaro!? 😆 Ok, andrò all’anagrafe a vedere se mi cambiano il cognome 😛

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  • 31 Maggio 2011 in 20:46
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    Me la chiesto un amico direttore di banca..che tanto come si dice entusiasto che avevo commentato da te… mi chiedeva chi eri…ed io guardando mio marito..Ma come non ti ricordi Blumannaro!!! 😉 :mrgreen: ..il mio amico delle penne a biro e così mi sono dovuta poi subire tutto l’album dei suoi viaggi a New york!:-) La moglie è una pessima cuoca,bellissima donna che ama i diamanti e le macchine d lusso ..quindi abbiamo ordinato in un ristorante tipo al cinese..e che volevano l’invito da me…tra due sabati sapendo che sono un ottima cuoca e lui mi adora..ed è anche il nostro testimone di nozze. 🙄

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  • 31 Maggio 2011 in 21:11
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    @ Demetra: Quindi tra i miei post e l’album del tuo amico ti sei fatta una doppia dose di New York!!! Ora ci vuole un po’ di sana campagna per disintossicarsi da questa overdose di metropoli! 😀

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