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Ricordi i tuoi primi giorni su internet?

Con le “pulizie di primavera” mi sono capitate tra le mani delle vecchie fatture con la voce internet ben evidenziata.
Era il 1999, una delle solite date legate alle frequenti “fine del mondo” che ci costringono a segnare sui calendari, ma non divaghiamo. 🙄
“In quel tempo”, internet entrò nella mia casa. Ricordo che erano disponibili due alternative, quella di Telecom (tin.it) con una serie di offerte da valutare in base alle proprie esigenze (un po’ come capita oggi con le offerte per cellulari) e quella di Italia On Line (iol.it), quella che poi sarebbe diventata Libero/Infostrada. Scelsi questa seconda opzione che prevedeva un contratto di un anno per 198.000 lire a cui aggiungere le ore di connessione effettiva alla rete a 56k (il modem analogico mi costò 179.000 lire).
Il 1999 fu un anno di fermento per la diffusione di internet in Italia, basti pensare a come cambiarono le cose in pochi mesi.  Solo per citare la mia esperienza personale: appena sottoscritto il contratto scoprii che per connettermi ad internet dovevo collegarmi ad un numero telefonico della rete di Milano. Questo per alcuni giorni, poi mi assegnarono un numero con il prefisso di Venezia che usai per circa due mesi, finalmente in seguito arrivò il numero “urbano” con somma soddisfazione e sospiro di sollievo della mia bolletta telefonica. Insieme al numero urbano arrivarono anche i nuovi internet provider come Libero, Kataweb, Interfree, ecc… che offrirono le lor connessioni a 56k senza obbligo di contratto e costi extra. Questo segnò la fine delle offerte internet come quella che avevo sottoscritto quell’anno, fine quasi tragicomica per quello che ricordo.
Ad un mese dalla scadenza del contratto mi arrivò una email che, non senza prima aver magnificato le caratteristiche del suo servizio, m’invitava a rinnovare il contratto con IOL. Nel frattempo io avevo trovato nell’internet provider Quipo una valida alternativa free e non avevo quindi motivo di dar retta a quelli di IOL.
Dopo 15 giorni nuova email dove alle lodi per IOL si aggiungono anche quelle al sottoscritto (troppo buoni).
Ad una settimana dalla scadenza del contratto mi propongono di passare al servizio free di Libero offrendomi la possibilità di mantenere il mio prestigiosissimo indirizzo email @iol.it.
Infine,all’ultimo giorno, mi ricordano che in qualunque momento posso attivare il servizio con Libero. Ultima chiamata…non li ho più sentiti.
Quipo mi accompagnato fino al 2005 quando i 56k, ormai troppo stretti hanno lasciato il posto all’adsl. Ma qui ormai stiamo parlando di tempi moderni.
Immagine da: publicdomainpictures.net

 

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