Ancora 30 pugnalate

30 pugnalateVi siete mai chiesti in quali condizioni possa essere ridotto un corpo umano dopo aver ricevuto 30 pugnalate? Devastato.
Credo sia l’unica definizione in grado di rendere l’idea. Fatico ad immaginare una persona in grado d’infierire in un modo così bestiale eppure sembra che la cosa avvenga fin troppo spesso. In questi giorni si fa un gran parlare del caso di Agnese Maria Coscia uccisa con queste maledette 30 pugnalate, un numero che mi ha fatto riflettere perché mi è sembrato subito “familiare”.
È bastata una breve ricerca sul web e tutto mi è stato subito più chiaro.
Per motivi a me oscuri sembra che le 30 pugnalate siano un numero ricorrente nei casi di omicidio, numero che non so quanto possa essere reale, onestamente fatico ad immaginare qualcuno che trovi il tempo (?) o lo spirito (?) di contare le pugnalate inferte alla sua vittima.
Non so se ci sia qualcosa di cabalistico dietro il numero 30 e se, più banalmente, sia un numero che “piace” ai giornalisti e venga usato per colpire la fantasia dei loro lettori, non mi stupirei di una simile spiegazione.
Come dicevo è bastato fare una piccola ricerca nel web per trovare numerosi riscontri. Eccone alcuni.
Emidio del Vecchio e Adele Tumini (novembre 2012), Annalisa Lombardi (luglio 2012), Anna Bevilacqua (luglio 2012), una Marocchina in Svizzera (gennaio 2012), Marcella Rizzello (ottobre 2011), Samuel A. [sopravvissuto] (luglio 2011), Carmela (Melania) Rea (aprile 2011), Cristina Rolle (maggio 2010), Maria Grazia Drago (ottobre 2009), Maria Catta (febbraio 2009), Loredana Benincasa (luglio 2008), Ripalta di Napoli [sopravvissuta] (luglio 2000).
In un momento dove si fa un gran parlare di femminicidio vedere che le vittime presenti nell’elenco sono quasi tutte donne fa un certo effetto.
Un effetto che va anche oltre il numero delle 30 pugnalate che si vorrebbe appartenessero alla finzione in salsa poliziesco-giudiziaria di telefilm come Law & Order ma purtroppo, come spesso capita, la realtà supera la fantasia.

14 thoughts on “Ancora 30 pugnalate

  • 18 Febbraio 2013 in 19:52
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    Inquietante. Spero siano soltanto titoli ad effetto creati dai giornali e non ci si siano spiegazioni peggiori.

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  • 18 Febbraio 2013 in 21:11
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    Nel ponente ligure, dove vivevo, ci sono stati 5 casi di morti violente (due di recente) negli ultimi 5-6 anni; il più sconvolgente è stato l’assassinio premeditato di Antonella Multari con 44 coltellate. Anch’io mi sono chiesta come fosse ridotto il suo corpo. Ne è seguita una sentenza farsa e credo che si debba discutere di più sull’opportunità di escludere sconti di pena per buona condotta e il rito abbreviato in casi di eclatante premeditazione . Di sicuro questi fatti non sono più casi ma un fenomeno e hanno voglia di arrampicarsi sugli specchi coloro che non accettano la parola femminicidio. Pare che oggi le difficoltà, le delusioni e le frustrazioni nella vita di coppia o familiare non si riescano a risolvere se non eliminando la controparte. Questa fragilità emotiva dovrebbe indurre a riflettere invece che schierare fronti contrapposti di genere.

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  • 18 Febbraio 2013 in 21:52
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    Io scherzo sempre ma su questo tema devo starmene serio serio.
    Quando leggiamo di un delitto efferato rimaniamo giustamente turbati ma a leggere la lista che hai pubblicato si va oltre. C’è da chiedersi se la nostra sia una razza normale perché non credo ci sia animale al mondo che possa arrivare a tanto.
    Accanirsi sul prossimo oltre ogni logica.

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  • 18 Febbraio 2013 in 22:04
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    Povera gente. 😥 Avranno avuto giustizia?
    Temo risponderai di no.

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  • 18 Febbraio 2013 in 23:27
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    Ma lo sai che inquietante il numero,sia che nel tuo elenco sono tutte o quasi donne…notte blu.

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  • 19 Febbraio 2013 in 20:31
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    @ Sig Giovanni: Cosa intendi per peggiori?
    @ skip: Già, le sentenze farsa. Queste per le famiglie delle vittime sono ferite pari alla perdita dei loro cari.
    @ zago: È una vecchia storia. Ci si illude che come “animali senzienti” gli uomini siano in grado di controllore il proprio lato oscuro ma non è così.
    @ io ganimede: Abbiamo già citato le sentenze beffa. 🙁
    @ Jenisha: Non è sicuramente un caso… ciao Rosa.
    @ mex: Come detto nel post: purtroppo, la realtà supera la fantasia.
    @ ReAnto: Il numero non fa altro che esaltarne la bestialità.

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  • 19 Febbraio 2013 in 21:56
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    Probabilmente sono titoli ad effetto,ma il numero elevato di coltellate esprime un impeto, una rabbia nei confronti della vittima,incontrollabile. Secondo alcuni psichiatri, l’uomo, nei delitti passionali, uccide con il coltello perché rappresenta un simbolo fallico, attraverso il quale esercita il possesso esclusivo e totale, fino alla morte della propria donna. E’ l’uomo che colpisce più volte, la donna si limita a colpire una volta.
    Nonostante il progresso culturale della nostra civiltà sono sempre presenti regressioni individuali.

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  • 19 Febbraio 2013 in 22:01
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    Condivido il pensiero di semplice. Tutto il nostro progresso finisce con l’inciampare nella fragilità dei singoli.

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  • 20 Febbraio 2013 in 21:13
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    @ semplice e leonardo: È una cosa che non si può fare a meno di notare.
    Uccidere è già di per se una cosa terribile ma arrivare all’infierire sul corpo della propria vittima rivela un incontestabile disordine mentale.
    Dopo queste uccisioni c’è sempre qualcuno che si “sorprende” , io invece mi chiedo se non si tratti di situazioni, almeno in parte, prevedibili.
    Fatico ad immaginare un uomo che in due minuti si trasformi da perfetto gentiluomo in mostro, ci sarà pure qualche…segno rivelatore.
    Boh…forse la mia è una risposta semplicistica, magari se fosse tutto così facile da capire questi delitti non ci sarebbero e non staremmo qui a parlarne.

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  • 21 Febbraio 2013 in 13:27
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    E’ l’ignoranza a scatenare rabbia e gelosie che poi portano a queste tragedie.
    Le persone vanno educate a vivere civilmente tra loro.

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  • 21 Febbraio 2013 in 14:40
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    Buon ultimo, nel commentare, non posso che rispondere alla domanda iniziale del post: come un colabrodo!

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  • 21 Febbraio 2013 in 20:20
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    @ paolo: Credo che il problema vada oltre. La violenza “è di casa” anche tra le persone di coltura/scolarizzazione medio-alta.
    @ il THeO: Brrrr………

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