L’albero delle patate

albero delle patateLa parola “stupore” è scomparsa dal mio vocabolario da molti anni, troppe ne ho viste e troppe ne ho sentite per giustificare la presenza di questa piccola intrusa a zonzo tra i miei (pochi) neuroni. Eppure, di tanto in tanto, eccola tornare e farsi beffa di me esibendo dei virtuali ma espliciti ampi gesti dell’ombrello, come a dire «Pensavi di esserti liberato di me! Eh?».
Un esempio. A tutti sarà capitato di leggere storie che parlano di moderne forme d’ignoranza. Ogni tanto salta fuori qualche inchiesta che vede protagoniste categorie professionali, religioni, popoli…. e magari il classico bambino Americano convinto che le patate crescano sugli alberi come fossero delle mele. Si, la cosa ci stupisce, ci fa sorridere, ma a pensarci bene rispetta pure una certa logica, sia pur triste.
Parliamo di un bambino che quasi sicuramente vive in una grande metropoli di cemento, non è mai andato in campagna e la suo conoscenza della natura deriva da qualche ora passata davanti alla televisione a guardare i documentari del National Geographic. Le uniche patate che conosce, ed ha toccato con mano, sono quelle tagliate a listelli, surgelate e pronte a finire nella friggitrice. Come dicevo, triste (non giustificabile) ma comprensibile.
La storia può assumere contorni ben più inquietanti se sostituiamo l’ipotetico bambino di Detroit con una signora di mezza età nata e cresciuta nell’Italico nordest dove certamente siamo evoluti e moderni ma l’ipad gira comunque da pochi anni, molti di noi tengono ancora una zappa in garage…se vogliano intendere…
Capita così che alla signora, nostra gradita ospite, venga data l’opportunità di gustare i sapori del nostro orto.
«Vieni» La invitiamo. «Raccogliamo i pomodori».
«Se vuoi sono pronte anche le patate, ne vuoi? Sono da quella parte».
Lei inizia a zigzagare nell’orto e dopo un po’ chiede:
«Scusa? Ma dove sono le patate?»
«Ci sei sopra!»
(Silenzio di tomba)
«Quelle piante proprio accanto a te, dai scaviamo!»
«Scavare? Pensavo si potessero raccogliere come i pomodori».
(Mio silenzio di tomba).

23 pensieri riguardo “L’albero delle patate

  • 15 Aprile 2014 in 20:50
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    Conosco anch’io la signora stupore. hai proprio ragione, più la allontani e più te la ritrovi tra i piedi. 😉

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    • 15 Aprile 2014 in 21:42
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      Una signora veramente invadente! 😉 D’altra parte la vita stessa è piena di sorprese. Possiamo sopportarla.

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  • 15 Aprile 2014 in 21:29
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    mbeh? Io non ho l’iPad, ma ho avuto a che fare, nel corso della mia vita professionale, con l’aglio (intendo tonnellate di aglio) e ho sempre immaginato delle piantagioni di aglio che cresceva e maturava su ombrosi alberi.
    … ma un bel giorno ho scoperto che la pianta assomigliava a quella delle cipolle che coltivava il mi’ babbo nell’orto.

    Risposta
    • 15 Aprile 2014 in 21:49
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      Ci sarà stato un motivo perché A. Branduardi non ha mai cantato «Cogli il primo aglio…» O no? 😛

      Risposta
  • 15 Aprile 2014 in 22:07
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    Fortunatamente per me, da bambina, seguivo spesso mio padre nell’orto, che coltivava per passione, dopo le ore di lavoro in fabbrica. Ho così avuto l’opportunità di vedere le piante delle patate, dei pomodori, delle fragole, dei fagiolini, dei fagioli… e tanti tipi di insalata. Non mi ero mai resa conto, tuttavia, di avere acquisito una piccola cultura, che forse manca a tanti bambini e addirittura signore che amano poco la natura e la terra da zappare.

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    • 15 Aprile 2014 in 22:16
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      Una piccola cultura che non andrebbe trascurata.
      In fondo basterebbe partire da un piccolo concetto: conoscere ciò che mangiamo.

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  • 15 Aprile 2014 in 22:45
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    Ah ah ah! Che Immagine! Dai scava, scava! Dove? Li! Ma dove? Liiiii, le patate sono li sotto! 😆

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  • 16 Aprile 2014 in 14:00
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    Forse la signora è solo andata in confusione 😉
    Per dirti, la prima volta che ho fatto il risotto sbaglia completamente le dosi, misurato ad occhio me ne uscì un quantitativo industriale. Capita 🙂

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  • 16 Aprile 2014 in 17:54
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    Ci siamo allontanati dalla natura e questo forse non è sempre un bene. Certamente non possiamo essere tuttologhi e quindi ora sappiamo molte cose in più su certi argomenti, tecnologie, ecc e qualcosa in meno su altri. Non facendo più i contadini tanta cultura è andata persa, ma ne abbiamo acquisita di altro genere, funzionale alla vita odierna. Il bambino o la signora anche se non sanno come si coltivano le patate possono benissimo sopravvivere, mentre devono sapere come si usa un cellulare,un pc,navigare in internet (molti servizi, ASL, Comune, INPS, ecc.), prendere un autobus, la metro o l’aereo e quant’altro la vita di oggi ci offre.

    Risposta
    • 16 Aprile 2014 in 20:48
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      Sicuramente, conoscere il funzionamento di molti servizi e saper usare le tecnologie informatiche è importante e utile. Una passeggiata in campagna ogni tanto e una visita ad orti e giardini non ci rende tuttologi, ma arricchisce, comunque, il bagaglio delle nostre conoscenze e migliora la nostra vita anche a livello fisico. A mio avviso, infatti, la vita all’aria aperta è utile quanto quella al chiuso di fronte a un computer e non solo per sapere se le patate stanno sottoterra o sopra un albero.

      Ciao Elisa Mirabella

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      • 16 Aprile 2014 in 21:08
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        Sono d’accordo che passeggiare soprattutto in campagna, fa bene alla salute ed è una pratica da incrementare, questo però non significa che praticare attività all’aria aperta ci fa conoscere le molteplici varietà che la natura ci offre, Sicuramente chi frequenta , la campagna, la conoscerà meglio, mentre chi fa attività fisica in palestra saprà benissimo come funzionano i vari attrezzi. Ritornando agli alimenti, abbiamo perso anche la conoscenza della stagionalità dei frutti e delle verdure. La Regione Toscana ha fatto dei poster con un calendario con tutti i prodotti della natura mese per mese…vedessi quante persone si stupiscono…

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  • 16 Aprile 2014 in 21:19
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    Dovremmo conoscere le cose che mangiamo, almeno per evitare di ingurgitare passivamente schifezze geneticamente modificate. Patate a strisce gialloblù, carote celesti, radicchio rosa e nero….. 😉

    Risposta
  • 17 Aprile 2014 in 21:18
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    Grazie per gli interventi, ci si rilegge (probabilmente ) sabato.

    Risposta
  • 18 Aprile 2014 in 00:12
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    Bisogna riscoprire un po’ i ritmi della natura a partire dalla vita delle piante. Quanto si divertono i bambini a curare il verde, a seminare , vedere crescere e conoscere con i sensi le piantine , i fiori, i frutti e gli ortaggi ! Oggi i bambini conoscono tutti gli animali selvatici ma non hanno mai visto da vicino una mucca, un maiale, un asino tant’è che le scuole organizzano visite alle fattorie didattiche .

    Risposta
  • 18 Aprile 2014 in 06:42
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    Ricordo che a scuola ci facevano studiare anche queste cose nell’ora di scienze. Sono cambiati anche i libri adesso che danno per scontato che i ragazzi conoscano certe cose. Non è affatto così. E questa cosa lo dimostra 🙂

    Risposta
  • 18 Aprile 2014 in 20:11
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    Zero stupore ovviamente.
    Posso approfittare dell’occasione per farti gli auguri di Buona Pasqua? 🙂

    Risposta
  • 27 Aprile 2014 in 11:37
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    Ihhhhiihhh………… ma soprattutto: è il tuo descrivere l’episodio che è esilarante! Grande Giorgio, on grande baso 😉

    Risposta
  • 28 Aprile 2014 in 21:25
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    Siiiiiiiiiiii… son mi! Credevo non esistesse più questo blog 🙂 Bene.. bene… almeno continuo a seguirti! Uffiiiii… mi ero spaventata 🙁 Ciao tesoro bello, basiiiiiiiii a iosa 🙂

    Risposta

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