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Quanto sa di noi il web?

La risposta è fin troppo semplice. Sa tutto quello che gli abbiamo rivelato.
Il difficile, caso mai, è mettere in ordine tutte queste informazioni, riconoscere/distinguere quelle che abbiamo fornito per usufruire di determinati servizi, quelle condivise “confidenzialmente” e quelle espresse in tutta libertà come, ad esempio, sui social network.
E se qualcuno fosse in grado di accedere e mettere in ordine queste informazioni cosa potrebbe accadere?
Trattandosi di un’azione palesemente illegale la risposta è: niente di buono.
Ora che il web è entrato prepotentemente in quasi tutte le case è bene essere consapevoli anche degli aspetti negativi di questo meraviglioso strumento e qualcuno (a mio avviso purtroppo ancora pochi) cerca di metterci in guardia.
Un’iniziativa interessante è quella di Febelfin (Federazione Belga Settore Finanziario) che di recente ha lanciato uno spot pubblicitario che sta riscuotendo un certo successo anche nel resto dell’Europa.
Nello spot  Dave, un mago-attore, con il pretesto del lancio di un nuovo programma televisivo invita delle persone a farsi leggere la mente.
Escono così vari aspetti personali delle persone coinvolte come la presenza di farfalle tatuate sul dorso, possedere una motocicletta, il nome della migliore amica, l’intensità della vita sessuale, condizioni fisiche (strappo muscolare), il colore della propria casa, ma anche situazione finanziaria e numero di conto corrente, importi spesi per cure mediche, abbigliamento e pure i soldi richiesti per la vendita di una casa!
Ma allora questo Dave sa veramente leggere la mente?
No, ripete solo le informazioni che riceve da un gruppo di hacker nascosti dietro una tenda che, una volta rimossa, mostra tutta la vita online delle persone sedute di fronte a Dave.
Questo è uno spot, è finzione, ma il messaggio è chiaro. Nelle vita online ci vuole prudenza, come nella vita reale.

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