Sostituire refill penna di bumannaro.net

Interrompo la normale e programmata pubblicazione di post per inserire una breve guida sulla “manutenzione” delle penne di blummanaro.
Già in tre casi mi sono state segnalati dubbi riguardo l’eventuale sostituzione del refill esaurito.
Innanzitutto grazie: questo interesse dimostra che la penna è piaciuta e gettarla via una volta esaurito l’inchiostro vi spiacerebbe. Il problema sembra sorgere dal formato cicciotto del refill originale (vedi punto numero 1 dell’immagine) che può essere visto come un formato particolare e difficile da reperire. Niente di tutto questo, il formato non è “esclusivo”, questo modello si trova ma, cosa ancor più importante, NON è obbligatorio usare proprio quello; un qualunque formato “simil-bic” va benissimo.
Osservate il refill nero indicato dal numero 3, completamente sottile e più lungo rispetto all’originale bianco, ebbene funziona benissimo, basta accertarsi che abbia un piccolo scalino (indicato dalla freccia rossa) utile a trattenere la molla (punto numero 2) che ne controlla la corsa.
Questi refill si trovano anche nelle penne da due soldi vendute a pacchi da 10 o 20 in qualsiasi supermercato.
Morale: le penne di blumannaro.net, salvo gravi infortuni, hanno vita quasi eterna, basta nutrirle. Se trattate bene imparano anche a scrivere da sole come fa quella di THeO. 😀
Chiusa questa parentesi “tecnica” da lunedì (probabilmente) riprendo le normali pubblicazioni. Ok? 😉

14 thoughts on “Sostituire refill penna di bumannaro.net

  • 19 Ottobre 2011 in 18:46
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    Ehhheehheeee….TRATTARE BENE LE PENNE”BLUMANNARO” :mrgreen:
    La mia ,non solo la tratto bene 🙂 ma la coccolo 😆

    Scherzi a parte 🙄 buono a sapersi 🙂

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  • 19 Ottobre 2011 in 20:01
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    Grrr!!!! Solo 3 parole:
    sono una scema 😳
    Adesso devi tirarmi su con le tue avventure da postino. 😛

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  • 19 Ottobre 2011 in 21:33
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    La mia penna “blummanaro” scrive ancora molto bene, eppure l’ho usata spessissimo, ci ho scritto tante belle cose e pensierini proprio carini!
    Comunque grazie per le istruzioni, quando sarà esaurito il refill lo sostituirò come da manuale. 😀

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  • 20 Ottobre 2011 in 00:01
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    Beh… non c’è bisogno di andare al supermarket per i refil. Basta mettersi nel taschino, con una certa nonchalance, la penna che ti offrono per firmare in quasi tutti gli sportelli aperti al pubblico.
    Io ad esempio, per la tua penna, ho trovato un supporto, munito di antifurto, che ho sottratto ad una banca.

    Blu… se non ti dispiace aggiungo, di seguito, un racconto della mia gioventù che riguarda le penne a sfera…

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  • 20 Ottobre 2011 in 00:09
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    Non erano ancora finiti gli anni quaranta quando la Fiera di Milano era soltanto un grande mercato, ma anche un appuntamento a cui mio papà non mancava mai.
    Ritornava sempre con qualche novità.
    Ricordo che una volta tornò con una strana penna, rastremata ad un capo fino ad avere una sferetta sulla punta. Ma avrei dovuto attendere che avessimo finito di cenare per vedere come funzionava.
    Sulla tavola, sparecchiata dalle stoviglie, osservavo il papà che armeggiava con quell’aggeggio dopo aver svitato il tappo posto all’altra estremità.
    “Prima bisogna caricarla” aveva detto. E tratta da una scatola una specie di pompetta per clistere col beccuccio lungo e sottile, l’aveva introdotta nella penna, ritraendola mano a mano che esercitava pressione sulla pompetta.
    Era l’inchiostro della penna: un liquido nero e oleoso, molto denso.
    Poi, ripulite le mani imbrattate, la prova di scrittura. Ma dopo molti tentativi la penna continuava a scrivere a tratti.
    “Forse bisogna aggiungere inchiostro” – e svitato il tappo aveva ripetuto l’operazione di riempimento.
    Io, che a quel tempo ero già capace di far saltare le valvole dell’intero stabilimento, nel tentativo di aiutare il papà l’avevo aiutato a schiacciare la pompetta, col risultato di versare gran parte dell’inchiostro sulla tovaglia. Con buona pace della mamma.

    Non so quando è stata inventata la penna Biro, ma quella del papà doveva essere una delle prime che venivano messe in commercio.
    So solo che la penna Biro, in latino, si traduce Parker Parkeris.

    Ma l’ho detto: a mio papà piacevano le novità… come quella dell’Antiforo Penazzi, antesignano delle attuali bombolette per gonfiare e riparare i pneumatici.
    Due litri di soluzione di caucciù da introdurre nella camera d’aria delle ruote della Gilera 500 e relativa prova di foratura, di fronte agli scettici, per verificare l’efficacia del prodotto.
    Unico inconveniente: l’effetto giroscopico delle ruote per l’aumentato peso che si opponeva, in velocità, al cambio di direzione.

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  • 20 Ottobre 2011 in 14:16
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    @ gilda: Coccole? Ricorda che la penna vuole mezzo cucchiaino di zucchero nel caffè. 😆
    @ mex: Tranquilla, abbiamo tutti qualcosa da imparare. Per le “avventure” ne riparliamo la settimana prossima.
    @ filo: Forse la tua penna di notte va a fare il pieno d’inchiostro da sola. 😛
    @ il THeO: Per fortuna il supporto è privo del log/nome della banca altrimenti rischiavo che venivano da me a reclamarlo!
    Un fenomeno il tuo papà! E’ proprio grazie a questa curiosità e voglia di nuovo che l’umanità e uscita dall’età della pietra.
    Io comunque resto sempre un fan della tua mitica invenzione: la macchina taglia brodo! 😀

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  • 20 Ottobre 2011 in 19:21
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    😆 😆 il THeO mi ha fattoscompisciare col suo aneddoto 😆 😆
    poi la scoperta del tagliabrodo?? Troppo esilarante 😆
    Ehhehhe…speravi che mi eclissassi per un po? 😉
    Gno..gno..gnoooooo….quando sarà,mi porto l’IPad e non vi mollo :mrgreen:

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  • 20 Ottobre 2011 in 22:54
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    Senti, mi si è fulminata una lampadina in bagno, potresti darmi le istruzioni per la sostituzione? 😛 So già che non devo avere i piedi bagnati.

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  • 21 Ottobre 2011 in 11:46
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    Beh… tutto sommato ti è andata bene Blu!
    Se l’umanità fosse rimasta all’età della pietra avresti dovuto regalare uno scalpello. E quello è difficile da personalizzare. Senza contare che leggendo http://www.blumannaro.net avrebbero esclamato:
    « ma che roba l’è! »
    In ogni caso, chi avesse ricevuto in dono lo scalpello, avrebbe richiesto il martello di ricambio.

    per Zago:
    una lampadina in bagno si può cambiare anche con i piedi bagnati, a patto che siano puliti. E’ sufficiente farsi prendere in braccio da qualcuno che giri su se stesso in senso antiorario.
    In tal modo basta semplicemente tenere in mano il bulbo della lampadina.

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  • 23 Ottobre 2011 in 09:32
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    @ gilda: Ecco brava. Tienici d’occhio perché siamo dei discoli ed abbiamo bisogno d qualcuno che ci tenga d’occhio! :mrgreen:
    @ Diana: Un anno fa avrei detto di no. Ora invece…. Tra le persone “bisognose” ce ne sono ben due che conosci molto bene. 😉
    @ zago: A za! Guarda che vengo li eh! 😆
    @ il THeO: Beh… allora mi è andata bene. 🙂
    Buon suggerimento per zago ma se la memoria non m’inganna il personaggio ha un “certo peso”, forse è difficile trovare un valido aiutante. Investigherò.

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  • 24 Ottobre 2011 in 12:56
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    Capisco, e non faccio fatica, a questo punto, a pensare che sia più difficoltoso cambiare il refil di una penna che istallare un complicato software sul pc… mala tempora! Buon lunedì. ^__^

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  • 24 Ottobre 2011 in 18:41
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    x Theo. Confermo, non è facile trovare qualcuno che faccia girare i miei 100 chili.

    Rispondi

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