COSI’ PARLO’ BELLAVISTA – Luciano De Crescenzo

Portineria di Via Petrarca 58. Seduti intorno ad un tavolo siamo io, il vicesostituto portiere Salvatore Coppola, il dottor Passalacqua (III piano prima porta a sinistra) ed un signore sconosciuto che essendo venuto poco prima a chiedere informazioni su di un appartamento libero, ha deciso di trattenersi.
« Insomma ma allora voi di politica non ne capite proprio niente! » dice Salvatore Coppola, vicesostituto portiere.
« E che avete studiato a fare? »« Ma che c’entra Io studio » ribatto io « ognuno ha le sue idee politiche, ed è giusto che le abbia, però deve anche rispettare le idee degli altri. »
« Ma carissimo ingegnere, qua non si tratta di idee politiche, qua bisogna inquadrare il problema dal punto di vista internazionale! » continua Salvatore. « Voi dovete farvi capace che tutti noi napoletani dobbiamo forzosamente votare compatti per il Partito Comunista Italiano e che, immediatamente dopo, dobbiamo uscire dalla NATO e stringere un patto d’alleanza con la Russia. »« Ma perché Salvatò » dice Passalacqua « tu sei convinto che la Russia sia più forte dell’America? » « Ma a me che me ne importa se è più forte l’America o la Russia, dottò, questo a me non interessa. Andiamo al sodo. Andiamo alla sostanza e vediamo invece che fine facciamo noi se scoppia una terza guerra mondiale e ci fanno prigionieri » e così dicendo Salvatore alza tutte e due le braccia in segno di resa.
« Dunque, scoppia la terza guerra mondiale, ora, se noi ci siamo alleati con l’America, da chi veniamo fatti prigionieri? Dalla Russia, no? Correggetemi se sbaglio. Ebbene io vi dico che noi napoletani i prigionieri in Russia non li possiamo fare. Ma che stiamo scherzando: in “primis” non siamo abituati al clima rigido della Siberia che è freddo, ma freddo veramente, in “secundis” non ci abbiamo l’equipaggiamento necessario. Insomma, dottò, in parole povere, ci puzzeremmo’ dal santissimo freddo. Ora, diversa è la situazione se invece ci mettiamo con la Russia. E sì perché in questo caso veniamo fatti prigionieri automaticamente dagli americani e mandati subito in America. E là, con l’aiuto di Dio e con un poco di commercio, uno si potrebbe pure imparare la lingua, che poi, siccome da cosa nasce cosa, vuoi vedere che facendo facendo la guerra ci troviamo pure un buon posto? »
« E se siamo fatti prigionieri dai cinesi? » chiede il signore venuto per l’appartamento.« Peggio che andare di notte, dottore mio! Quelli i cinesi mangiano una schifezza. Immaginate che cosa passerebbero a noi poveri prigionieri: sì e no una palla di riso al giorno. Aè! E come volete che io, Coppola Salvatore, con la fame che mi ritrovo, posso campare con una palla di riso al giorno? »
Salvatore Coppola è vicesostituto portiere nel senso che il condominio di Via Petrarca 58 già possiede un portiere titolare, don Armando, ed un suo sostituto portiere nella persona di Ferdinando Amodio, figura mitologica avente la parte superiore umana e la parte inferiore costituita da una sedia.
A scanso di equivoci Ferdinando è sanissimo, pur tuttavia non ricordo di averlo visto mai in piedi. Non si alza nemmeno a Natale per chiedere la mancia. Vi chiama lui. Don Armando invece è semplicemente un signore, come noi ad ogni nuovo inquilino, fin dal primo giorno, don Armando spiega la sua particolare situazione:
« Vedete dottore, io sono e non sono il portiere di questo palazzo: e adesso ve lo spiego. Nella vita purtroppo non ho mai avuto fortuna: nato da una famiglia di signori (mio nonno modestamente non lavorava e papà era ragioniere all’acquedotto) campavamo tutti dignitosamente, anche perché tenevamo tre case di proprietà al Borgo Loreto. Senonché un brutto giorno mio nonno fece amicizia con un avvocato causaiuolo e da quel momento cominciarono ad entrare e a uscire da casa nostra citazioni e carte bollate, in somma per farvela breve in pochissimo tempo io detti addio al nonno, a papà e a tutte le case di proprietà. Ora veniamo a noi, nella vita il sottoscritto ha avuto sempre un solo desiderio: venire a vivere in Via Petrarca ed in posizione panoramica. Ma ditemi voi: come poteva un povero dio come me, senza la croce di un centesimo, esaudire questo suo desiderio? E mi ero già rassegnato a chiudere questa vita di miserie in due camere a Via Nuova Bagnoli 17, dove giorno e notte mi zucavo’ il fumo dell’uva, quando improvvisamente capita la grande occasione: posto di portiere in Via Petrarca 58, stipendio e casa gratuita, finestra lato mare! Dice ma tu poi devi fare il portiere. E va bene, vuol dire che faremo il portiere.
Dice ma tu poi devi scendere la scala sociale. E scendiamola questa scala sociale! Dottò ma che me ne fotte a me di scendere la scala sociale, se io qua, quando mi siedo vicino alla finestra e mi guardo Capri ed il Vesuvio, mi sento Cavaliere del Lavoro, ma che dico Cavaliere del Lavoro, Presidente della Repubblica mi sento! Ora per quanto riguarda poi il servizio di portierato ho volontariamente rinunziato a parte dello stipendio in favore….

12 thoughts on “COSI’ PARLO’ BELLAVISTA – Luciano De Crescenzo

  • 28 Febbraio 2013 in 21:45
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    Era da un po’ che non pubblicavi un 100 righe. E questo mo piace particolarmente perché ce l’ho! 🙂

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  • 1 Marzo 2013 in 01:09
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    Un film più che eloquente sulla contraddittoria napoletanità. 🙂
    Belle le dissertazioni pseudofilosofiche tra i condomini, il confronto con il nordico Cazzaniga in ascensore ,l’incontro faccia a faccia tra la bravvissima Marina Confaloni e il capitone prima, e la lavastoviglie poi…
    A parte tutto, il film contiene metafore sempre attuali.

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  • 1 Marzo 2013 in 08:34
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    I libri di De Crescenzo sono uno spasso!

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  • 1 Marzo 2013 in 11:15
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    Un mito il portiere<3 …ciao blumannaro..che la piccina tra poco mi svuota l' armadio..

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  • 1 Marzo 2013 in 12:31
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    De Crescenzo è bravissimo a raccontare con parole semplici la complessità della natura umana.

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  • 1 Marzo 2013 in 20:54
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    @ mex:Gli articoli per 100 Righe sono sempre pronti, è che non sempre me lo ricordo! :mrgreen:
    @ skip: Ho letto solo il libro, il film me lo sono perso, dovrò rimediare.
    @ semplice: Vero, quando comprai questo in particolare fu una vera rivelazione!
    @ Jenisha: Così piccola sta già cominciando a rubarti i vestiti? 😆
    @ franco.ruggeri: Questa dovrebbe essere la vera essenza della filosofia. Non snobismo e paroloni come troppo spesso capita di sentire.

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  • 1 Marzo 2013 in 22:28
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    …mi sento Cavaliere del Lavoro, ma che dico Cavaliere del Lavoro, Presidente della Repubblica mi sento!
    Che bel personaggio! 😀

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  • 2 Marzo 2013 in 18:05
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    Mi ha incuriosito, alla prima occasione lo leggerò. 😀

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  • 2 Marzo 2013 in 20:43
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    I cinesi sono già fra di noi e cis tanno colonizzando silenziosamente.

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  • 4 Marzo 2013 in 21:11
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    @ Sig Giovanni: Lo senti un po’ tuo vero?
    @ io ganimede: Ecco, quando leggo questi commenti mi sento di dire “missione compiuta!”
    @ Diana:Clibbio!!! Peldinci!!! 😀

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