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Promuoviamo i Sindaci coraggiosi?

In questi giorni si fa un gran parlare degli effetti prodotti dal Patto di stabilità interno degli Enti Locali. Ne parlano in particolare i candidati al ruolo di Sindaco nei Comuni che si apprestano ad andare al ballottaggio.
Ascoltavo uno dei candidati in corsa nella mia città: citava il nostro come un perfetto caso di contraddizione. Un comune sostanzialmente “ricco” che potrebbe tranquillizzante pagare in tempi brevi le ditte creditrici e avviare pure nuovi lavori ma che non può agire liberamente pena la “violazione” del suddetto Patto.
Violazione che, verrebbe fatta “pagare” al Sindaco in carica con il divieto di presentarsi alle prossime elezioni.
Mi chiedo: se questo Patto ha delle palesi lacune nel suo regolamento (vedi l’esempio del Comune ricco costretto a fare una specie di voto di povertà…) non sarebbe il caso che TUTTI i Sindaci che ne hanno la possibilità (possibilità reale, non “creativa”) ignorino il patto e facciano un buon uso delle loro risorse economiche?
Certamente il loro si trasformerebbe in una forma di suicidio politico ma allo stesso tempo dimostrerebbe che non sono persone morbosamente legati alla poltrona. E forse (sogniamo un po’) se questa forme di ribellione ottenesse un buon successo non escluderei un possibile “perdono collettivo” a chi dimostrasse vera passione per la politica e la collettività e non cieca obbedienza alle segreterie dei partiti.

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