Avere qualche chilo di troppo

Cosa significa avere qualche chilo di troppo?
Per alcuni basta quel filo di ciccia che non ci fa stare bene con noi stessi, magari perché non riusciamo più ad entrare agevolmente nei vestiti che ci piacciono.
Per altri la questione è più seria e comporta limiti nello svolgimento di semplice azioni quotidiane e seri rischi per la salute.
Molte persone di questa seconda categoria devono il loro sovrappeso ad un pessimo rapporto con il cibo (si mangia troppo e male), se poi teniamo conto che con l’avanzare dell’età un minimo di disciplina andrebbe almeno “incoraggiata”, non c’è da stupirsi se trascurandoci poi arrivano i guai.
Questi pensieri salutisti mi sono spuntati dopo aver rincontrato una vecchia conoscenza che non vedevo da tempo: Ivano.
Ivano in passato ha svolto l’attività di norcino (credo abbia smesso) ed è in quella veste che ho avuto modo di conoscerlo. Erano gli anni in cui mio bisnonno (prima) e mio nonno (poi) seguendo la tradizione contadina della mia terra allevavano uno o due maiali all’anno che venivano poi macellati in tardo autunno. L’occasione era una vera e propria festa alla quale partecipava tutta la famiglia anche in modo allargato con l’invito di qualche genero o nipote. Praticamente mezzo maiale non riusciva a trasformarsi in insaccati, veniva divorato in giornata.
Quel giorno a pranzo comunque non si mangiava solo maiale, la tradizione imponeva anara in tecia [ricetta in coda al post] e mia nonna ne preparava tre di cui due da dividere fra tutta la compagnia ed una ad uso esclusivo di Ivano.
L’uomo all’epoca era già di corporatura robusta ma la giovane età e l’intensa attività fisico/lavorativa riuscivano a nascondere i problemi che poi gli anni inesorabilmente hanno fatto venire a galla.
La questione è seria ma alcuni episodi occorsi al nostro norcino possono anche far sorridere. Ivano è (pure) cacciatore e, come tanti altri appassionati, negli ultimi anni ha preso l’abitudine di andare a caccia nei paesi dell’est Europa (Romania, Ungheria….).
Un suo “compagno di viaggio” mi ha raccontato del loro week-end allucinante cominciato con la vestizione, ovvero: svegliato all’alba da un ansimare tipo “treno a vapore”. Era Ivano seduto sul letto che lottava con la propria mole per riuscire ad infilarsi i calzini.
Giornata terminata con il recupero: tradito dalla neve che rende il paesaggio tutto uguale Ivano finisce dentro un fosso. Gli amici provano a tirarlo fuori ma non ci riescono. Alla fine sono costretti a chiedere aiuto ad un contadino che riesce a estrarre l’uomo dal fossato trainandolo con il trattore.
Si Ivano. Questi segnali dicono che devi buttare giù qualche chilo, ed anche in fretta.

Anara in tecia di Nonna Gina
In una padella preparare un soffritto con olio, cipolla, aglio e sedano.
Mettere i pezzettoni d’anatra (germano reale) e far rosolare bene, quindi aggiungere sale, pepe, salvia, rosmarino e pomodoro a piacere.
Versare dell’acqua nella padella fino a coprire i pezzettoni di carne.
Cuocere a fuoco moderato per circa due ore aggiungendo ancora dell’acqua al bisogno.
Al termine della cottura deve rimanere il giusto livello di “sughetto”.

22 thoughts on “Avere qualche chilo di troppo

  • 19 Settembre 2012 in 19:20
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    L’amico di Ivano non ha scattato delle foto del recupero con il trattore?
    Meglio ancora un video, su youtube sarebbe un successone!

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  • 19 Settembre 2012 in 20:04
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    Si Ivano è meglio perdere qualche chilo.
    Ah, buona l’anara in tecia!! 😀

    Rispondi
  • 19 Settembre 2012 in 21:15
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    Dopo aver letto il titolo speravo in un articolo che presentasse una dieta miracolosa! Ne avrei bisogno. 😀
    Senti, ma a tuo nonno conveniva chiamare questo Ivano per lavorare la carne dei maiali? Con tutto quello che mangiava più che un aiuto era un costo.

    Rispondi
  • 19 Settembre 2012 in 22:13
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    Secondo me adesso le persone si sono divise in due schieramenti fin troppo estremisti.
    Da una parte i salutisti tutti perfetti e maniacali nelle scelte alimentari e dall’altra parte quelli del cibo spazzatura: mangiare tanto, mangiare male.
    Un via di mezzo non c’è?

    Rispondi
  • 19 Settembre 2012 in 23:47
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    L’unica cosa che non si conservava del maiale era il grugnito.
    Durante la macellazione si raccoglieva il sangue e si cuoceva il sanguinaccio (devo recuperare la ricetta).
    Mio nonno invece era un esperto a fare i salami – non per niente sono poi nato io – e veniva chiamato da chi macellava il maiale proprio per la sua abilità.
    Poi, vabbeh… nello stesso paese è sorto un salumificio, ed io stesso abito presso uno dei più noti salumifici oserei dire del mondo, e la sua immagine ufficiale è una costruzione tutta ricoperta dall’edera.
    Ma i maiali non hanno più i chili di troppo: sono riusciti a farli come il burro a basso contenuto di colesterolo

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  • 20 Settembre 2012 in 18:00
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    Mi spiace per Ivano ma di tutta la storia la cosa più interessante è la ricetta dell’anara in tecia.
    Non era più logico metterla nella categoria ‘ mo te magno?’
    Lo so sono un seccatore. 😀

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  • 20 Settembre 2012 in 18:29
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    @ leonardo: Questi personaggi non conoscono youtube, quindi….
    @ mex: Anara batte Ivano 1:0! 😉
    @ franco.ruggeri: A pensarci…. comunque era bravo. Preparava ottimi salami soppresse.
    ps: Franco. Ci sono problemi con la tua mail, i commenti mi finiscono in spam.
    @ paolo: Le due categorie che citi ci sono ma, per quello che vedo io la maggioranza fa già parte della via di mezzo. Forse stanno aumentando quelli del cibo spazzatura per questione economica.
    @ il THeO: Hai ragione! Mi ha hai fatto tornare alla mente la prima volta che sono stato a San Daniele del Friuli (dove fanno l’omonimo prosciutto crudo) e la mia domanda è stata “ma dove sono gli allevamenti di maiali?”. La risposta è stata ” Non ci sono. I maiali, o meglio, le cosce arrivano dall’Olanda dove i maiali vengono allevati seguendo le direttive del San Daniele” Ovviamente magri magri magri come s’impone oggi.
    @ Sig Giovanni: Per entrare nella categoria “mo te magno” servirebbero delle immagini che mostrano le fasi di preparazione. Se ci sarà l’occasione magari la ripropongo o integro questo post.

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  • 20 Settembre 2012 in 21:09
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    E’ impossibile che non ci sia almeno una foto del trattore che traina ivano.
    Dateci la fotooooo!!!! 😛

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  • 22 Settembre 2012 in 18:07
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    Ciao, io sono una pessima cuoca quindi perdona la domanda sciocca.
    E se invece dell’anatra usassi del pollo o del tacchino?

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  • 22 Settembre 2012 in 18:38
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    @ the blade: I protagonisti della storia non sono tipi da cellulare con fotocamera, youtube, facebook e altro….
    @ campanellino: Certo che puoi. L’unica differenza è sui tempi di cottura, devi tener presente “età” e pezzatura della carne.

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  • 24 Settembre 2012 in 20:41
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    Ivano un cacciatore? Potevano lasciarlo li in mezzo alla neve. Volpi e lupi avrebbero banchettato volentieri.

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  • 26 Settembre 2012 in 21:25
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    E poi dicono che la caccia è uno sport 👿 Per la ricetta sull’anatra, è proprio necessario procurarsi un’anatra? io avrei un procione nel congealtore. 😈 :mrgreen:

    Rispondi
  • 26 Settembre 2012 in 22:39
    Permalink

    @filo: no 👿 il procione morbidoso no! 😐

    Io cucino così lo spezzatino, aggiungendo un po’ di vino, patate e piselli. A pensarci bene non ho mai mangiato l’anatra.

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  • 28 Settembre 2012 in 09:24
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    Certo che, dopo una tirata sull’ingrassare, piazzare la ricetta dell’anara in tecia è un’infamata!

    😀

    Rispondi
  • 28 Settembre 2012 in 19:28
    Permalink

    @ zago: Sbaglio o siamo un po’ di parte? 😉
    @ filo e skip: Sarei curioso di sapere che storia c’è dietro a questo fantomatico procione! 😛
    @ Baol: Lo so….sono bastardo dentro! 😀

    ps: Ci si legge tra qualche giorno….

    Rispondi
  • 1 Ottobre 2012 in 19:41
    Permalink

    Dopo la scorpacciata di anara sarebbe ora di passare ad altro. Giusto? 😛 😆

    Rispondi
  • 3 Ottobre 2012 in 20:28
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    Si mangia troppo e viene l’abbiocco.
    Abbiocco di due settimane? 8)

    Rispondi
  • 7 Ottobre 2012 in 10:36
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    @ mex e Sig Giovanni: Breve assenza ma non a causa di un’indigestione di anara in tecia 😉
    Per domani ho già pronto qualcosa, si parla ancora di cibo ,ma indirettamente…..

    Rispondi
  • 8 Ottobre 2012 in 09:45
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    Ciao la ricetta è veramente scarsa, il problema è stare bene con se stessi.
    Poi mi piace pensare che sarebbe bello se la gente si facesse i fatti propri, invece stanno sempre a giudicare e peggio a parlare.. buona giornata a tutti

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  • 8 Ottobre 2012 in 16:34
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    @ Anna: Sembra quasi che tu abbia letto un altro post…
    Qui non si tratta di “giudicare e parlare” ma parlare (serenamente) di un problema.
    Ivano, come tutte le persone di questo mondo ha una sua vita ed un lavoro (nell’edilizia) dove i rischi d’incidenti sono altissimi.
    Potremmo farci “i fatti nostri” ma quando le persone a causa di una vita sregolata mettono a rischio la loro salute e quella degli altri diventano affari di tutti. Mai sentito parlare di costi sociali?
    Non dico che dobbiamo trattare il nostro corpo come un “tempio” ma dobbiamo essere consapevoli che gli abusi, di qualunque tipo, hanno il loro prezzo.
    Ricetta: Anche un panino con la mortadella può essere scarso ma…gustosissimo.
    Più seriamente. Oggi la cucina è diventata una moda, tutti si sentono professori dopo aver letto qualche libro ed aver visto dei programmi in televisione. Ok…passi.
    Filtrando il tutto rimane “il buono” della cucina, un misto di arte e scienza
    Scienza “moderna” visto che fino a pochi anni fa non si parlava di proprietà degli alimenti, diete corrette, ecc…
    Di questa modernità non fa certo parte la ricetta che ho inserito, ricetta che si lega più alla tradizione popolare con tutto quello che ne deriva.
    Per fare un esempio: in questa ricetta l’olio NON era sicuramente extra vergine d’oliva. Oggi sembra una bestemmia ma 50 anni fa nelle campagne della mia zona era praticamente sconosciuto.
    Sconosciuta era anche la possibilità di usare altre ingredienti oggi in voga. Lo stesso germano reale, per molti, era una concessione al lusso. Qui.
    Buona giornata a che a te.

    Rispondi
  • 8 Ottobre 2012 in 22:29
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    La ricetta sarà anche scarsa mail risultato si fa mangiare che è un piacere.
    Per il resto cara Anna sei fuori strada, le parole di Caigo erano ben chiare.

    Rispondi
  • 9 Ottobre 2012 in 20:28
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    @ Sig Giovanni: …e senza polemica. Diciamo la nostra e poi ognuno può rimanere tranquillamente con la sua idea.

    Rispondi

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