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4 SI’ “per quelli che passeranno” (più nota personale)

Dicono che il tempo cambi le cose,
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.
(Andy Warhol)

Non era mia intenzione parlare di referendum nel blog ma visto che sono stato gentilmente invitato a partecipare all’iniziativa 4 SI’ “per quelli che passeranno” colgo l’occasione per dare la mia versione dei fatti e far notare una piccola falla nelle informazioni passate in questi giorni.
Divulgazione – Mi sono astenuto dal pubblicare post sul tema referendum perché l’ho ritenuto inutile. Ho letto blog e siti, ho partecipato a discussioni e curiosato nei forum ed ho constatato, con piacere, che la rete è abbastanza informata sul tema.
Le idee potranno non essere chiarissime, a volte ottusamente discordanti ma tutto questo ci può stare, il messaggio ha girato e se mi fossi aggregato pure io al carrozzone avrei aggiunto ben poco se non un inutile complimentarsi alla Mister Wolf (minuto 6:10). Il vero problema stava fuori dalla rete dove molta gente sapeva ben poco, ed a volte nulla, dei referendum. Li, nel mio piccolo, ho cercato di dare il mio contributo.
Informazione – Questo è l’aspetto che più mi ha deluso della campagna referendaria perché i due schieramenti solo a parole hanno negato coinvolgimenti politici ed ideologici ma poi nei fatti non è stato così.
La cosa che poi è veramente mancata è stata la presenza, la voce di chi con il proprio lavoro è coinvolto nei tre settori referendari: giustizia, energia, acqua.
Io lavoro nel settore acqua ed ho trovato fastidiose molte delle argomentazioni di entrambi gli schieramenti. Capisco che non si possa fare di tutta l’erba un fascio (e vai con i luoghi comuni!) o prendere ogni singolo caso, positivo o negativo che sia, come esempio ma, a mio parere, non si può neppure eccessivamente semplificare la spiegazione. Questo è trattare con sufficienza e poco rispetto il cittadino, tanto vale dargli direttamente dell’imbecille.
Ora vi porto una testimonianza. Al di la delle chiacchiere SI/NO nel mondo dell’acqua pubblico e privato convivono da anni sia pur in modi diversi “creati” dalle leggi in vigore. Non posso parlare per realtà lontane dalla mia, questo lo dovevano fare altri più “adeguati” del sottoscritto (vedi la mia lamentela di prima) ma nel mio piccolo posso parlarvi di una piccola azienda idrica i cui proprietari, ad oggi, sono 11 comuni associati in SpA, una piccola realtà che comunque, grazie al settore turistico DEVE fornire servizi adeguati ad un’utenza calcolabile in oltre dieci milioni di presenze l’anno (mica cotica!).
Ebbene: in passato i comuni più piccoli, che non erano in grado di gestire interamente la rete con il loro personale, affidavano ad aziende private la gestione/manutenzione degli impianti con il risultato di trovarsi di tanto in tanto qualche brutta sorpresa. Queste a volte finivano i soldi messi a loro disposizione (non molti per la verità) e per “non avere fastidi” cominciavano a risparmiare drasticamente sulle manutenzioni.
Risultato, dopo qualche anno impianti completamente da rifare con spese lievitate per le ditte subentrate. Spese girate ai comuni, spese girate ai cittadini.
Oggi queste cose non succedono più perché la nuova azienda idrica tecnicamente pubblica ma con qualche libertà in stile privato (tradotto: maggior autonomia dai comuni) può meglio controllare l’operato delle ditte che lavorano per lei.
Altre esempio: ci sono ditte che curano la manutenzione programmate delle pompe negli impianti di trattamento e sollevamento (sono centinaia). In passato se ne trovavano di particolarmente acciaccate le prelevavano e le portavano automaticamente in officina per revisionarle. Oggi, prima di questo intervento viene richiesto un preventivo, se il prezzo è troppo alto, magari per una pompa che ha già lavorato 15 anni, si annulla tutto e si compra una pompa nuova.
La cosa può sembrare banale ma in passato con questo tipo di manutenzioni “allegre” alcune macchine/pompe venivano a costare cifre assurde.
Queste sono le cose che vanno migliorate nel sistema a livello nazionale, altro che discutere sulla qualità del pubblico o cercare d’infilare il privato nell’amministrazione del sistema.
Ora che mi sono messo in moto vorrei parlarvi degli effetti collaterali/demenziali di alcune riforme della pubblica amministrazione ma sono stato già troppo lungo…alla prossima puntata e buon voto!

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