Storia dei Videoclip

clip-BugglesMusica e televisione vivono in simbiosi praticamente da sempre. Il mondo discografico intuì subito che la vetrina televisiva per una canzone poteva rappresentare una forma di promozione estremamente incisiva, forse più di tanti passaggi radiofonici. In televisione l’artista ci metteva la faccia, poteva raggiungere tutte quelle persone che normalmente non partecipano ai concerti.
La prima forma di promozione televisiva per una canzone fu il partecipare come ospiti dei cantanti ai vari programmi d’intrattenimento, formula che funziona ancora oggi perché il pubblico “ama” vedere i proprio cantanti preferiti esibirsi in un contesto live (non sempre reale) e prestarsi a interviste e curiosità di presentatori e pubblico in sala. Tuttavia non sempre è possibile avere l’artista presente in studio e così si è cercato da subito (parliamo degli anni cinquanta) di trovare delle soluzioni che ovviassero questo problema. Si cominciarono a produrre dei cortometraggi da inserire all’interno dei programmi televisivi o nei locali pubblici grazie a dei Juke-box “audio-visivi”.
Queste macchine era diffuse negli Stati Uniti già negli anni trenta; I “Soundie” mostravano agli Americani qualche breve notiziario (tipo i nostri cinegiornali) e molto intrattenimento leggero (avete presente i balletti acquatici di Esther Williams?) per qualche decennio accompagnati in un secondo momento dai Francesi Scopitone” e gli Italiani “Cinebox”.La carriera di queste macchine si chiuse abbastanza rapidamente non appena la televisione iniziò a diffondersi nelle case, di loro rimase l’esperienza maturata per realizzare dei cortometraggi musicali.
Un ruolo importante per lo sviluppo del cortometraggio musicale lo ebbero i Beatles. Nel loro massimo momento di popolarità non erano in grado di fronteggiare le massicce richieste di apparizioni pubbliche. Fu così che di alcune delle loro canzoni più popolari vennero realizzati dei cortometraggi. Cortometraggi anche di una certa complessità, sicuramente memori delle esperienze cinematografiche maturate con film come Yellow Submarine. Ormai siamo negli anni settanta, anche in Italia i registi non sono rimasti con le mani in mano. Siamo passati dalle lunghe “passeggiate “ di Sergio Endrigo ad un Lucio Battisti visto attraverso la…carta stagnola (?), ma ancora non possiamo parlare di veri e propri Videoclip. Per questo dobbiamo aspettare la metà del decennio ed i primi lavori di Lasse Hallström con gli Abba [Seguirà post dedicato]. Di li a poco uscirà il video di Bohemian Rhapsody dei Queen [Seguirà post dedicato] da molti considerato il primo videoclip della storia; interpretazione sicuramente sbagliata se consideriamo tutto il lavoro già svolto negliclip-mtv anni precedenti. Il cortometraggio viene trasmesso per la prima volta all’interno di Top of the Pops il programma musicale più famosa della storia (1964-2006), ha tutti gli ingredienti per meritarsi la palma di primo videoclip popolare.
Il mondo del videoclip come ora lo conosciamo prende forma nel 1981 quando nasce MTV la prima emittente televisiva interamente dedicata alla musica (in seguito MTV ha allargato la sua produzione televisiva avvicinandosi alla televisione generalista ma qui parliamo di musica e non entreremo nei dettagli). Da questo momento qualunque produzione musicale voglia raggiungere il vasto pubblico sarà costretta a realizzare un videoclip. Alcuni artisti nascono contemporaneamente alle loro produzioni visive e c’è da chiedersi se senza queste avrebbero raggiunto la fama.
E in Italia? Nel 1981 La RAI clip-massarinitrasmette Mister Fantasy, un programma all’epoca rivoluzionario condotto da Carlo Massarini. Buggles (interpreti del primo video trasmesso da MTV “Video Killed The Radio Star”) [Seguirà post dedicato] Talking Heads, Ultravox, Kim Karnes, e tanti altri artisti trovano una finestra privilegiata per mostrare le loro produzioni. Quasi contemporaneamente alla chiusura di Mister Fantasy Nasce Videomusic, prima vera emittente Italiana quasi interamente dedicata alla musica. DJ (ma sarebbe meglio parlare a questo punto di VJ) come Rick Hutton e Clive Griffiths cominciano a diventare popolari tra il vasto pubblico della televisione eclip-rick__clived i loro programmi sempre più curati e tematici. Verso la metà degli anni 90 anche Videomusic chiude lasciando spazio ad emittenti come Viva, MTV Italia ed Allmusic ma a questo punto il periodo pionieristico del videoclip si è chiuso da un pezzo. Ormai parliamo di una realtà commerciale ed artistica ben affermata che vede impegnati nel settore sempre più risorse umane e finanziarie. L’esplosione del web e la televisione a canali tematici ora stanno completando l’evoluzione del videoclip.

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13 thoughts on “Storia dei Videoclip

  • 7 Gennaio 2014 in 17:39
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    Tataaa!!!!! Eccolo il post che aspettavo! Era ora! 😀

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  • 7 Gennaio 2014 in 18:32
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    I video di una volta sembrano sciocchini se paragonati a quelli di oggi ma all’epoca devono aver fatto scalpore.
    Bello molto bello! 🙂

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  • 7 Gennaio 2014 in 19:58
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    In pratica i primi video funzionavano attraverso dei juke-box giusto? Non ne ho mai visti in giro, devono essere dei bei giocattoloni da collezione.

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  • 7 Gennaio 2014 in 20:18
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    Che belli i tempi di Videomusic! I programmi erano semplici ma ricchi di simpatia e la musica, sigh! 😥 era la musica dei miei tempi. Ah la nostalgia.

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  • 7 Gennaio 2014 in 20:47
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    ricordo bene la trasmissione di Massarini e anche i videoclip che aprivano nuove strade e interpretavano le sempre belle canzoni degli anni ’80

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  • 7 Gennaio 2014 in 22:03
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    Ieri video primitivi su musica di altissima qualità.
    Oggi video realizzati con investimenti faraonici su musica mediocre.

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  • 8 Gennaio 2014 in 14:00
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    Sergio Endrigo non era il solo a farsi le passeggiate mentre cantava, era la moda del periodo. Ma quanto erano grandi gli studi televisivi negli anni 70? 😛

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  • 8 Gennaio 2014 in 21:18
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    @ leonardo:…e pazientando, pazientando…. 😉
    @ campanellino: Hanno permesso al pubblico dell’epoca di potersi avvicinare ai loro idoli anche senza andare ai loro concerti.
    @ getrotal: Non ci avevo pensato, È vero! I vecchi jukebox si trovano, queste macchine no.
    @ mex: Una “piacevole” nostalgia spero.
    @ Skip: Aspettavamo le undici di sera per ascoltare le introduzioni dell’uomo vestito di bianco!
    @ lovecraft: Sugli investimenti concordo, sula questione qualità avrei qualche riserva.
    @ Sig Giovanni: Beh, dinoccolavano qua e la, per far dieci metri impiegavano tutto il tempo della canzone.

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  • 8 Gennaio 2014 in 22:16
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    Nei video ho trovato quasi tutta musica che non conoscevo.
    Niente di entusiasmante ma comunque interessate il modo in cui ci hai raccontato la storia dei videoclip.
    Enciclopedico! 🙂

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  • 9 Gennaio 2014 in 14:37
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    Se, come si dice, l’appetito vien mangiando, adesso sono curioso di vedere gli annunciati post dedicati.

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  • 10 Gennaio 2014 in 20:54
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    Come hanno già detto attendiamo il seguito. 🙂

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  • 11 Gennaio 2014 in 18:02
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    @ MCLUKA: Wikipedia mi fa un baffo! 😛
    @ dexter e paolo: ….piano, piano….

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  • 11 Gennaio 2014 in 21:32
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    Anche Aldo Giovanni e Giaconm si sono esibiti in balletto acquatico come Ester Williams. Soundie pure loro? 🙂

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