Il giardino e gli attrezzi maledetti

giardinaggioPer chi possiede un orto o un giardino, così come anche un bel terrazzo, l’arrivo della primavera è un momento di grandi soddisfazioni e (diciamolo) alcuno piccole fatiche che si dovrebbero alleviare grazie ai buoni risultati del lavoro svolto.
Rami secchi, cartacce e altre schifezze giunte da chissà dove, erbe infestanti che in pochi giorni attaccano il vostro feudo e parassiti rimasti pazientemente nascosti durante l’inverno sono i nemici che dovete affrontare.
Ma il giardino non è infestato solo da nemici, ci sono pure i traditori!
Parlo degli attrezzi che normalmente usate per svolgere il vostro lavoro. Questi non vi lasciano in autunno quando state per per metterli a riposo e la loro “morte” avrebbe pure un senso dopo mesi e mesi di attività. No! Per farvi girare gli zebedei aspettano la primavera, vi aspettano per ferirvi nel momento in cui siete rilassati e ricchi d’entusiasmo!
Ma come si manifesta il tradimento?
In vari modi Nel mio caso hanno colpito in due fasi.
A) Ore 09:00. È il momento di tagliare l’erba del giardino. Il primo taglio dell’anno è il più impegnativo, l’erba alta non è molta, più che altro a “chiazze” ma è piena d’infestanti già alte e nasconde le famigerate schifezze citate in precedenza. Quindi, il primo taglio non prevede un lavoro di fino con un tosaerba ma il rude passaggio del decespugliatore.
Prendo il decespugliatore (accuratamente pulito e messo a riposo in autunno), verso la miscela nel serbatoio, indosso la tracolla, vi aggancio il decespugliatore e…. sento un odore… sento la gamba bagnata…. Maledizione! Il tubicino che porta la miscela dal serbatoio al motore è spezzato! Tampono la fuoriuscita di miscela ma ormai guanti e pantaloni sono impregnati del liquido. In quel momento non ho la possibilità di riparare la macchina così chiedo in prestito il decespugliatore di mio zio, un archibugio fermo da anni! Per metterlo in moto ci lascio i polmoni e rischio un paio di ernie ma alla fine riesco nel mio intento. Tagliare l’erba.
B) Ore 15:00. Mentre il sottoscritto brandiva il decespugliatore a mo’ di excalibur altri membri della famiglia provvedevano a rinvasare i fiori, in particolare un bel “set” (passatemelo) di geranei. Terminato il mio lavoro mi aggrego alla truppa e mi offro d’annaffiare le piantine. Cerco l’annaffiatoio (ma dove sarà finito?!). Alla fine lo trovo, addirittura ce ne sono ben tre! Decido di prendere il più grande (16 litri) e lo riempio d’acqua.
Lo sollevo, inizio a camminare e…Crack!… un rumore di plastica che si rompe…. sento la gamba bagnata (e due!).
Un solo pensiero, ma quante mancano a domani? Questo giorno proprio non va, non va.

Nota: In questo periodo il blog è un cantiere aperto (seguiranno succose novità).
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