Post… qualcosa

menu capodannoÈ andata. Si è chiuso il 2012 e adesso siamo tutti qui tracciare il bilancio dell’anno appena concluso e programmare (sognare) qualcosa per il 2013.
Ed io? Pensavo di pubblicare un post da categoria “Mo te magno”, dove mostrare il menù della cena di capodanno e descrivere la serata ma poi mi sono chiesto se era questo il momento giusto di pensare alle ricette.
Il momento festoso c’è stato e ve lo posso “documentare”con l’immagine di presentazione.
Le foto sono piccole ma si possono riconoscere delle fette di musetto (cotechino) su pane tostato accompagnate da salsa cren, un risotto con salciccia e radicchio e poi nuovamente del musetto con lenticchie, verdura cotta e polenta gialla, salcicce con radicchio al forno e la classica fetta di panettone. Mancano le foto della zuppa di fagioli e delle bottiglie di vino che hanno accompagnano la serata.
Mancano ovviamente le chiacchiere, le risate delle ore passate in compagnia, le cazzate dette dopo aver bevuto un bicchierino in più ma anche quelle dette perché, più semplicemente, “siamo fatti così”.
Poteva essere anche un post sulle tradizioni che parlano di magia e superstizione.
Ecco che avremmo dovuto evitare di mangiare carne di volatili o passarci il sale in tavola mentre lenticchie, cotechino e zampone avrebbero dovuto stuzzicare la nostra fortuna per il nuovo anno. Inoltre avremmo potuto scrivere un nostro desiderio su di un foglietto di carta e bruciarlo nel bicchiere che poi avremmo usato per il brindisi finale, avremmo potuto magiare un dattero e poi conservarne il nocciolo nel portafogli, avremmo potuto mettere una moneta sotto il piatto di ogni invitato, avremmo… si, avremmo potuto parlare di tante altre curiose tradizioni.
Questo poteva anche essere il primo post amaro del 2013 pensando a quelle persone che il loro post-capodanno vedrà l’azienda dove hanno lavorato per anni messa in liquidazione. Sono ben due le aziende “storiche” della mia città cadute sotto i colpi della crisi in questi giorni.
Un fatto che “finalmente” (passatemi nella forma corretta il termine) sta facendo svegliare un sacco di persone; tutte quelle convinte di vivere in una sorta d’isola felice dove, grazie a quattro mesi di turismo l’anno, c’era sempre la possibilità di portare a casa due soldini in più. Le cose non stanno più così.
Di quante altro cose si poteva parlare in questo post? Il passaggio dal vecchio al nuovo anno da sempre tanti spunti ma a questo punto meglio andare oltre.
Il 2013 è arrivato, e va vissuto.

9 pensieri riguardo “Post… qualcosa

  • 2 Gennaio 2013 in 17:37
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    Sì, Caigo, va vissuto con forza, coraggio e speranza.
    Buon 2013!

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  • 2 Gennaio 2013 in 17:45
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    Guarda, le tue parole ti toccano personalmente. L’azienda dove lavoro ci ha fatto capire che le cose non vanno molto bene. Prevedono di farci fare ferie forzate a rotazione per un po’ di tempo e sperando che che nei prossimi mesi il lavoro aumenti, in caso contrario per qualcuno si parla di mobilità.
    Speriamo in bene.

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  • 2 Gennaio 2013 in 18:25
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    @ skip: Tre ingredienti d non dimenticare.
    E sia un Buon 2013!
    @ leonardo: In bocca al lupo. A te ed ai tuoi colleghi.
    Qui possiamo chiacchierare del più e del meno ma le cose importanti (tu lo dimostri) sono altre. Tienimi informato se ti va.

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  • 2 Gennaio 2013 in 19:47
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    Qual è la salsa cren?

    Mi unisco all’augurio di buona fortuna per leonardo.

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  • 2 Gennaio 2013 in 22:06
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    Speriamo sia veramente un BUON ANNO ne abbiano tutti bisogno.

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  • 2 Gennaio 2013 in 23:49
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    la mostarda… manca la mostarda!
    E dopo aver bevuto un bicchierino in più anche una cantata.
    Per il repertorio musicale, sai già dove attingere 🙂

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  • 3 Gennaio 2013 in 21:23
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    @ mex: È una salsa molto “forte” e semplice da preparare che si ottiene dalla radice del rafano
    @ oregon: Speriamo, speriamo…
    @ il THeO: Vero, mancava la mostarda ma ti giuro che con tutto quello che abbiamo mandato giù non c’era più spazio neppure per un piccolo chicco d’uva.
    @ leonardo: 😉

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  • 4 Gennaio 2013 in 19:24
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    Parlando di cose leggere.
    In vena di tradizioni da me si usa mangiare dei chicchi d’uva a mezzanotte.
    Pensa, lo faccio anch’io e a me l’uva proprio non piace!

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