Novanta giorni da postino (seconda parte)

La mia esperienza lavorativa alle poste è stata breve ma non priva di emozioni tanto che ancora oggi mi chiedo se il mio sia stato un caso eccezionale figlio di quel particolare momento o se per un postino si tratti di normale amministrazione perché, se così fosse, ognuno di loro potrebbe scrivere un succoso libro di memorie al termine della propria carriera.
Ora, per tutta una serie di motivi legati (giustamente) ad un fatto di riservatezza non posso raccontare tutto che ho visto e che mi è capitato ma i brevi episodi che andrò a descrivere penso riusciranno a dare un quadro abbastanza preciso della vita di un novantista.
Come ho scritto nel post che ha anticipato il presente buona parte del mio lavoro consisteva nella consegna dei telegrammi. Telegrammi a volte tristi come quelli legati al lutto ed alle conseguenti condoglianze di parenti ed amici ma anche momenti più gioiosi come le felicitazioni per l’arrivo di un bebè o un matrimonio.
Ecco, in questo caso se la consegna dei telegrammi coincideva con la data/vigilia del matrimonio (generalmente di sabato) potevo benissimo evitare di far colazione perché regolarmente venivo strappato dal mio motorino e trascinato in casa dal padre della sposa che mi teneva sequestrato fin quando non accettavo di magiare qualcosa dal buffet e/o prendevo qualche lira di mancia.
E’ capitato di dover consegnare telegrammi a più coppie di sposi nella stessa giornata. Un dramma! Al terzo matrimonio tu sei pieno come un uovo e prigioniero del padre della sposa che non ti lascia andare finché non hai finito le tue tartine!
Restando in tema telegrammi, un giorno, mentre già mi stavo preparando per andare a casa una collega mi dice di aspettare un po’ perché c’è “qualche” telegramma dell’ultimo momento da consegnare. Si trattava della convocazione per “non so che” di tutti i medici della città! Ricordo che partii con la borsa colma di telegrammi (allora non immaginavo ci fossero così tanti dottori) e che al termine delle consegne ormai era buio pesto tanto che, al mio rientro in ufficio, il direttore (mi aveva aspettato) m’invitò a telefonare subito a casa visto che la mia famiglia mi aveva dato per disperso.
Come ho detto in quel momento scoprii che c’erano molti dottori in città ma in quel periodo scoprii (se ce n’era bisogno) che esistevano anche tanti malati. Spesso mi capitava di consegnare piccoli pacchetti di medicinali provenienti anche dall’estero; entrare nelle case della gente mi fece vedere la vita (per me allora giovanissimo e spensierato) in modo diverso.
Entrare nelle case della gente, cosa per me obbligatoria perché, a differenza del normale postino, io dovevo sempre ottenere una forma di ricevuta per quello che consegnavo, significò anche fare degli incontri , diciamo, curiosi. A parte quelli che non volevano accettare la posta (multe, atti giudiziari…) inventando le scuse più banali come “io non so scrivere” o (geniale!) “non ricordo il mio nome” capitò anche di trovarmi di fronte ad una signora completamente nuda che, non solo tergiversava sulla firma di una raccomandata, ma insisteva nel farmi entrare in casa con dei ripetuti “si accomodi giovanotto”.
Risparmiatevi le battute facili: trovarsi di primo mattino davanti ad una donna palesemente reduce da una sbronza (la fiatella anche a due metri non perdona…) che tenta d’insidiare il giovane impegnato nel fornire il suo pubblico servizio non è cosa semplice. Forse anche meno traumatico delle cadute dal motorino causate dal peso della posta.
Una sola per la verità ma che ferì il mio orgoglio più che il fisico; accadde in uno dei primi giorni di lavoro quando (ricorderete) operavo da “cargo” per rifornire di posta i colleghi nel loro giro. Una ripida discesa seminascosta, una borsa stracolma di posta sistemata appena sopra il fanale e BUMM!, il motorino fa una capriola in avanti degna di un tuffo da medaglia olimpica! Peccato che sul motorino ci sia anche il sottoscritto a minare la qualità della performance ma forse è solo un dettaglio.
Concludo con la questione cani, da sempre nemici dichiarati dei postini. Appena assunto tra i tanti suggerimenti ricevuti dai colleghi ne ricordo uno in particolare.
Ricorda (dissero), se devi consegnare della posta alla famiglia Ve**** o anche solo passare davanti alla loro casa accertati che la loro cagna sia incatenata, se è libera passa oltre, non fermarti. Mi dissero che in un giorno di pioggia un loro collega si era recato dalla famiglia in auto (una 500) ed il dolce animale gli aveva bucato una ruota a morsi! Verità? Leggenda? Non so. Vero è che si trattava di un grosso cane nero dall’aspetto poco rassicurante, nel dubbio evitai ogni forma d’incontro ravvicinato.
Incontro che non riuscii ad evitare con un altro cane anche se cane è una definizione generosa per quella specie di “topo” domestico. Stavo di fronte ad una casa con il giardino all’americana (senza recinzione) e quel coso peloso mi si era avvicinato tutto tremante; non ritenendolo pericoloso avanzai in direzione della casa e fu li che la piccola carogna spiccò un balzo incredibile per la sua statura, mi batté sul petto per poi rimbalzare sul terreno ed allontanarsi piagnucolando. In quel momento si aprì la posta della casa ed usci la proprietaria che dopo aver preso la raccomandata si scusò per il comportamento del suo cagnolino. Non ci sono problemi, dissi, e mi allontanai verso il motorino guardando la carognetta che mi fissava da sotto la siepe con un’espressione visibilmente soddisfatta.

(Immagine: rielaborazione tratta da search-best-cartoon.com)

16 pensieri riguardo “Novanta giorni da postino (seconda parte)

  • 24 Ottobre 2011 in 18:44
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    Ehehehe, povero il nostro cucciolo di postino insidiato dalla signora tutta GNUDA! 😈
    Lo so, sono invidioso, a me queste cose non capitano mai! 8)

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  • 24 Ottobre 2011 in 21:03
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    Un lavoro ad alto rischio di …estinzione! 😈 la cronaca è molto divertente e ben scritta. 😀

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  • 24 Ottobre 2011 in 21:05
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    Purtroppo non ho un buon rapporto con i cani perché da piccolo sono stato morso e non è facile rimuovere la paura che ti resta dentro, ecco perché non potrei mai fare il postino.
    Tu in 90 giorni ti sei scontrato due volte un cane, non fa per me! :mrgreen:
    Per fortuna la tua storia è piacevole e divertente, anche con i cani. 😉

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  • 24 Ottobre 2011 in 22:35
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    La ruota di un’auto non so ma quello di un motorino si, un cane può forarla a morsi.
    Visto con i miei occhi.

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  • 24 Ottobre 2011 in 22:45
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    “Benvenuti al nord”
    …a quanto pare non c’è molta differenza tra nord e sud quando si tratta di mangiare!!!

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  • 25 Ottobre 2011 in 13:47
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    beh, ma non ti è mai capitato, consegnando un telegramma legato ad un lutto di esprimere anche la tua partecipazione?
    A me si, anche se non ho fatto il postino. Invece delle condoglianze ho porto le mie congratulazioni ad un vedovo.
    Ma si sa… in quei momenti ero nel pallone io e l’altra persona che ha gradito la mia partecipazione.

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  • 25 Ottobre 2011 in 14:38
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    Anche mio ex marito Georg era postino . Un bacio. Mi ero molto rammaricata che ho dovuto discutere su una cosa di un amico che ci tengo da una vita..te…che conosco da molto piu’ di tanti altri e che leggo da tre anni e il farmi vedere sempre” strega a rogo” a tutti costi, uno mi era rammaricato che il mio pensiero ero stato travisato, secondo io non ho pazienza e terzo su una mcio a cui ci tengo..non e’ importante ..Scusa. Ed un bacio.

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  • 25 Ottobre 2011 in 15:25
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    Nell’altro post ti avevo chiesto se avevi delle cicatrici da morso di cane.
    Ora scopro che non ne hai, buon per te ma resta ancora un mistero, almeno per me. Non ho mai capito perché i cani se la prendono tanto con i postini.
    Poi una domanda. Fuori servizio sei poi tornato a casa della fascinosa signora? 😛

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  • 25 Ottobre 2011 in 17:44
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    @ zago: Immaginavo che parlare di questa cosa avrebbe tirato fuori il satiro che c’è in te.
    @ filo: Ma siamo sopravvissuti! :mrgreen:
    @ dexter: Mi spiace per la tua disavventura. Posso capire le tue paure e forse anche la frustrazione di non poter convivere piacevolmente con questi splendidi animali.
    @ paolo: Il cane dei Ve**** aveva un bel mascellone. Se poi riusciva a forare le ruote della auto….chissà.
    @ semplice: Il mangiare unisce i popoli!
    Se poi si parla di matrimoni c’è pure chi esagera (o esagerava). Mi raccontava mia nonna che nel paese accanto al nostro c’era l’usanza di far durare i festeggiamenti ben 8 giorni!!! Si cominciava il giorno prima delle nozze e poi avanti per una settimana.
    @ il THeO: Non in occasione del lavoro ma devo dire che mi è successo il contrario! Per fortuna la sposa ha interpretato la gaffe come una battuta ed finita in ridere.
    @ Jenisha: Sto scoprendo in questi giorni che il mondo dei postini o ex postini è molto vasto! 🙂
    Non serve che ti scusi. Mi è solo dispiaciuti assistere ad un inutile battibecco tra persone che stimo. Spero solo che le cose rientrino in un giusto contesto. Tutto qui.
    Bacione pure a te. 8)
    @ Sig Giovanni: Giovanni! Pure tu! Posso capire zago, noto “maniaco sessuale” 😛 ma da te non me losarei mai aspettato, pugnalarmi alle spalle calcando la mano sulla posta “a luci rosse! 😉
    Risposta: io sono un… 🙄 gentiluomo e poi (non dirlo a nessuno) la tipa mi faceva anche un po’ paura. 😀
    Sul rapporto cani-postini non so dirti molto. Il cane ha il senso del territorio, forse vede in queste persone “non di casa” come delle potenziali minacce visto che si presentano spesso alla porta.

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  • 25 Ottobre 2011 in 21:03
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    Mio marito è portalettere, addetto però esclusivamente alla consegna della posta raccomandata, e pure lui racconta molti aneddoti, alcuni in tutto simili ai tuoi tipo la signora che gli apre in désabillé o il cane che gli si aggrappa alla gamba incerto tra morderlo o sodomizzargli il polpaccio. E poi c’è il tizio che, al suo dirgli al citofono ‘C’è una raccomandata da firmare’ gli risponde ‘Aspetta, mi faccio la barba e scendo’, o quello che chiede ‘Ma voi che dite, che ci starà qua dentro? No, perché se non è ‘na cosa bbona nun ‘a voglio’.
    E, con queste frequentazioni, pure lui si è adeguato al livello, tant’è che non rassegnandosi al fatto che gli servono gli occhiali ormai per leggere, ogni tanto rimane davanti ai portoni perso nel nulla delle scritte troppo piccole, e lì rimane fino a quando non passa qualche ragazzetto a cui chiedere ‘Nè, guagliò, vieni a vedé ‘no poco che sta scritto qua!’.

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  • 25 Ottobre 2011 in 21:24
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    Dopo queste storie devo guardare con nuovi occhi il mio postino.

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  • 25 Ottobre 2011 in 22:16
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    certo che con i cani il postino non suona nemmeno mezza volta 8)

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  • 26 Ottobre 2011 in 20:07
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    @ Virginia Danna: quello che ha detto “se non è ‘na cosa bbona nun ‘a voglio” è già diventato il mio idolo! 😀
    @ io ganimede: Visto? Dentro ogni persona si trovano storie interessanti.
    @ skip: Spero che il tuo piccolo skip non tratti male la categoria. 😉

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  • 26 Ottobre 2011 in 21:54
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    Buffet, ,mance, donne! Almeno i cani ti facevano correre un po’! 😛
    Bacione!

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  • 27 Ottobre 2011 in 19:43
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    Sembra di capire che in fondo quel lavoro ti piaceva, perché non sei rimasto? Pensa quante storie curiose avresti da raccontarci adesso.

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  • 30 Ottobre 2011 in 10:03
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    @ mex: Cosa non si fa per tenersi in forma! 😛
    @ leonardo: Il passaggio da novantista a dipendente “fisso” era tutt’altro che automatico. E’ stata una bella esperienza ma poi ho preso altre strade.

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