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La bionda con il suv

Donne e MotoriLo so, questa volta finirò nei guai. Punzecchiare le donne può essere estremamente pericolo e la possibilità che qualche fanciulla assoldi un hacker per affondare il mio sito o, sapendo dove abito, decida di rigarmi la macchina non è poi così remota.
È vero, il tema donne e motori è pregno di luoghi comuni ed io, che non mi considero un grande automobilista (non amo guidare) sono il primo ad essere solidale con la categoria ma… c’è sempre un ma.
Facciamo così. Donne! Non leggete questo post. Uscite! Andate a fare shopping, divertitevi! Ok?
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Uomini! Siamo rimasti soli vero? Bene.
Ricordate quando avete conseguito la patente? Voi qualche errore nei quiz lo avete commesso e probabilmente vi siete beccati pure qualche rimprovero durante le guide.
E le ragazze? Teoria, perfetta! Motore e codice della strada per loro non avevano segreti.
La guida? Da manuale! Forse leggermente più lente del dovuto ma riuscivano a parcheggiare in retromarcia fin dentro un bicchiere.
Ora logica vorrebbe che queste capacità andassero oltre il periodo del foglio rosa ma purtroppo non è così. Io non so da cosa dipenda, forse nella patente c’è qualche sostanza chimica che va ad alterare le funzioni ormonali della donne o chissà cosa. L’unica cosa certa è che loro si trasformano. Dopo poche settimane dimenticano completamente cosa sia un motore, alcune dimenticano pure che è necessario mettere della benzina nel serbatoio perché l’auto continui a funzionare. Le più ecologiste si aspettano che sotto il cofano vivano centinaia di laboriosi criceti, altro che motore! Corrono, fanno girare la loro ruota e l’auto avanza, poi, di notte, scendono dalla macchina e vanno in cerca di cibo nei nostri giardini.
Vogliamo parlare della guida?
É questo il tema donna-automobile che ha ispirato questo post.
Devo fare una premessa. Abito in una zona dove c’è un benessere abbastanza diffuso e le auto di un certo valore non mancano. I suv fanno la parte del leone e spesso sono guidati da donne bionde, sembrano fatte con lo stampino, stesse vetture, stesse pettinature, stesso abbigliamento e, probabilmente, un innato istinto da camionista che le spinge a guidare questi bestioni non sempre adatti a muoversi dentro le nostre città.
Due episodi.
A) Sto guidando nella mia città, ad un certo punto per spostarmi da una delle vie principali ad un’altra imbocco una traversale piuttosto stretta (è comunque a doppio senso di marcia). Mancano pochi metri all’uscita ed ecco che mi si para davanti il suv guidato dalla bionda. Strabuzza gli occhi, molla il volante ed inizia a farmi ampi gesti con le mani:
«Vai, vai, va indietro!».
«Indietro? Fammi capire, dovrei farmi 150 metri in retromarcia per farti passare quando a te basta indietreggiare due metri (realmente due) per lasciarmi uscire senza difficoltà.
No bella, spostati tu»
Apre la bocca sbigottita, sembra quasi balbettare. L’altra donna seduta al suo fianco ride divertita.
«Vai, vai va indietro!» Insiste.
Non ho più voglia di discutere, ingrano la marcia e avanzo. Gli specchietti si sfiorano ad una distanza di circa venti centimetri.
Lei è glaciale, l’amica ride, io parto. Ciao.
B) Strada di campagna, ovviamente stretta, la percorro a bordo di un furgone insieme ad un collega. In lontananza appare un suv guidato da una bionda, viaggia ad alta velocità occupando il centro della carreggiata.
Pensiamo, rallenterà, accosterà.
Niente da fare, non molla la presa! Siamo costretti a frenare e ad andare con le ruote sull’erba ma in fondo è colpa nostra, lei aveva fretta ed era impegnata al telefono. Poverina.
Succedono solo a me queste cose? Sicuramente no e sicuramente non solo con bionde a bordo di suv che, sottolineo, amo con tutto il cuore!
Notare che con le mie ultime parole sto cercando di rabbonire eventuali suvviste arrabbiate. Vi voglio bene!

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