Il gatto impallinato

Si dice che i gatti abbiano sette vite. Non so quali siano le origini di questo detto ma di sicuro, con tutte le disavventure che ha passato, il mio vecchio gatto deve avere un bonus-vita non indifferente.
Ne ho avuto la conferma poche settimane fa al termine di una visita dalla veterinaria. Il “vecchietto” ultimamente ha degli episodi di respiro rumoroso così decidiamo di fare qualche accertamento attraverso una radiografia e qui salta fuori la sorpresa: Nel corpo del gatto, in particolare nella zampe posteriori, sono conficcati una quindicina di pallini di piombo “regalati” da qualche bracconiere chissà quanto tempo fa (ingrandire l’immagine di presentazione per i dettagli).
E’ proprio il fattore tempo che mi ha lasciato stupito. Sono diversi anni ormai che il gatto da tigrotto del quartiere si è trasformato in pantofolaio e non si allontana da casa ed ancor di più sono gli anni passati da quando “l’urbanistica” intorno alla mia casa si è modificata rendendo la zona off limits ai cacciatori.
Rimango stupito dalla capacità che hanno gli animali nel superare le avversità ed adattarsi agli acciacchi fisici, cosa che noi umani possiamo solo sognare. In parole povere, dubito che se qualcuno cinque o sei anni fa mi avesse impallinato le chiappe oggi starei qui seduto davanti al computer con una manciata di piombo nelle carni senza averne pagato prima le conseguenze. Il dolore, il rischio d’infezione mi avrebbe fatto andare di corsa in ospedale per rimuovere i pallini. Il gatto invece non ha mai manifestato sintomi che facessero pensare alle conseguenze di una ferita d’arma da fuoco e questo, come ho detto, mi lascia stupito e mi fa riflettere… l’evoluzione ci ha resi animali “intelligenti” e capaci di generare progresso ma in cambio ci sta chiedendo un prezzo salato: la fragilità del nostro corpo. Se fa troppo cado soffriamo, se fa troppo freddo soffriamo, una piccola ferita se trascurata può esserci fatale.
Forse siamo i padroni di questo mondo ma di sicuro siamo dei padroni d’argilla.

23 thoughts on “Il gatto impallinato

  • 29 Novembre 2011 in 17:55
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    Ma dàiiiiiiii,povero micio 🙁 come sta ora? Gli mando un bacetto 🙂
    Uèèè Giorgio,bentornato tra noi :mrgreen:
    Buona serata,abbraccio+smackkkkkk 😀

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  • 29 Novembre 2011 in 18:08
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    Ma che razza di gente è questa! Sparare ai gatti (sicuramente per divertimento). 👿
    Il tuo gatto deve aver 100 vite, un fenomeno! Molto bella anche la sua storia che racconti nell’altro post.

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  • 29 Novembre 2011 in 18:13
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    vero, se succedeva a noi saremmo in ospedale da un pezzo…e non commentiamo sul fatto di sparar ai gatti, sperando che sia stato un incidente e non una cosa voluta…

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  • 29 Novembre 2011 in 19:39
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    Quanto mi piacerebbe riempire di piombo il culo di quel bracconiere.

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  • 29 Novembre 2011 in 21:36
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    @ Ross: Hai presente il cane del tenente Colombo che si chiamava cane?
    Noi non siamo così estremi da chiamarlo gatto ma più semplicemente Micio.
    @ Gilda: Il felino ringrazia del bacetto.
    @ leonardo: Beh…non saranno 100 ma questo gatto ne ha sicuramente una bella scorta.
    @ stefitiz: Dubito sia stato un incidente, non mio risulta diano licenza di caccia ai…ciechi.
    @ mex: Giudizio feroce ma che non disapprovo.

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  • 29 Novembre 2011 in 22:27
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    Che razza di persona è quella che spara ad un animale per divertimento.
    Il tuo gatto è stato pure fortunato, due coccole da parte mia.

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  • 30 Novembre 2011 in 12:00
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    Ma che scoperte! Il gatto impallinato non dice niente proprio perchè non sta seduto davanti al computer.
    Se fosse stato seduto davanti ad un computer sarebbe passato di blog in blog a raccontare di quando l’avevano impallinato.

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  • 30 Novembre 2011 in 18:19
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    Io provengo da una famiglia di cacciatori e posso assicurati che ne mio padre ne i miei zii hanno mai violato le rigide regole della caccia ma allo stesso tempo devo ammettere che in questa categoria non sono tutti uguali e qualcuno, pur di portare a casa una preda, non esitava a sparare alle galline dei contadini.

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  • 30 Novembre 2011 in 21:16
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    Impalliniamo le chiappe ai cacciatori. 😡

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  • 1 Dicembre 2011 in 10:43
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    Non so se è una realtà o una leggenda, ma in giro si dice che i cacciatori quando gli uccelli nidificano, sparano ai gatti ( naturalmente a quelli che si aggirano nei boschi o zone limitrofe) perchè dei potenziali concorrenti. Sembra infatti che i gatti randagi si nutrono con gli uccelli di nido.

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  • 1 Dicembre 2011 in 21:21
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    @ dexter: Porgo le coccole.
    @ il THeO: Elementare Watson! 🙂
    @ Sig Giovanni: Eh…. di ammazza galline ne ho conosciuti pure io….
    @ paolo: Magari togliendogli i pallini dalle mani sarebbe pure meglio….
    @ semplice: Non sapevo di questa storia, sarebbe interessante sentire la versione di un vero cacciatore.

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  • 1 Dicembre 2011 in 23:48
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    @Caigo: evviva l’originalità. 😛

    Comunque, riguardo all’impallinamento di Micio, qualche volta gli animali si prendono la rivincita… ihihih!

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  • 2 Dicembre 2011 in 15:08
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    Hai ragione Giorgio, forse siamo i padroni del mondo ma siamo padroni d’argilla. Mi domando come il tuo tigrotto non abbia perso sangue quando l’hanno impallinato. Ad ogni modo lo saluta il mio Ladro_di_Pantofole, un pò abbacchiato per la verità ed in attesa di subire un intervento 🙁

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  • 3 Dicembre 2011 in 21:17
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    Che persona triste deve essere quella che per divertirsi spara agli animali. 😥

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  • 4 Dicembre 2011 in 16:58
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    Spinto dall’ebbrezza di ritrovare l’animalesco istinto della felinità perduta nonché la sopita passione per la caccia, dopo anni di domestica vita,un giorno il micio progettò il truce agguato a un merlo o fringuello o verdone che dir si voglia, senza immaginare che la preda era già nelle mire di un cacciatore, il quale per sbaglio o per vendetta nei confronti del felino che stava per sottrargli il pennuto, impallinò l’improvvido micetto.
    Tanto va il micio al merlo che ci lascia lo zampino. 😈

    Tratto da ” Il mistero del micio impallinato. Una possibile interpretazione dei fatti” di Filobus Zen 8)

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  • 4 Dicembre 2011 in 17:45
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    I gatti randagi delle città possono sperare in una gattara, ma in campagna o in un bosco possono solo confidare nel loro istinto, per sopravvivere.
    Non sempre i croccantini o le scatolette reprimono l’istinto della caccia, infatti la mia gatta mi fa’ molto arrabbiare perché è un’ottima cacciatrice di uccelli e me li porta in terrazza, ma non affamata, li lascia lì….il gatto maschio assai più pigro (nonostante gli si dia da mangiare) si ciba degli uccelli da lei catturati lasciando a terra solo le penne!
    Associazione a delinquere, ma giustificata dall’istinto della natura.
    Anche il cacciatore deve essere in preda all’istinto animale, d’altra parte l’uomo è un animale, no? 😕

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  • 4 Dicembre 2011 in 20:48
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    Gli animali si riprendono molto più in fretta di noi miseri umani, lo constato da qualche tempo con Skip vero.

    Una zampata di solidarietà per Micio da parte sua, mia, di Tigro e GriGri ( che artiglierebbero volentieri l’impallinatore di gatti)

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  • 4 Dicembre 2011 in 22:20
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    @ Ross: Cane armato e pericoloso…non è la prima volta. 😉
    @ Redazione_blog: Mi è capitato di vedere della selvaggina “impallinata” e pure questa non sanguinava. Immagino che i pallini molto piccoli vengano imbrigliati dalle carni, è una mia ipotesi, se qualcuno ne sa di più c’informi.
    Una coccola a Ladro_di_Pantofole.
    @ io ganimede: Socializzasse più con gli umani….
    @ filo: …e mentre i predatori s’azzuffano fra loro il merlo sene va fischiettando! 😀
    @ semplice: La tua gatta si comporta da perfetta gatta domestica.
    E’ normale che i gatti portino delle prede come omaggio a chi gli vuole bene.
    Quegli uccelli sono per te e forse anche per quello scroccone del gatto maschio.
    @ skip: Grazie per la zampata di solidarietà alle tue truppe artigliate.

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  • 5 Dicembre 2011 in 14:19
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    Oh Blu mi hai fatto morire da ridere..forse non usciva di casa perche’ lo avevano impallinato ed era spaventato:-)poveretto ahahh, ma adesso lo devono operare?Grazie che sei passato da me..questi giorni, sei sempre caro in due anni.Come si chiama? Un bacione. :mrgreen: 😈

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  • 5 Dicembre 2011 in 21:18
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    @ Jenisha: Il gatto (di nome Micio) non verrà operato. L’intervento non è necessario e sarebbe inutilmente pericoloso, alla sua età e con i suoi problemi l’anestesia potrebbe essere fatale.
    Bacioni. 🙂

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  • 11 Dicembre 2011 in 18:13
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    Io non mi sorprendo della resistenza del micio rispetto all’uomo: in fondo non è un caso se lui è il pronipote del leone e noi i nipoti di uno scimpanzé! 😀
    Il mio Artù manda tanti miao a Micio!

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  • 11 Dicembre 2011 in 18:17
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    L’evoluzione della specie non è acqua. 😉
    Micio ricambia i miao ad Artù.

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