Effetto crisi sul prezzo del pesce

Quando si parla di crisi economica una delle prime parole che ci vengono in mente è “speculazione” intesa come causa scatenante del problema.
Ma la speculazione sa anche trasformarsi, o meglio, spostarsi dall’origine della crisi al suo cuore e cogliere ogni possibile forma di guadagno.
Un esempio lo possiamo trovare nei mercati all’ingrosso del pesce dove vagonate di pesce d’allevamento come orate e spigole arrivano a prezzi decisamente sotto costo, anche 1 euro al chilo!
Com’è possibile? Semplice. Arrivano dalla Grecia, un paese dove già in passato il pesce veniva allevato in modo super intensivo con buona pace della consistenza delle carni, del sapore e di un apporto almeno decente di omega 3.
Oggi, pur di sopravvivere, gli itticoltori Greci svendono i loro prodotti, per la gioia degli intermediari del settore ma non certo dei consumatori nostrani che trovano il pesce ad un prezzo sicuramente non proporzionato.
Ne fanno le spese anche gli Itticoltori Italiani che, non forzando i tempi di crescita del pesce, non sono in grado di competere sul prezzo e devono puntare tutto sulla qualità. Il problema per noi consumatori, nonostante regole di tracciabilità sempre più rigide, è che resta difficile distinguere il pesce Italiano da quello Greco, tanto più che difficilmente si trovano i due prodotti venduti fianco a fianco dove il semplice prezzo (anche il 50% in più per l’Italiano) darebbe una prima indicazione.
Ad essere “cattivi” si può anche arrivare a pensare che delle orate Greche ci vengano spacciate per Italiane. Facciamo il sacrificio di spendere qualche euruccio in più con la speranza di guadagnarci in qualità, mai poi? Soltanto la padella sarà in grado di dirci se abbiano fatto un buon affare.

13 pensieri riguardo “Effetto crisi sul prezzo del pesce

  • 16 Ottobre 2012 in 17:59
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    Ed è per questo che secondo me l’Unione Europea, com’è stata progettata fino ad oggi, non funzionerà mai. Lo stesso accade tra Italia e Germania, dove per via dello spread, le aziende hanno trattamenti diversi quando accedono al prestito: i tedeschi ottengono soldi quasi gratuitamente, mentre gli italiani li pagano cari. Come possono le aziende continuare a competere in questo regime?

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  • 16 Ottobre 2012 in 18:49
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    E la cosa brutta è queste cose non si limitano al pesce.
    Vogliamo parlare di auto? Elettrodomestici? Vestiario?

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  • 16 Ottobre 2012 in 20:52
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    @ camu: Già, ci sono “troppe Europe”. È vero che la crisi è stata globale ed ha travolto tutto e tutti ma forse l’Unione Europea, così com’è venuta, è stata costruita troppo in fretta. E gli effetti collaterali si vedono.
    @ franco.ruggeri: Significa girare il coltello nella piaga. Le speculazioni c’erano anche prima della crisi e chi le faceva se ne vantava con gli amici Oggi sono più discreti ma sempre “spietati”.

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  • 16 Ottobre 2012 in 22:09
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    Non c’è proprio modo di sapere da dove arriva il pesce prima di portarcelo a casa?

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  • 16 Ottobre 2012 in 23:17
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    E’ solo una questione di lingua.
    Le “Orate” nella Magna Grecia dovrebbero chiamarsi così: προσεύχομαι
    Invece ci hanno usurpato anche il latino.
    Orate fratres, affinché si possa tornare un giorno a gustare ancora sapori genuini!

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  • 17 Ottobre 2012 in 15:48
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    Ecco perché le orate che ho mangiato di recente sapevano di niente e si sfaldavano alla cottura! 😡

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  • 17 Ottobre 2012 in 17:44
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    L’unico modo per sapere la provenienza di qualsiasi alimento è procurarselo in proprio. Quindi, canna ed esche e via a pescare! 🙂

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  • 17 Ottobre 2012 in 21:05
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    @ oregon: Le etichette “dovrebbero” fare la differenza ma alla fine conta il rapporto con la tua pescheria di fiducia.
    @ il THeO: Ora basterebbe che la Magna Grecia ci mettesse un bell’accento per darci qualcosa di buona da “Magnà”! 😀
    @ dexter: Mmm….che brutta sensazione…
    @ Virginia Danna: Pensa! L’idea di questo post è nata dopo che alcuni giorni fa ho saputo che proprio davanti alla mia città c’era stato un passaggio sotto riva di numerose orate. Molti miei concittadini si sono improvvisati pescatori, alcuni con discreto successo.

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  • 17 Ottobre 2012 in 22:31
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    Ci invitano a mangiare tanto pesce perché ci fa tanto bene con i suoi omega3 e poi ci rifilano queste schifezze malamente allevate? Le prese in giro non finiscono mai! 👿

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  • 18 Ottobre 2012 in 19:52
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    Dobbiamo renderci conto che pesce nel mare ne è rimasto ben poco. L’allevamento andrebbe incentivato, maggiore produzione, di qualità, e minori costi.
    Ci guadagneremmo tutti.

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  • 19 Ottobre 2012 in 15:09
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    Dalle mie parti non vendono a un euro nemmeno le cozze. Si vede che qui non acquistao dai greci. E comunque, se consistenza e sapore lasciano a desiderare non sembraun grande affare…

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  • 19 Ottobre 2012 in 21:35
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    @ mex: Non ci facciamo mancare nulla…
    @ leonardo: Vero. È una strada da prendere con decisione.
    @ Skip: Amen!
    @ Diana: Un euro è il prezzo all’ingrosso. A noi il pesce ce lo rifilano “abbondantemente maggiorato”.

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