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Animalisti per vocazione, animalisti per convenienza

tennis beeIn questi giorni la mia curiosità è stata attratta da due storie che hanno a che fare con gli animali, o meglio, al rapporto pieno di contraddizioni che noi umani abbiamo con loro.
Se siete appassionati di tennis forse avrete visto come un’ape sia riuscita ad interrompere per alcuni minuti l’incontro tra Kimiko Date e Venus Williams agli Us Open. La prima (qui il video) è stata protagonista di un siparietto tra il divertito ed un filino di paura dove lei tentava di evitare lo “scontro” con l’insistente intrusa giallonera, la seconda invece ha cercato di rabbonire l’insetto tenendolo lontano con la racchetta e accompagnandolo via con movimenti lenti.
Alla fine l’ape è stata catturata dai raccattapalle (diciamo così) con un asciugamano e poi infilata dentro un cesto.
Ora, non vorrei pensar male, immaginiamo che le due atlete non si trovassero davanti ad un pubblico di centinaia di persone più, forse, qualche milione di telespettatori; secondo voi avrebbero imbastito con l’ape quella specie di minuetto politically correct o, soprattutto con la Williams, sarebbe partito un rovescio che avrebbe spedito la piccola ape sulla luna?
In altre parole, agli Us Open abbiamo assistito ad un momento di puro e vero rispetto per gli animali o ha prevalso la paura di calamitare delle critiche da parte di qualche associazione animalista più o meno ufficiale?
C’è stato anche il caso di “Daniza”, l’orsa che a metà agosto ha aggredito un cercatore di funghi nel Trentino. In questo caso sono fioccate subito discussioni e le inevitabili polemiche. Il protocollo prevede che, in assenza di valide soluzioni alternative, si proceda con l’abbattimento dell’animale.
Apriti cielo! Da una parte si sono schierati quelli favorevoli a questa soluzione i quali facevano notare che l’aggredito era un uomo robusto in grado di difendersi (40 punti di sutura li ha comunque portati a casa) e che se al suo posto ci fosse stato un bambino ora piangeremmo tutti per l’ennesima tragedia. Dall’altra parte invece si sono schierati quelli che difendevano le naturali ragioni di mamma orsa e obbiettavamo, a prescindere, l’ipotesi di abbattere gli orsi per qualunque motivo.
Mi è venuto in mente che nelle zone circostanti al Trentino la carne di orso è considerata una prelibatezza e forse le polemiche e gli interessi sul caso potrebbero andare oltre l’aggressione subita dal cercatore di funghi. A pensar male…..

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