Il semaforo della follia

A tutti è capitato d’incontrare delle persone che ci hanno sorpreso con il loro comportamento bizzarro ed a volte pure irritante.
Persone che il più delle volte abbiamo incrociato una sola volta e delle quali abbiamo poi dimenticato anche la faccia, al massimo di loro riaffiorano i ricordi quando ne parliamo con qualcuno che ha vissuto la stessa esperienza. – “Hei! Ti ricordi quella volta che il tizio….”- E tutto finisci li, tutt’al più con un paio di risate.
Difficilmente ci fermiamo a pensare se quelle persone dal comportamento bizzarro ed irritante lo fossero abitualmente, se fosse nella loro natura agire così o se invece quel gesto sopra le righe fosse il figlio di un momento particolare legato ad una situazione di frustrazione che doveva trovare sfogo in un atto liberatorio.
Magari pure noi, che ci consideriamo personcine a modo, abbiamo avuto i nostri momenti di piccola follia. In qualche caso consapevolmente e scusandoci poi con il famigliare o il collega che ha dovuto subire il nostro “momentaccio”, in altri casi del tutto inconsapevoli del peso delle nostre azioni.
E forse li, in quell’occasione rimossa dalla mente, qualche sconosciuto ci ha guardato con gli occhi sgranati giudicandoci bizzarro ed irritante.
Ma cosa scatena questi piccoli momenti di follia? E quale meccanismo fa si che ci si comporti in “quel” determinato modo? Beh… tranquilli, io la risposta non ce l’ho. “Sacri testi di psicologia” probabilmente tratteranno questo tema da anni e molti ne sapranno più di me in materia ma…una cosa stuzzica la mia curiosità.
E’ possibile che l’ambiente, o meglio, il luogo possa in qualche modo influenzare gli eventi? Qui la mia fantasia galoppa (ne ho da vendere) e se le coincidenze s’inseguono il gioco è fatto.
A) Luglio – Sto rincasando in auto. Arrivo ad un incrocio regolato da semaforo che in quel momento è verde e vedo un uomo con un gelato in mano che attraversa la strada.
Mi fermo, do un piccolo colpo di clacson per attirare l’attenzione dell’uomo che si gira e mi guarda. Con un cenno della testa gli faccio notare che il semaforo per i pedoni è rosso.
Lui guarda il semaforo, poi si gira nuovamente verso di me e da una leccata lenta e voluttuosa al gelato. Soddisfatto (presumo) del suo gesto riprende a camminare e lentamente termina d’attraversare la strada, sempre leccando il suo gelato.
B) Agosto – Stesso semaforo. Davanti a me c’è un’auto guidata da una donna che al giungere del rosso si ferma. Tutto regolare in questo caso a parte il fatto che si sia fermata almeno 10 metri prima dello stop, cosa che spiego con il desiderio della donna di rimanere con l’auto all’ombra di un albero in quei minuti di attesa.
Faccio appena in tempo a notare che anche fermandosi sulla linea dello stop in quel momento l’auto si troverebbe all’ombra ed il semaforo passa al verde.
La donna non si muove. Dopo qualche istante anche per lei piccolo colpo di clacson, forse si è distratta. Il suo braccio sinistro esce dal finestrino e con ampi ed irritati movimenti m’invita a sorpassarla. Mentre le passo accanto la guardo, si è appena accesa una sigaretta e se la sta gustando a pieni polmoni.
In quel momento mi è venuto in mente l’uomo con il gelato ed il mio pensiero è stato “Si. E’ sicuramente colpa del semaforo”.

13 pensieri riguardo “Il semaforo della follia

  • 28 Agosto 2012 in 19:40
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    Non mi stupisce quello che scrivi.
    A volte pure a me verrebbe la voglia di fare qualche piccola follia.
    Di questi tempi 😥

    Risposta
  • 28 Agosto 2012 in 20:23
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    Articolo serio e divertente allo stesso tempo.
    Mi permetti una battuta come commento?
    Non è il semaforo a scatenare la follia delle persone ma il clacson della tua auto! 😀

    Risposta
  • 28 Agosto 2012 in 21:05
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    @ io ganimede: Non so se ti riferisci a situazioni generiche o a qualcosa di personale. In ogni caso…proviamo ad essere ottimisti? Orsù.
    @ leonardo: Il clacson? In Settembre ho la revisione dell’auto, potrei farlo sostituire, se il meccanico non da di matto! 😀

    Risposta
  • 28 Agosto 2012 in 22:55
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    Non era il caso di metterlo sotto quello con il gelato?
    Poco poco, quanto bastava per dargli una svegliata.

    Risposta
  • 28 Agosto 2012 in 23:19
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    No, è mancanza di fair play.
    Scendevi dalla macchina e chiedevi alla signora se aveva da accendere. Sono convinto che aveva qualcosa per accenderti.
    e da cosa nasce cosa…
    Per il gelato non mi pronuncio.

    Risposta
  • 29 Agosto 2012 in 13:41
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    Quello si che è un incrocio pericoloso!
    Dacci le coordinate così siamo sicuri di evitarlo. 🙂

    Risposta
  • 29 Agosto 2012 in 16:28
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    Assorti nei loro pensieri e nel loro mondo 😀 , se ne fregano di quello che succede intorno a loro…

    Risposta
  • 29 Agosto 2012 in 20:22
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    Questione di gusto: uno gusta il gelato, l’altra la sigaretta e si disconnettono 😯 dal mondo circostante.

    Risposta
  • 29 Agosto 2012 in 20:44
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    Anni fa ebbi una pesante discussione di lavoro, scesi in strada brontolando tra me e me senza rendermi conto che stavo parlando ad alta voce. Tornai in me quando vidi una signora che mi fissava con gli occhi sgranati. Stavo inveendo contro una cabina telefonica.
    Una figuraccia.

    Risposta
  • 30 Agosto 2012 in 21:19
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    @ zago: Non mi è ben chiara la misura del …poco poco. 🙂
    @ il THeO: Si, discutere sul gelato potrebbe diventare imbarazzante. 😆
    @ paolo: Per i non residente non avrebbe senso, per il momento resto sul vago ma se mi dovesse capitare un terzo episodio giuro che metto anche le foto!
    @ semplice: Confermo. 😀
    @ Skip: Già…non avevo considerato gli episodi dal punto di vista “gustoso”. Può esserci un nesso.
    @ Sig Giovanni: Infatti mi chiedevo se queste persone dopo qualche minuto, o anche il giorno dopo, abbiano ripensato a quello che hanno fatto. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano adesso.

    Risposta
  • 31 Agosto 2012 in 21:06
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    A questo punto pure a me piacerebbe sapere dove si trova questo semaforo 8)

    Risposta
  • 1 Settembre 2012 in 23:16
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    Un bisogno di pausa, nei pochi attimi che il semaforo rosso ti obbliga a fare. Ciao 🙂

    Risposta
  • 3 Settembre 2012 in 21:23
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    @ amistad: Nella mia città…e non aggiungo altro. 8)
    @ filo: Questi però hanno esternano in modo molto personale i loro bisogni. 😀

    Risposta

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