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Teoria della Porta Divelta

È stata finalmente pubblicata la biografia del ricercatore Americano Philip K. Jesters (1928-1982) a cura della moglie Zoe che fu anche la sua più stretta collaboratrice.
Il libro narra degli ultimi dieci anni di vita di Jesters, quelli che lo hanno visto impegnato nel raccogliere in tutto il mondo centinaia di testimonianze (e relative prove) atte a dimostrare quella che all’inizio sembrava pura follia ma che oggi invece trova sempre maggior credito nel mondo scientifico:
La Teoria della Porta Divelta.
Di cosa si tratta? Jesters ritiene che tutti i fenomeni comunemente definiti come misteriosi o inspiegabili come apparizioni ed incontri con ufo, angeli, demoni, fantasmi, ecc… , e tolti quelli razionalmente dimostrabili o quelli frutto della fantasia delle persone, siano riconducibili ad una sola matrice, un’unica spiegazione. Secondo il ricercatore queste “entità” (definiamole così per semplificazione) non avrebbero origini ultraterrene ne arriverebbero dalle profondità dell’universo, in realtà sarebbero Terrestri come e quanto noi ma occuperebbero uno spazio (dimensione) ed a volte anche un tempo diverso dal nostro.
Il fatto che occasionalmente si possano incontrare queste entità è dovuto alla presenza di numerose “porte” sparse in tutto il mondo che permetto, a chi ne ha le capacità, di passare da una dimensione ad un’altra ma sempre e comunque occupando lo stesso spazio, la Terra.
Ci sarebbero due tipi di porte.
Le prime sono stabili, occupano sempre la stessa posizione e si aprono e chiudono con una certa frequenza. Sono individuabili, indicativamente, con i luoghi dove le apparizioni avvengono con maggior frequenza (vedi le cosiddette Città Magiche come Torino e Praga o luoghi come l’area del triangolo delle Bermuda).
Le seconde invece possono aprirsi in qualunque luogo (secondo Jesters anche in modo controllato dalle entità che ne sono in grado) a volte in modo anche violento. Volendo semplificare potremmo paragonare queste porte ai vulcani; ci sono quelli perennemente attivi e relativamente tranquilli e quelli che invece dormono da secoli ma possono svegliarsi in qualunque momento con effetti non sempre precedibili.
Le domande che venivano sempre poste a Jesters erano perché queste entità entrassero di continuo nella nostra dimensione e perché non si palesassero in modo chiaro e definitivo rimuovendo ogni dubbio sulla loro origine?
Jesters sosteneva che parte di queste entità entrerebbero nella nostra dimensione così come faremmo noi in veste di esploratori o più semplicemente per curiosità, come dei normali turisti. In altri casi le entità non sarebbero in grado di controllare il loro passaggio da una dimensione all’altra, per loro natura si sposterebbero come fossero trascinate dalla corrente. In entrambe i casi non tutte le entità, anche se lo volessero, sarebbe in grado di comunicare con noi. Troppo diversi.
Jesters arrivo a formulare anche una teoria piuttosto inquietante. A suo parere tra alcune di queste entità non scorrerebbe buon sangue, si potrebbe parlare di vero e proprio odio dovuto alla vicinanza scomoda delle loro dimensioni. Secondo il ricercatore alcune dimensioni provocherebbero, pur non per colpa dei loro abitanti, dei disturbi insopportabili. L’esempio che usava fare Jesters era quello del vicino che ha la casa troppo alta e non permette mai al sole d’illuminare e riscaldare la nostra. Trasportiamo questo esempio a dimensione “cosmiche” ed avremo un’idea della situazione.
Secondo Jesters queste entità avrebbero trovato nella nostra Dimensione Terra il terreno ideale per risolvere le loro questioni. Una possibile guerra in campo neutro.
Nel libro Zoe Jesters chiude parlando degli ultimi mesi di vita del marito, delle sue ricerche atte a dimostrare se e quando questa guerra interdimensionale potesse scoppiare e se, sopratutto, fosse possibile togliersi dalla scomoda posizione di campo di battaglia.

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Caro lettore, se hai avuto la pazienza di leggere il post fino a questo punto sappi che questa storia è completamente inventata!
Si tratta di uno scherzo organizzato da alcuni buontemponi ad un loro amico e che trovarono nel sottoscritto il loro “braccio armato”.
L’amico era il classico tipo affascinato da misteri e complotti, tanto preso dalle sue convinzioni da risultare al fine sgarbato e sgradevole ai suoi interlocutori. Così i buontemponi mi chiesero di scrivere una “storiella” su misura per lui e pubblicarla sul web, poi ci avrebbero pensato loro a fargliela “casualmente” trovare.
In seguito mi raccontarono che lo scherzo riuscì a metà perché l’amico nonostante la presentazione di prove che attestavano la falsità della pubblicazione si chiuse nelle sue convinzioni concludendo con un disarmante “si però…”.
Nel racconto (perché di questo si tratta) avevo lasciato più di un indizio che doveva far sorgere dei sospetti. Date di nascita e morte più il nome (1928-1982, Philip K.) sono le stesse dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. Il cognome (Jesters) si traduce con “Giullari”. Inoltre l’articolo non era pubblicato sul sito di qualche testata giornalistica o rivista scientifica ma si raggiungeva dal link members.xoom.it/spazio30, il mio primissimo sito super-amatoriale dedicato alla fantascienza degli anni 30, un piccolo esperimento di poche pagine che ha “innescato” la mia passione per il web e qualche anno dopo (Spazio30 è del 2001) la nascita del presente blog.
Come credo d’aver detto in altre occasioni Spazio30 è scomparso dal web diversi anni fa, letteralmente bruciato (famigerato incendio dei server xoom) così ho dovuto riscrivere a memoria la Teoria della Porta Divelta, questo dopo aver ritrovato delle bozze cartacee di brevi racconti ispirati alla teoria originale.
Non escludo di pubblicare qualcosa in futuro, qualche storiella con protagoniste le irrequiete entità che ci vengono a visitare (non invitate).

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